eresia OGM violenza SPA Dio

QUESTA STORIA CRIMINALE SpA Rothschild Banca d’Inghilerra (proprietà privata 1600 d.C. ) in realtà, È INIZIATA CON ENRICO VIII, da allora ad oggi i Paesi Europei mediterranei sono sempre stati considerati come gli schiavi da sfruttare! quì è nata la Massoneria, quì è nato il luciferismo! LA MONARCHIa INGLESE è custore dellle Chiavi dell’INFERNO! ] [ Usa ribadiscono ‘relazione speciale’ Gb
Dopo critiche di Obama a Cameron su gestione guerra in Libia, 11 marzo 2016
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la NATO È DIVENTATA, IL RICETTACOLO DI TUTTE LE BESTIE DI SATANA: SATANISTI FARISEI MASSONI SALAFITI E NAZISTI, TERRORISTI ISLAMICI… ecc.. Pronunciandosi a favore della scarcerazione dei giornalisti di Cumhuriyet sotto processo per lo scoop sulle armi in Siria, Can Dundar ed Erdem Gul, la Corte costituzionale turca ha deciso “contro il Paese e la nazione”. Lo ha detto il presidente Recep Tayyip Erdogan, tornando ad attaccare la Suprema corte più di due settimane dopo il rilascio dei reporter.
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“Cancellare l’appartenenza a un determinato territorio, e all’identità di gruppo che questo comporta, significa cancellare il senso. Operazione di una violenza inaudita che nessuno scopo
può giustificare” http://www.italianiliberi.it/  PRESENTAZIONE E OBIETTIVI: Il Movimento politico e culturale “Italiani Liberi” si propone di difendere e rafforzare l’identità nazionale, storica e culturale degli Italiani e di ristabilire l’indipendenza dell’Italia uscendo dall’Unione europea.
Vorrei tornare a essere italiano, in tutto e per tutto, con difetti e pregi, ricco o povero ma ITALIANO, un Italiano, 13/11/2011  
 
“l’intelligenza sa di essere libera, quali che siano le coercizioni esteriori. Sa che la grandezza dell’Uomo è nel pensiero, e sa che c’è sempre almeno un altro uomo che lo afferra e lo trasmette.”
Ida Magli, Omaggio agli Italiani
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Addio a Ida Magli. Roma, martedì 23 febbraio 2016. Nella notte di sabato scorso 20 febbraio si è spenta, serenamente, Ida Magli, confortata dall’affetto del figlio. Noi, suoi allievi e amici, ci ripromