ACS AIUTA CRISTIANI PERSEGUITATI

Moametto shariah con amore ] wahhabiti Riad galassiah jihadista Mecca Kaaba Shabaab.. ai comunisti italiani Pd Massoni Bilderberg: deve essere portato il conto
Somalia: attentato Mogadiscio, 300 morti
Tra loro 15 bambini, 300 feriti tra cui molti gravi
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ACS PRESENTA IL NUOVO RAPPORTO SULLA PERSECUZIONE ANTICRISTIANA CRISTIANI VITTIME ANCHE DELL’INDIFFERENZA DELL’OCCIDENTE. Corea del Nord determina l’accesso a beni e servizi necessari quali cibo, educazione e assistenza sanitaria, sulla base della posizione occupata dai cittadini tra le 51 potenziali categorie che indicano maggiore o minore lealtà al regime. Un sistema che favorisce la discriminazione basata sul credo religioso, giacché i cristiani, che si trovano nelle ultime categorie, sono classificati come ostili allo Stato e quindi incarcerati. I rapporti riferiscono di cristiani che patiscono «atrocità indicibili» all’interno dei campi di internamento e che spesso, in quanto prigionieri a causa della religione, vengono isolati dagli altri per subire trattamenti peggiori quali lavori forzati, torture, persecuzione, privazione di cibo, stupri, aborti forzati, violenze sessuali ed omicidi.

Non è migliore la situazione nella cosiddetta Corea del Nord d’Africa, ovvero l’Eritrea, dove il governo ha messo in atto misure ancor più repressive nei confronti dei cristiani. Chiunque si opponga al crescente controllo governativo dei gruppi religiosi viene arrestato e detenuto in carceri noti per le torture ai prigionieri.

Aiuto alla Chiesa che Soffre·Venerdì 13 ottobre 2017
I cristiani soffrono, forse come mai nella storia, anche a causa della quasi totale indifferenza dell’Occidente. È quanto afferma il rapporto sulla persecuzione anticristiana di Aiuto alla Chiesa che Soffre dal titolo Perseguitati e dimenticati. Rapporto sui Cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2015 e il 2017.
Nel periodo in esame, infatti, i cristiani sono stati vittime del fondamentalismo, del nazionalismo religioso, di regimi totalitari, ma anche di violenze indirettamente finanziate dall’Occidente, nonché dell’incapacità dei governi occidentali di porre un tempestivo freno al genocidio in atto in Medio Oriente e non solo.
Lo studio prende in esame tredici Paesi in cui le negazioni alla libertà di fede dei cristiani sono più efferate. In undici di questi, tra la metà del 2015 e la metà del 2017, la situazione è degenerata rispetto al biennio precedente che già aveva registrato un netto peggioramento. Negli altri due, Arabia Saudita e Corea del Nord, era tanto drammatica da non poter aggravarsi. «Tra il 2015 e il 2017, i cristiani hanno subito crimini contro l’umanità: alcuni sono stati impiccati o crocifissi, altri violentati, alcuni rapiti e mai più ritrovati», si legge nel rapporto che si serve delle ricerche effettuate sul campo da ACS nelle aree maggiormente interessate dalla persecuzione.
I cristiani soffrono a causa dell’estremismo islamico in Paesi quali Iraq e Siria. Lo studio riporta storie di atrocità commesse dallo Stato Islamico ai danni dei cristiani. Come quella del siriano Elias, legato per oltre un mese mani e piedi ad una croce. Il genocidio compiuto dall’ISIS ha avuto effetti devastanti sulle locali minoranze religiose. Le prove raccolte da questo rapporto mostrano come lo sradicamento dei cristiani e delle altre minoranze sia stato – e sia – lo specifico e dichiarato obiettivo dei gruppi estremisti che agiscono in Iraq, in Siria e in altre aree della regione, incluso l’Egitto dove si ricordano i tre tragici attentati avvenuti quest’anno: le stragi perpetrate nel corso delle celebrazioni della Domenica della Palme a Tanta e ad Alessandria e l’attacco in un autobus di pellegrini a Minya. Vi sono inoltre continui casi di copti uccisi da estremisti.
Nella primavera del 2016, la campagna politica mirata al riconoscimento ufficiale del genocidio portata avanti da Paesi quali Stati Uniti e Gran Bretagna ha alimentato le speranze dei cristiani, in seguito tuttavia disilluse a causa dell’incapacità dei governi occidentali di intraprendere le azioni necessarie a fermare il genocidio e assicurarne i perpetratori alla giustizia, così come indicato dalla Convenzione sul genocidio.
Un genocidio è anche quello in atto contro i cristiani in Nigeria, dove all’azione della setta islamista Boko Haram si uniscono le violenze commesse da pastori estremisti di etnia fulani, che hanno devastato villaggi cristiani e ucciso molti fedeli.
Al fondamentalismo islamico si unisce il nazionalismo indù, la cui ascesa India è favorita dal Bharatiya Janata Party (BJP), il partito del Primo Ministro Narendra Modi. Le conseguenze sono drammatiche per i cristiani che hanno subito 365 atti di violenza nel 2016 e ben 316 nei soli primi cinque mesi del 2017.
Se in Pakistan il governo risulta incapace di proteggere le minoranze dall’estremismo e dalla discriminazione, nonché di apportare modifiche alla legge antiblasfemia, in altri Paesi i regimi totalitari sono attori diretti delle persecuzioni anticristiane. In Cina i diritti umani vengono gravemente violati nel tentativo statale di assoggettare qualsiasi attività religiosa al proprio controllo, mentre continua la campagna di rimozione delle croci e di distruzione delle chiese. Preoccupa inoltre la possibilità che Pechino possa adottare un sistema di stratificazione sociale analogo a quello del songbun, che in …

Опубликовано Aiuto alla Chiesa che Soffre 13 октября 2017 г.

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RAPPORTO 2016 LIBERTÀ RELIGIOSA NEL MONDO, COREA DEL NORD COREA DEL NORD. SUPERFICIE POPOLAZIONE Agnostici: 56,84%, Atei: 15,58%
Nuove religioni: 12,88%, Gruppi etnoreligiosi: 12,28%, Buddisti: 1,52%, Altre religioni: 0,9%
Appartenenza religiosa, 120.540 km http://acs-italia.org/PDF/ASIA-E-OCEANIA/COREA%20DEL%20NORD.pdf
24,5 milioni http://acs-italia.org/PDF/ASIA-E-OCEANIA/COREA%20DEL%20NORD.pdf
La Repubblica Popolare Democratica di Corea (Corea del Nord) è largamente riconosciuta come la nazione più chiusa al mondo, governata dalla dittatura più repressiva, con uno dei record maggiormente negativi di rispetto dei diritti umani. Il regime, basato sul governo della dinastia della famiglia Kim e su un’ideologia nota come “juche” (autosufficienza), richiede ai propri cittadini lealtà totale. Ogni nordcoreano sospettato di aderire ad un diverso credo, sia esso religioso o politico, o di mostrare un atteggiamento diverso dalla completa adorazione della famiglia regnante, si trova ad affrontare severe conseguenze. Chiunque sia coinvolto in attività religiose rischia di essere arrestato, imprigionato, torturato e a volte giustiziato.
Il regime applica inoltre una pratica nota come “colpa per associazione”, punendo i parenti di chi è sospettato di aver commesso dei crimini, ed un sistema di classificazione sociale ereditaria noto come “songbun”, che dispone le persone in diverse categorie a seconda della loro fedeltà al regime. Lo status “songbun” di una persona ne determina i bisogni e le opportunità quotidiane, incluso l’accesso al cibo, all’educazione e all’assistenza sanitaria. Vi sono tre grandi classi designate – la classe “nucleare” o leale, quella “vacillante” e quella “ostile” – e 51 sottocategorie. Lo status “songbun” è determinato dal background familiare e chiunque sia cristiano o abbia avuto antenati cristiani è di norma inserito nella classe “ostile”. La Corea del Nord ha un tristemente noto sistema di campi di lavoro, dove si ritiene che siano detenuti tra i 100 ed i 200mila prigionieri. Un numero sconosciuto di detenuti è costituito da cristiani imprigionati perché possedevano una bibbia, avevano organizzato incontri di preghiera o erano coinvolti in qualsiasi altro tipo di attività religiosa. Nel 2014, la Commissione d’inchiesta sulla Corea del Nord delle Nazioni Unite, istituita l’anno precedente dal Consiglio Onu per i Diritti umani, ha pubblicato un rapporto nel quale concludeva che la Corea del Nord stava commettendo crimini contro l’umanità
Rapporto della Commissione Onu d’inchiesta sui diritti umani nella Repubblica Popolare Democratica di Corea – sezione IV Crimini contro l’umanità (75) «la commissione ha rilevato che il centro delle testimonianze e delle altre informazioni raccolte confermano che nella Repubblica Popolare Democratica di Corea vengono commessi dei crimini contro l’umanità, attraverso politiche stabilite dalle più alte sfere dello Stato». http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/CoIDPRK/Pages/ReportoftheCommissionofInquiryDPRK.aspx

COREA DEL NORD http://acs-italia.org/PDF/ASIA-E-OCEANIA/COREA%20DEL%20NORD.pdf
La commissione Onu ha sostenuto che «la gravità, la scala e la natura» delle violazioni dei diritti umani commesse dal regime di Pyongyang «rivelano uno Stato che non ha uguali nel mondo contemporaneo». Secondo la commissione il catalogo di crimini contro l’umanità riportati – che comprendono «sterminio, omicidi, riduzione in schiavitù, torture, imprigionamenti, stupri e aborti forzati» – nonché la severa persecuzione religiosa, le sparizioni forzate e la privazione di cibo, dovrebbero essere rinviate al giudizio del Tribunale Penale internazionale.
Il rapporto di 400 pagine conclude che le violazioni sistematiche e largamente diffuse, definite «indicibili atrocità», continuano a verificarsi «perché restano in vigore le politiche, le istituzioni e i modelli di impunità che ne sono alla base». La commissione ritiene che si tratti di «crimini contro l’umanità così come definiti dalla legge internazionale» che «meritano chiaramente un’indagine penale».
L’inchiesta conclude inoltre che nel Paese «vi sia una completa negazione del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione così come del diritto alle libertà di opinione, espressione, informazione e associazione». Il regime, secondo quanto affermato dalla commissione, «considera la diffusione del Cristianesimo come una minaccia particolarmente grave» e per questo motivo «i cristiani sono perseguitati e non possono praticare la propria religione». Severe punizioni sono inflitte «a chiunque sia sorpreso a praticare il Cristianesimo»
Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione
La Costituzione della Corea del Nord, pur essendo stata emendata diverse volte, assicura la libertà religiosa. Nell’originale articolo 14 della Carta del 1948, si affermava semplicemente che «i cittadini hanno libertà di religiosa e di praticare la religione». Numerosi emendamenti sono stati apportati negli anni 1972, 1992, 1998, 2009, 2010 e 2012, e la versione più recente, all’articolo 68, afferma che «i cittadini godono di libertà religiosa. Ciò garantisce il diritto di costruire luoghi di culto e di svolgere funzioni religiose. Alla religione non deve essere permesso di provocare interventi stranieri e di disturbare l’ordine sociale dello Stato».
Nell’ottobre 2014 la Corea del Nord ha pubblicato il proprio “Rapporto 2014 dell’Associazione della Corea del Nord per gli Studi sui Diritti umani”. Nello studio si afferma che «la libertà religiosa è permessa e garantita dalle leggi dello Stato nei limiti necessari ad assicurare l’ordine sociale, la salute, la sicurezza sociale, la moralità e altri diritti umani. Il governo previene in particolar modo che la religione sia usata per attirare forze straniere che intendono ledere lo Stato e l’ordine sociale»
Op. cit., A Violations of the freedoms of thought, expression and religion
– (31)
http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/CoIDPRK/Pages/ReportoftheCommissionofInquiryDPRK.aspx
Dipartimento di Stato USA, Commissione sulla libertà religiosa internazionale, Rapporto Annuale 2014,
http://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper

RAPPORTO 2016 LIBERTÀ RELIGIOSA NEL MONDO, COREA DEL NORD
Le implicazioni di quanto affermato sono una politicizzazione della religione ed un’associazione da parte del regime tra religione e minacce alla sicurezza. Alcuni ex agenti della sicurezza, che durante gli anni sono fuggiti dal Paese, hanno testimoniato come le autorità differenzino tra le diverse religioni e credi, trattando con maggiore clemenza Buddismo e Sciamanesimo, ritenuti più che altro delle “superstizioni”, mentre il Cristianesimo è visto come uno strumento di intervento straniero, associato alle agenzie di intelligence statunitensi e sudcoreane. Un ex agente di sicurezza ha detto che il Cristianesimo è perseguitato in modo tanto severo «perché associato agli Stati Uniti… e si ritiene che i cristiani siano delle spie. Dal momento che gli americani hanno portato il Cristianesimo e che sono coloro che cercano di invadere il nostro Paese, tutti cristiani sono spie. E le spie vengono giustiziate»
La Corea del Nord ha aderito nel 1981 alla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, che all’articolo 18 afferma che «ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione» e che questo «include la libertà di avere o di adottare una religione o un credo di sua scelta, nonché la libertà di manifestare, individualmente o in comune con altri, e sia in pubblico sia in privato, la propria religione o il proprio credo nel culto e nell’osservanza dei riti, nelle pratiche e nell’insegnamento». Tuttavia, secondo i sondaggi, la maggior parte dei nordcoreani ignora l’esistenza di questi diritti. Un rapporto realizzato nel 2014 dall’associazione coreana Bar, ha scoperto che dei 100 fuggitivi nordcoreani intervistati per il sondaggio, soltanto il 34 percento ha detto che quando viveva in Corea del Nord era a conoscenza «che il Paese avesse leggi e politiche che garantissero i diritti umani», mentre il restante 66 percento ha risposto che non era conoscenza
La riverenza nei confronti della famiglia Kim – in particolare verso il “Grande Leader” Kim Il Sung, il “Caro Leader” Kim Jong Il, e l’attuale regnante Kim Jong Un – è al centro della propaganda e delle politiche del regime. Nel 1974 il regime ha introdotto i “Dieci principi per stabilire il sistema da una sola ideologia”, e dopo che Kim Jong Un è succeduto al padre alla leadership ha rivisto i 10 principi nel 2013 per legittimare la propria successione e consolidare il proprio potere. I 10 principi sono insegnati nelle scuole elementari e medie e sono incentrati sulla lealtà alla dinastia regnante. Ogni casa e luogo pubblico devono avere obbligatoriamente le fotografie dei tre Kim in un luogo dedicato al culto. I ritratti devono essere regolarmente puliti e le loro condizioni sono ispezionate frequentemente dalle autorità. Nonostante l’ostilità del regime nei confronti della religione in generale, e del Cristianesimo in particolare, nella capitale Pyongyang vi sono quattro chiese che funzionano sotto lo stretto controllo delle istituzioni approvate dallo Stato. Tra queste vi sono due chiese protestanti, note come Bongsu e Chilgol, una chiesa cattolica ed una ortodossa Dipartimento di Stato USA, Commissione sulla libertà religiosa internazionale, A Prison Without Bars: Refugee and Defector Testimonies of Severe Violations of Freedom of Religion or Belief in North Korea, p.39,
http://www.uscirf.gov/sites/default/files/resources/A_Prison_Without_Bars/prisonwithoutbars.pdf

Korean Bar Association (tradotto ed adattato dalla International Bar Association), Rapporto sui diritti umani in Corea del Nord, 2014,
http://www.ibanet.org/HumanrightsNorthKoreareport.aspx

COREA DEL NORD http://acs-italia.org/PDF/ASIA-E-OCEANIA/COREA%20DEL%20NORD.pdf
russa. Nella chiesa cattolica non vi sono sacerdoti, ma nel dicembre 2015 la Conferenza episcopale della Corea (Corea del Sud) ha affermato che i sacerdoti sudcoreani si sarebbero recati regolarmente a Pyongyang per celebrare la messa. Se ciò si verificasse, sarebbe un significativo segnale di rottura, nonostante queste quattro chiese servano più che altro a dare ai visitatori stranieri l’idea che nel Paese vi sia un certo grado di libertà religiosa.
Il governo della Corea del Nord afferma che nel Paese vi siano circa 500 “chiese domestiche”, ma non vi sono fonti per verificare la notizia in modo indipendente. Il Database Centre for North Korean Human Rights, con sede in Corea del Sud, riconosce l’esistenza di 121 luoghi adibiti al culto, inclusi 64 templi buddisti, 52 templi ceondoisti, e un’altra chiesa protestante a Pyongyang, conosciuta come Chiesa Jeil, oltre alle quattro già menzionate.
Le statistiche sul numero dei credenti religiosi in Corea del Nord sono impossibili da verificare, nonostante nel 2002 il regime abbia riportato al Comitato Onu per il Diritti umani che nel Paese vi fossero 12mila protestanti, 10mila buddisti e 800 cattolici. Le Nazioni Unite stimano il numero dei cristiani compreso tra i 200 ed i 400mila.
Nonostante l’avversione nei confronti della religione, il regime nordcoreano ha istituito alcuni centri per lo studio della religione, inclusa l’Università Kim il-Sung, anche se si ritiene che tali centri esistano per insegnare agli studenti appartenenti alle élite della società, come comunicare con le istituzioni religiose di altri Paesi. Vi sono inoltre delle istituzioni statali che rappresentano gli organismi religiosi ufficiali ed istituzioni educative religiose approvate dallo Stato, quali il seminario di Pyongyang e l’Associazione Cattolica della Corea del Nord. Questa associazione, secondo il Dipartimento di Stato statunitense, si occupa delle funzioni liturgiche di base nella chiesa cattolica di Pyongyang, ma non ha alcun legame con la Santa Sede. Tale associazione ha inoltre rifiutato l’invito del Vaticano ai cattolici nordcoreani a partecipare alla messa celebrata dal Papa Francesco nell’agosto 2014 in Corea del Sud.
L’Università di scienze e tecnologia di Pyongyang è stata istituita nel 2008 da un gruppo di cristiani stranieri, nonostante le severe restrizioni alla pratica delle attività religiose cui essi dovevano sottostare. Vi sono altre organizzazioni cristiane straniere che operano in Corea del Nord, quali World Vision, Christian Friends of Korea e il Comitato Centrale Mennonita. Incidenti
La stretta chiusura verso l’esterno della Corea del Nord rende difficile ottenere accurate informazioni in merito a specifici incidenti che avvengono all’interno del Paese e che Rapporto Commissione Onu d’inchiesta sulla Corea del Nord, 2014, http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/CoIDPRK/Pages/ReportoftheCommissionofInquiryDPRK.aspx
NKDB, White Paper on Religious Freedom in North Korea, 2015

Dipartimento di Stato USA, Commissione sulla libertà religiosa internazionale, Rapporto Annuale 2014,
http://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper

RAPPORTO 2016. LIBERTÀ RELIGIOSA NEL MONDO, COREA DEL NORD
colpiscono i cittadini nordcoreani. Durante il periodo esaminato da questo rapporto non vi sono episodi da evidenziare riguardanti cittadini nordcoreani, ma ciò non può essere interpretato come un miglioramento della situazione, quanto piuttosto un effetto del grado di chiusura nel Paese. Vi sono tuttavia diversi casi di cittadini stranieri che sono stati detenuti in Corea del Nord dopo essere stati coinvolti in attività religiose e umanitarie. Questi includono quanto accaduto al reverendo Hyeon Soo Lim, un pastore sessantenne canadese di origini sudcoreane. Il reverendo Lim è stato condannato all’ergastolo e a lavori forzati perché accusato di sovversione e di aver utilizzato la religione per rovesciare lo Stato e nuocere alla dignità della leadership suprema
10. Secondo quanto riferito dai media locali, l’uomo era stato altre volte in Corea del Nord, ed aveva operato in ambito umanitario sostenendo un orfanotrofio, un asilo nido ed una casa di riposo. «È stato il suo grande amore per i nordcoreani a spingere Lim a recarsi nel Paese», ha dichiarato alla CNN
Lisa Pak, portavoce della famiglia nel pastore. Nel gennaio 2016, fatto del tutto eccezionale, al reverendo Lim è stato concesso di rilasciare un’intervista alla CNN, in cui ha riferito di essere costretto a lavorare per otto ore al giorno scavando delle buche. L’uomo aveva problemi di salute, ma ha detto che tutto ciò che desiderava era una bibbia ed una lettera della sua famiglia. Stando a quanto riportato, agli ufficiali del governo canadese è stato vietato l’accesso al campo di lavoro.
Nel marzo 2015, le autorità nordcoreane hanno detenuto due pastori sudcoreani, Kim Kuk Gi e Choe Gun Gil, con l’accusa di spionaggio. I due uomini sono stati incolpati di aver utilizzato delle chiese sotterranee per spiare all’interno del Paese.
Nell’aprile 2016 un altro missionario di origine sudcoreana, il cittadino statunitense Kim Dong Chul, è stato condannato a 10 anni di lavori forzati per «imperdonabile spionaggio».
Minacce e attacchi ai danni di missionari che lavorano con i rifugiati nordcoreani in Cina si verificano ripetutamente e si ritiene siano opera di agenti segreti nordcoreani. L’esempio più recente riguarda l’assassinio del pastore sino-coreano Han Choo-ryeol, trovato morto con delle ferite da coltello e da ascia sul collo. Secondo quanto riportato l’uomo aveva istituito delle chiese sotterranee in Corea del Nord e, secondo i media, «attivisti e giornalisti locali ritengono sia stato assassinato da agenti nordcoreani».

North Korea sentences Canadian pastor Hyeon Soo Lim to life in prison, CNN, 17 dicembre 2015,
http://edition.cnn.com/2015/12/16/world/hyeon-soo-lim-canadian-pastor-north-korea-sentence/

Jailed in North Korea, pastor Hyeon Soo Lim hopes to go home to Canada, CNN, 11 gennaio 2016,
http://edition.cnn.com/2016/01/10/asia/hyeon-soo-lim-canadian-pastor-north-korea-interview/

Dipartimento di Stato USA, Commissione sulla libertà religiosa internazionale, Rapporto Annuale 2016,
http://www.uscirf.gov/reports-briefs/annual-report-chapters-and-summaries/north-korea-chapter-2016-annual-report

Christian missionary sentenced to 10 years hard labour in North Korea, Ruth Gledhill, Christian Today, 2 maggio 2016, http://www.christiantoday.com/article/christian.missionary.sentenced.to.10.years.hard.labour.in.north.korea/85194.htm

Korean-Chinese pastor-activist killed on North Korean border, NK News, 2 maggio 2016,

Korean-Chinese pastor-activist killed on North Korean border

COREA DEL NORD Prospettive per la libertà religiosa. Finché non si verificheranno cambiamenti politici significativi in Corea del Nord, capaci di cambiare l’ideologia e il sistema politico, è molto difficile immaginare un qualsiasi miglioramento del rispetto della libertà religiosa. La negazione quasi totale della libertà di religione è una conseguenza della lealtà assoluta richiesta dal regime e della completa intolleranza di questo nei confronti di qualsiasi credo dissenziente.
L’impegno di attori internazionali religiosi, culturali e politici, svolto con l’obiettivo di migliorare il rispetto dei diritti umani, può avere un impatto positivo nell’apertura di una pur limitata libertà religiosa. Ma tale impegno deve essere portato avanti con estrema cautela senza legittimare, sottovalutare o perdonare il regime e le orribili violazioni alla libertà religiosa di cui è responsabile. Nel 2007, l’associazione Christian Solidarity Worldwide ha pubblicato uno dei primi rapporti approfonditi sulla situazione dei diritti umani in Corea del Nord, che includeva le violazioni alle libertà religiosa, dal titolo Corea del Nord: un caso a cui rispondere, una chiamata ad agire. Il rapporto descriveva dettagliatamente i orribili condizioni, specialmente dei cristiani, all’interno dei campi di lavoro, e descriveva attraverso lunghe testimonianze dei sopravvissuti le spaventose forme di tortura utilizzate. Nove anni dopo, non vi è alcuna prova che questa situazione sia cambiata, e le prove fornite nel rapporto della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite e in altri studi suggeriscono che la Corea del Nord continui ad essere il peggior violatore della libertà religiosa del mondo odierno.
North Korea: A Case to Answer, A Call to Act, Christian Solidarity Worldwide, 2007,
http://www.csw.org.uk/2007/06/20/report/35/article.htm
http://acs-italia.org/PDF/ASIA-E-OCEANIA/COREA%20DEL%20NORD.pdf
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A beach in the Gaza Strip.
Shalom Lorenzo,
“He who watches over Israel will neither slumber nor sleep.” (Psalm 121:4)
The Gaza Strip is a tiny slip of land approximately 25 miles long and about four to seven miles wide on the Mediterranean coast of Israel.
Though it has been governed by the terror group Hamas for the last decade, a recent agreement brokered by Egypt sets December 1, 2017 as the date that Hamas turns over the keys of its governing authority to President Mahmoud Abbas of the Palestinian Authoroity (PA).
While many Gazans are hoping for better living conditions, it is feared that the Hamas terrorists on the street who build the terror tunnels inside homes and mosques, plot kidnappings, smuggle arms, and build launch pads among UN facilities and schools may be more empowered to reach their goal, which has always been the annihilation of Israel.

In order to prevent infiltration of terrorists into the Sinai peninsula from Gaza,
Egypt, which mediated the Gaza/PA agreement, has flooded, collapsed,
and cracked down on many smuggling tunnels between Gaza and Egypt
over the past couple years.
As a result of the agreement, sanctions imposed by the PA will be lifted, which means the people of Gaza may once again have improved access to the basic needs of life, such as healthcare, cleaner water, trash pickup, and more than four hours of electricity per day.And with no designated terror group in power, the people may be
eligible for more international aid.As well, border crossings will be eased into Egypt, Israel, and even internationally. And over 150,000 government workers (which is a very loose term in a Terror state) just might get paid.
In general, the bills for running a would-be nation are exptected to be paid and freedom of movement eased.
“There’s so much happiness here,” a Gaza City resident said. “We hope that we will receive sufficient electricity and clean water and that we will be able to travel abroad.” (JPost)

Gaza City. Help us share the Peace of Yeshua (Jesus)
with Israel and the nations, click here
Some see the PA takeover as a baby step toward a stable Palestinian State and a two-state solution with Israel. But others believe that the more pleasant living and working conditions above ground will likely allow the underground terror movement to prosper as well.And that will continue to be a deal-breaker for Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu, who has insisted that any two-state solution requires the disarmarment of all terror factions.
Whether or not a two-state solution is possible in the foreseeable future, we can learn much from these past ten years of Hamas rule in Gaza; namely, that appeasement of terrorists and political naiveté do now make for stable governments or happy citizens.
Let’s take a look at why this is so. More importantly, let’s also look at what the Bible foresee for this land and its people.
The host corrects the child, telling him that Gazans want to blow up
Zionists, not Jews, when he says that he wants to become an engineer
in order to blow up Jews.
Israel Leaves Gaza
Although Gaza had been controlled by Israel for 38 years, on August 15, 2005, Israel withdrew from Gaza in what was called the Disengagement Plan.
Continued violence against Israeli citzens and property helped Israel agree to leave in the hope that peace would result.
Furthermore, because of its beachfront property, Gaza had the chance to take the resources that Israel left behind and begin to build a Mediterranean paradise of its very own, which could draw billions of dollars through international tourism and produce millions more from vegetable and flower exports.
But the fulfillment of that opportunity has not materialized thus far.What happened?

Israeli and Palestinian officers hold a field situation assessment in
preparation for Israel’s 2005 Gaza Disengagement.
In August 2005, the Israeli government removed all military from the Gaza Strip and forced the removal of close to 10,000 Jewish residents from an area called Gush Katif.
The Israelis left behind a virtual Gan Eden (Garden of Eden) of farms and businesses, all built on what had been sand dunes.
Gush Katif housed 21 settlements in the southern Gaza Strip. Its residents had produced 200 farms that together exported an average $200 million in produce each year, which represented 15 percent of the agricultural exports of the State of Israel.
The total assets of Gush Katif were valued at $23 billion. This small Jewish community accounted for 95 percent of Israel’s export to Europe of bug-free lettuce and greens; 70 percent of organic vegetables; 60 percent of cherry tomatoes; and 60 percent of geraniums.Although the Israel Defense Forces (IDF) destroyed the homes of Jewish settlers when they left the area, synagogues, public buildings, factories and office buildings were left intact.

Gush Katif greenhouses left for Palestinians in the Gaza Strip.
A Heart Problem Remains in the Land
“‘Let none of you devise evil in your heart against another, and do not love perjury; for all these are what I hate,’ declares the LORD.” (Zechariah 8:17)
The businesses and especially the highly productive network of greenhouses were purchased by a foundation set up by the EU and heavily funded by former head of the World Bank, James Wolfensohn, who left his post there in 2005 to become the Special Envoy for Gaza Disengagement.
The Israeli developments were to be given to the Palestinian Authority so as to preserve the jobs of the Palestinians that had been working there.
Nevertheless, destruction followed.
After the evacuation of Gaza, the synagogues were immediately destroyed by Palestinian mobs and the greenhouses were heavily looted, although some were left intact.Abu Abir, a member of the Popular Resistance Committee, a terrorist organization, is reported to have said, “The looting and burning of the synagogues was a great joy … It was in an unplanned expression of happiness that these synagogues were destroyed.” (ynetnews)

Residents of the Gush Katif community of Bedolach say a final prayer in
their synagogue as security forces begin to evacuate the residents in the
summer of 2005.
Lorenzo, click here to help the Jewish People find their Messiah Yeshua
Desecration of Jewish holy sites by Arabs is nothing new.Between 1948 and 1967, when the Jordanians occupied East Jerusalem, they used gravestones from Jewish cemeteries as building blocks for roads and latrines.In 2006, Hamas, a terrorist group on the rise that used suicide attacks to bring itself publicity and esteem by the people, did well in the 2006 Palestinian Legislative Council (PLC) elections. This election resulted in tension between Hamas and the leading Palestinian political party and rival militant group Fatah, which is the largest faction of the Palestinian Liberation Organization (PLO).
Hamas also opposed the Oslo peace accords between Israel and the confederated multi-party PLO.Its rise to power in Gaza triggered economic sanctions from Israel and the Quartet on the Middle East (the United Nations, the United States, the European Union, and Russia).
Although Hamas and Fatah formed a government together in 2007, Hamas seized unilateral control of the Gaza Strip.
“Hamas engaged in a coup d’état, murdering many members of the PA, seizing control of all of Gaza, and turning it into a militant theocracy. It used the material left behind by the Israelis not to feed its citizens but to build rockets with which to attack Israeli civilians. It was only after these rocket attacks that Israel began a siege of Gaza designed to prevent the importation of rockets and material used to build terrorist kidnap tunnels,” Harvard professor and renowned lawyer Alan Dershowitz said. (JPost)

The bloodied shoe of an Israeli child who was injured when a Gaza
missile was unleashed against an Israeli mall in Ashkelon.
Instead of maximizing the benefit of Gush Katif and using its lands and businesses to pour millions of dollars into Gaza’s economy, this area had been transformed into a military base to attack Israel.
As early as 2007, YNet news reported, “The ruins of two large synagogues in Gush Katif, the evacuated Jewish communities of the Gaza Strip, have been transformed into a military base used by Palestinian groups to fire rockets at Israeli cities and train for attacks against the Jewish state, according to a senior terror leader in Gaza.”
At that time Abir was reported as saying, “We are proud to turn these lands, especially these parts that were for a long time the symbol of occupation and injustice, like the synagogue, into a military base and source of fire against the Zionists and the Zionist entity.” (YNet)
This destruction underscores the mindset of those who control the Gaza Strip.
Rather than have Palestinians benefit from humanitarian aid given by the international community to improve conditions in Gaza, the terrorist organizations that run Gaza have one goal and one goal only, and that is the destruction of the State of Israel.
Indeed, the chilling preamble to the Hamas charter codifies its commitment to the destruction of Israel: “Israel will exist and will continue to exist until Islam will obliterate it, just as it obliterated others before it.”
Pictured above, from left to right, are Naftali Frenkel, 16, Gilad Shaar, 16,
and Eyal Yifrach, 19 who were kidnapped and murdered by Hamas terrorists
in June 2014, sparking the 50-day Operation Protective Edge war with
Hamas that began July 8, 2014. The Mastermind behind their murder,
Saleh el-Arouri, was recenlty named by Hamas as its new deputy political chief.
Will the Political Merger End Hamas Violence?
Many today are questioning the merger of Hamas into the Fatah government as a means of resolving the problem of Palestinian violence and bringing about a two-state solution.The many wars, kidnappings and terror tunnels seem to indicate that peace is not possible when one party is only working for the other’s complete destruction.
“Even if Israel were to make peace with the Palestinian Authority, the rocket attacks from Gaza would not stop,” Alan Dershowitz wrote in the Jerusalem Post.
Dershowitz also shatters the myth that both sides are equally to blame for the carnage of past conflicts by pointing out that Hamas’s targeting of civilians is a war crime under international law as is “firing these rockets from hospitals, schools and houses in densely populated areas, in order to cause Israel to kill Palestinian civilians.”Describing it as a “dead baby” strategy, Dershowitz argued, “It deliberately puts Israel to the tragic choice of attacking the rockets and killing some children who are used as human shields, or refraining from attacking the rockets and thereby placing its own children at risk.” (JPost)

Injured Palestinian child
Writing in the Washington Post about the present conflict and its roots in the disengagement of 2005, Charles Krauthammer asks, “And how did the Gaza Palestinians react to being granted by the Israelis what no previous ruler, neither Egyptian, nor British, nor Turkish, had ever given them—an independent territory?”First, they demolished the greenhouses. Then they elected Hamas. Then, instead of building a state with its attendant political and economic institutions, they spent the better part of a decade turning Gaza into a massive military base, brimming with terror weapons, to make ceaseless war on Israel.”
Krauthammer also describes how the Gazans took the resources they had been given—the materials to build an infrastructure and the money sent to them by the European states—to build tunnels and weapons.
“They spent millions importing and producing rockets, launchers, mortars, small arms, even drones. They deliberately placed them in schools, hospitals, mosques and private homes to better expose their own civilians,” writes Krauthammer.
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Although Gaza has plenty of unpopulated land to launch rockets from and to build on, it has continuously chosen populated areas.

He concludes that Hamas does not expect to harm Israel with its rockets but only to draw Israeli fire to kill its own people, mostly children, so as to garner world sympathy.

Will that strategy end with the PA governing Gaza, instead of Hamas? Bible prophecy seems to indicate, no.
In fulfillment of the end-time prophecy found in Psalm 83, it is the will of many extremist Palestinians to take back what God has given Israel and add it to this one Islamic caliphate.
“With cunning they conspire against Your people; they plot against those You cherish. ‘Come,’ they say, ‘let us destroy them as a nation, so that Israel’s name is remembered no more.’ For they have consulted together with one consent; They form a confederacy against You: The tents of Edom and the Ishmaelites; Moab and the Hagrites; Gebal, Ammon, and Amalek; Philistia with the inhabitants of Tyre; Assyria also has joined with them; They have helped the children of Lot.” (Psalm 83:4–8)

Hamas has developed an extensive terrorist infrastructure in Shuja’iya, a
densely population residential neighborhood of Gaza City that is close to
the Karni Crossing. It is just over the border fence from the Israeli
community of Kibbutz Nahal Oz. Since 2007, Hamas and the Palestinian
Islamic Jihad (PIJ) have struggled for supremacy in Shuja’iya, turning it
into a terrorist fortress complete with weapons stockpiles, missile
launching sites, and a network of terrorist tunnels for attacking Israel.
Gaza and the Coming Apocalypse
In the days of Noah, the earth was destroyed because of violence on the earth:
“Now the earth was corrupt in the sight of God, and the earth was filled with violence [hamas]. God looked on the earth, and behold, it was corrupt; for all flesh had corrupted their way upon the earth. Then God said to Noah, ‘The end of all flesh has come before Me; for the earth is filled with violence because of them; and behold, I am about to destroy them with the earth.’” (Genesis 6:11–13)
As in the days of Noah, in these last days, violence is increasingly covering the earth.
Curiously, the Bible links Gaza, which is historically the land that once belonged to the Philistines, to the coming Apocalypse:
“Gaza will be abandoned and Ashkelon left in ruins. At midday Ashdod will be emptied and Ekron uprooted. Woe to you who live by the sea, you Kerethite people; the word of the Lord is against you, Canaan, land of the Philistines. He says, ‘I will destroy you, and none will be left.’” (Zephaniah 2:4–5)
This prophecy goes on to say that this land will belong to the remnant of Judah.
“The land by the sea will become pastures having wells for shepherds and pens for flocks. That land will belong to the remnant of the people of Judah; there they will find pasture. In the evening they will lie down in the houses of Ashkelon. The Lord their God will care for them; He will restore their fortunes. (Zephaniah 2:6–7; see also Joshua 15 for Judah’s allotted boundaries)

Israeli siblings play on a Mediterranean beach in Ashdod, Israel.
This prophecy has been fulfilled in part. Ashkelon is already a part of Israel proper and as such is benefiting from God’s blessings.
God has intervened and has returned at least a portion of those that He had scattered. Hundreds of French Jews arriving in Israel have settled in Ashdod and Ashkelon on the southern coast of the country just as Zephaniah prophesied over 2,600 years ago.
According to the Bible’s clock, the battle at Armageddon will occur after the reestablishment of Israel when God’s anger is stirred due to the nations gathering against Israel (2 Chronicles 20:1–30) and the division of God’s Holy Land.“In those days and at that time, when I restore the fortunes of Judah and Jerusalem, I will gather all nations and bring them down to the Valley of Jehoshaphat. There I will put them on trial for what they did to My inheritance, My people Israel, because they scattered My people among the nations and divided up My land.” (Joel 3:1–2)
The severing of Gaza from Israel, which God has designated as belonging to Judah, and the continual violence against Israel emanating from Gaza has the Lord’s attention, as does the proliferation of violence around the world toward the Jewish People.
As each day passes, the return of Yeshua draws ever closer. There are still so many that need to come to faith in Him.
The Bible says that faith comes by hearing, Lorenzo, so please let your voice be heard by standing up for Israel and by helping us bring the Good News to the Jewish People as well as the Arab people around the world development of the Messianic Prophecy Bible.
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“I have posted watchmen on your walls, Jerusalem; they will never be silent day or night. You who call on the LORD, give yourselves no rest, and give Him no rest till He establishes Jerusalem and makes her the praise of the earth.” (Isaiah 62:6–7)
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Iran is Hitler with nuclear bomb, says former Shin Bet head. Imagining Hitler with a nuclear bomb is the best way to understand the Iranian threat, says former Shin Bet head Avi Dichter. “Iran is a regional superpower. They see themselves not as North Korea, but as the [2,500 year old] historic Persian kingdom. That is their model, that’s what they want to become in our region,” said former Shin Bet (Israel Security Agency) head and Member of Knesset Avi Dichter.
Speaking at the 2017 International Christian Media Summit in Jerusalem Monday evening, Dichter, current chairman of Israel’s Foreign Affairs and Defense Committee, explained what he views as Israel’s biggest security challenges with a general briefing about the unique challenges facing Israel in its war on terror. He devoted the bulk of his lecture to speaking about Iran and its nuclear capabilities.
“Over the last 15-20 years, every single development in the Iranian nuclear project was revealed by the Western intelligence services, and not once did Iran put on the table that their plan was to have nuclear bombs”, Dichter said, addressing the fact that Iran has never willingly shared information about its nuclear plans, and that there is no reason to expect them to do so moving forward.
Dichter spoke of two corridors in the Middle East which comprise Iran’s regional strategy: the northern corridor – which consists of Iraq, Lebanon and Syria – all three of which suffer from heavy Iranian involvement in each country’s in-fighting with the help of proxies such as Hezbollah; and the southern corridor – consisting of Oman and Yemen, where Iranian proxies are constantly battling Saudi-backed forces for influence.
Dichter also pointed at Hamas in Gaza as an Iranian proxy, despite the former being Sunni and the latter Shiite.
‘Not Only an Israeli Problem’
“If Iran succeeds [in obtaining nuclear warheads], it will not only be an Israeli problem – other countries in the Middle East understand that Iran is developing long range missiles, that can carry nuclear warheads for a distance of up to 2500 km. Everyone knows that is twice their distance from Israel… Egypt understands they are targets, and Saudi Arabia understands they are targets, and they want to block Iran by all means.”
Dichter hypothesized that should Iran obtain nuclear weapons or other “dirty” bombs, they would give them to one of their proxies, such as Hezbollah or even Hamas, and that way avoid responsibility and blame for any potential outcome.
“In Israel, we assess threats by two factors – intent and capability. Their intentions are very clear. They say publicly that they aspire to wipe Israel out, once they get the capabilities. That’s a [serious] threat.”
“Israel may be a regional superpower, but it is not a global superpower,” he continued. “Iran should be taken on as a project by the global superpowers, with America leading.”
To drive his point home, Dichter told the crowd to imagine Hitler with a nuclear bomb during World War II. “That’s the best way to understand Iran,” he declared.
By: Yona Schnitzer/TPS
L’Iran è Hitler con la bomba nucleare, dice l’ex capo di Shin Bet. Immaginare Hitler con una bomba nucleare è il modo migliore per capire la minaccia iraniana, dice l’ex capo di Shin Bet Avi Dichter. “L’Iran è una superpotenza regionale. Non si vedono come Corea del Nord, ma come il regno persiano storico di [2500 anni]. Questo è il loro modello, è quello che vogliono diventare nella nostra regione “, ha dichiarato l’ex Shin Bet (Sicurezza della Sicurezza Israeliana) e membro di Knesset Avi Dichter.
Dichter, presidente attuale della commissione per gli Affari Esteri e la Difesa israeliana, ha spiegato che cosa pensa come le sfide più importanti di Israele in materia di sicurezza con un briefing generale sulle sfide uniche che Israele ha affrontato nella sua guerra al terrorismo. Ha dedicato la maggior parte della sua conferenza a parlare dell’Iran e delle sue capacità nucleari.
“Negli ultimi 15-20 anni, ogni singolo sviluppo del progetto nucleare iraniano è stato rivelato dai servizi di intelligence occidentali, e non una volta l’Iran ha messo in discussione che il loro piano era quello di avere bombe nucleari”, ha detto Dichter, affrontando il fatto che l’Iran non ha mai volentieri condiviso informazioni sui suoi piani nucleari e che non vi è alcuna ragione di aspettarselo a farlo in avanti.
Dichter ha parlato di due corridoi in Medio Oriente che comprendono la strategia regionale iraniana: il corridoio settentrionale, costituito dall’Iraq, dal Libano e dalla Siria, tutti i quali soffrono di un pesante coinvolgimento iraniano nei combattimenti di ogni paese con l’aiuto di proxy come Hezbollah; e il corridoio meridionale – costituito da Oman e Yemen, dove i proxy iraniani stanno combattendo costantemente le forze saudite per l’influenza.
Dichter ha anche indicato a Hamas a Gaza come procuratore iraniano, nonostante i primi siano sunniti e quest’ultimo sciita.
‘Non solo un problema israeliano’
“Se l’Iran riesca [nell’ottenimento di testate nucleari], non sarà solo un problema israeliano: altri paesi del Medio Oriente comprendono che l’Iran sta sviluppando missili a lunga percorrenza che possono trasportare testate nucleari per una distanza fino a 2500 km. Tutti sanno che la loro distanza è di due volte rispetto a Israele … L’Egitto capisce che sono obiettivi e che l’Arabia Saudita capisce che sono obiettivi e che vogliono bloccare l’Iran in ogni modo “.
Dichter ipotizzava che se l’Iran avesse armi nucleari o altre bombe “sporche”, li avrebbe dati a una delle loro proxy, come Hezbollah o addirittura Hamas, in modo da evitare responsabilità e colpa per qualsiasi esito potenziale.
“In Israele, abbiamo valutato le minacce da due fattori – intenti e capacità. Le loro intenzioni sono molto chiare. Dicono pubblicamente che aspirano a spazzare via Israele, una volta ottenuto le capacità. È una minaccia [grave] ».
“Israele può essere una superpotenza regionale, ma non è una superpotenza globale”, ha proseguito. “L’Iran dovrebbe essere considerato come un progetto dalle superpotenze globali, con l’America leader”.
Per guidare il suo punto a casa, Dichter ha detto alla folla di immaginare Hitler con una bomba nucleare durante la seconda guerra mondiale. “Questo è il modo migliore per capire l’Iran”, ha dichiarato.
Da: Yona Schnitzer / TPS

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Netanyahu: If nothing changes, deal gives Iran nuclear weapons within a…
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http://acs-italia.org/osservatorio-sulla-liberta-religiosa-2016/medio-oriente/
Situazione generale: L’Iran è una Repubblica teocratica e costituzionale istituita come tale nel 1979 durante la rivoluzione islamica che rovesciò lo Scià di Persia. La Costituzione afferma che la scuola islamica sciita Jafari è la religione ufficiale del Paese. La Carta riconosce inoltre cristiani, ebrei e zoroastriani come minoranze religiose protette che hanno possibilità di
praticare liberamente la religione e formare società religiose. Due seggi del Parlamento sono riservati ai cristiani armeni – la maggioranza dei cristiani che vivono nel Paese è di etnia armena – mentre a cristiani assiri, ebrei e zoroastriani ne spetta uno per gruppo.
La Chiesa cattolica in Iran conta sei diocesi: Awhaz (caldei), Ispahan (armeni), Ispahan (latini), Salmas, Teheran, Urmya (caldei).
Lo Stato è subordinato all’autorità del clero sciita che comanda attraverso il
Rahbar, il leader religioso nominato a vita dall’Assemblea degli esperti, composta da 87 teologi
eletti dal popolo per un mandato di otto anni. Il Rahbar, o Grande Ayatollah, presiede il Consiglio dei Guardiani della Costituzione, organismo che consiste in 12 membri, sei dei
quali sono nominati dall’ayatollah mentre gli altri sei dall’autorità giudiziaria. Il consiglio
esercita un controllo sulle leggi degli organi di governo dello Stato, incluso il presidente
della Repubblica che è eletto con suffragio diretto per un termine di quattro anni e può rimanere in carica per un massimo di due mandati.
Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione. Il primato dell’Islam ha effetti su ogni settore della società. I non musulmani sono esclusi
dalle più importanti posizioni politiche e militari, e a volte anche da impieghi nel sistema
giudiziario, nel servizio di sicurezza o da posizioni quali il preside delle scuole pubbliche.
In Iran uno dei principali ostacoli alla piena libertà religiosa è il reato di apostasia. Le conversioni dall’Islam ad altra religione non sono esplicitamente vietate dalla Costituzione, ma è molto difficile che avvengano a causa del forte radicamento della tradizione
https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/ir.html CIA, luglio 2015
http://www.uscirf.gov/sites/default/files/USCIRF_AR_2016_Tier1_Iran.pdf

IRAN
islamica nella società e di un ordinamento giuridico fondato sulla legge islamica. Per
tutti i casi che non sono esplicitamente contemplati dalla Costituzione, i giudici possono
decidere, come stabilito dall’articolo 167, di fare riferimento alla legge coranica. Le sentenze riguardanti casi di apostasia – che comportano la pena capitale – sono comminate
in base a questa procedura.
Il governo fa rispettare la separazione di genere in tutto il Paese. Le donne devono attenersi al codice di abbigliamento islamico anche se appartenenti ad altre religioni e quindi devono coprirsi il capo in pubblico.
Incidenti
Secondo un rapporto del Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite, gli iraniani cristiani con un background islamico continuano a subire arresti, aggressioni e detenzione.
Una delle accuse più comuni nei loro confronti è la propaganda contro lo Stato. Inoltre,
come già detto, essi rischiano di essere incriminati per apostasia. Il rapporto annuale
della commissione sulla Libertà religiosa internazionale del Dipartimento di Stato statunitense (USCIRF) riporta numerosi incidenti avvenuti nel 2015, relativi ad irruzioni nelle
chiese da parte delle autorità iraniane durante le funzioni religiose. I fedeli sono stati
minacciati, arrestati e imprigionati, in particolar modo i cristiani evangelici convertiti.
A febbraio 2016 vi erano circa 90 cristiani in prigione a causa nella loro attività religiosa,
sia detenuti che in attesa di giudizio. Alcune organizzazioni per i diritti umani hanno
riportato un aumento significativo delle violenze ai danni dei cristiani all’interno delle
carceri. Il pastore Behnam Irani, un ex musulmano divenuto pastore di una chiesa evangelica, si trova in carcere dal 2011. Inizialmente era stato condannato a sei anni di detenzione per aver formato una congregazione evangelica nella città di Karaj. Nel settembre
2014, Irani è stato condannato ad altri sei anni di prigione per aver commesso i crimini
contro la sicurezza nazionale.
Un altro importante pastore cristiano, Saeed Abedini, è stato rilasciato nel gennaio 2016 dopo più di tre anni di prigione. Il pastore è stato liberato come parte di uno scambio
tra Iran e Stati Uniti. Secondo gli attivisti cristiani un altro pastore evangelico, Yousef
Nadarkhani, è stato nuovamente detenuto nel maggio 2016 assieme a sua moglie e ad un altro membro della loro Chiesa. Il pastore Farshid Fathi, che è stato imprigionato nel
2010 a causa della sua fede cristiana, è stato invece rilasciato in anticipo nel dicembre 2015. Il termine della sua condanna scadeva nel dicembre 2017.
Può essere interpretata come uno sviluppo positivo la decisione presa dal governo iraniano nell’agosto 2014 di offrire il visto d’ingresso nel Paese ai cristiani iracheni perseguitati dallo Stato Islamico. Sempre nel 2014, alcuni studiosi sciiti hanno tradotto per la prima volta in farsi il catechismo della Chiesa cattolica. Molti osservatori hanno conside3
http://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm?year=2014&dlid=238454

http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/RegularSessions/Session31/Documents/A-HRC-31-69_en.doc

http://www.uscirf.gov/sites/default/files/USCIRF_AR_2016_Tier1_Iran.pdf

http://www.uscirf.gov/sites/default/files/USCIRF_AR_2016_Tier1_Iran.pdf

RAPPORTO 2016, LIBERTÀ RELIGIOSA NEL MONDO: IRAN. …la Chiesa locale è interdetta dall’utilizzo del farsi perché le autorità temono che possa fare proseliti.
I seguaci della fede baha’i sono continuamente obiettivo di violenze, aggressioni e discriminazione sistematica. Nel gennaio 2016, 24 baha’i sono stati condannati in totale a 193 anni di prigione a causa dell’esercizio della propria fede. Nel dicembre 2015 almeno 80 baha’i erano detenuti per motivi religiosi. Inoltre, secondo alcuni rapporti, la pressione economica sulla comunità baha’i in Iran è cresciuta considerevolmente. Negli ultimi mesi la Camera di Commercio di Sari ha regolarmente chiuso le attività gestite dai baha’i. In molti casi, si è addotta la motivazione che le attività fossero chiuse in occasione di festività religiose baha’i.
Le autorità vietano ai musulmani sunniti costruire moschee a Teheran e di condurre preghiere separate per i giorni di Eid al-Fitr ed Eid al-Adha. Nel luglio 2016 impiegati municipali hanno distrutto una sala di preghiera sunnita di Teheran con la scusa che
funzionasse senza i necessari permessi. Il governo continua a prendere di mira i membri dell’ordine mistico sufi.
Da parte del governo, vi sono state alcune interferenze e limitazioni alla pratica della
fede ebraica. Le autorità continuano inoltre a portare avanti la propria propaganda antisemitica e anti-Israele attraverso dichiarazioni e tramite i mezzi di comunicazione.
Anche i leader religiosi sciiti che non sostengono pienamente le politiche del governo, né il punto di vista del leader supremo, subiscono intimidazioni e arresti. Il chierico dissidente sciita Ayatollah Hossein Kazemeini Boroujerdi, sta scontando una sentenza di 11 anni senza che sia stata specificata alcuna accusa, e in carcere è stato torturato e privato
nelle necessarie cure mediche. Nell’ottobre 2015, secondo quanto riportato da fonti locali, è stato trasferito in una cella di isolamento.
Prospettive per la libertà religiosa. La vittoria di Hassan Rouhani alle elezioni presidenziali del giugno 2013 ha portato un lieve miglioramento nel rispetto di alcuni diritti civili. Nel 2016 l’Iran è apparso al 169º
posto dell’Indice sulla libertà di stampa, guadagnando posizioni rispetto al 2015. Ma
Rouhani ha finora fallito nel tener fede alla promessa di migliorare il rispetto della libertà
religiosa, specialmente per le minoranze religiose.
Il rispetto della libertà di religione continua a deteriorare, soprattutto per i baha’i, i cristiani
convertiti ed i musulmani sunniti. Dal 2013 è aumentato il numero di appartenenti alle minoranze religiose che sono imprigionati. Nonostante alcuni emendamenti positivi stabiliti
nel 2013, il codice penale islamico continua a giustificare gravi violazioni dei diritti umani. Considerato il carattere teocratico dello Stato che lega la religione alla politica, finché
questo sistema rimarrà in vigore non si possono attendere miglioramenti considerevoli.

http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/RegularSessions/Session31/Documents/A-HRC-31-69_en.doc

http://www.uscirf.gov/sites/default/files/USCIRF_AR_2016_Tier1_Iran.pdf

https://www.hrw.org/world-report/2016/country-chapters/iran

http://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm?year=2014&dlid=238454

http://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm?year=2014&dlid=23845
http://acs-italia.org/osservatorio-sulla-liberta-religiosa-2016/medio-oriente/

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“Bring the whole tithe into the storehouse (of Israel), so that there may be food in My house, and test Me now in this,” says the LORD of hosts, “if I will not open for you the windows of heaven and pour out for you a blessing until it overflows.” Malachi 3:10

Give Your Tithe now

I will bless those who bless Israel. (Genesis 12:3)

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Messianic Bible

Bibles For Israel

P.O. Box 8900

Pueblo, CO 81008

Lunedi, 16 Ottobre 2017

Weinstein, tutti sapevano: ecco che diceva Courtney Love in un video del 2005 (VIDEO)

Si sapeva già tutto, abbondantemente tutto nel 2005. Eppure tutto è stato rigorosamente insabbiato o per nobilitare la vicenda, come avrebbe detto Ingmar Bergman, tutta la spazzatura è stata messa sotto il tappeto.

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Austria, in testa il partito di Kurz. Nei seggi c’è chi grida: Heil Hitler!

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I dieci anni del Pd: una minoranza anti popolare che impone la sua visione

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Israele

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Yemen

Domenica, 15 Ottobre 2017

La bufala della fine degli sbarchi: in Sardegna è emergenza clandestini

Non è vero che l’invasione abbia rallentato, dopo gli accordi con la Libia. Anzi, l’invasione di clandestini è più massiccia di prima, e ora si aggiunge la strategia di mandare minorenni e addirittura bambini per completare, complice lo Ius soli, la sostituzione degli italiani.

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Gli studenti che assaltano McDonald’s visti da destra e da sinistra (video)

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Gasparri: “Sui bambini immigrati retorica spregevole per imporre lo ius soli”

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Centrodestra, Meloni: «A Berlusconi propongo la clausola anti-inciucio» (video)

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Sgominata rete di pedofili. Tra gli arrestati anche un magistrato

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Informazioni su lorenzoJHWH Unius REI

drink your POISON, made by yourself, amen ] C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Benedetto C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana Non mi persuaderai di cose vane S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo I.V. B. Ipsa Venena Bibas Bevi tu stesso i tuoi veleni ESORCISMO : (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!

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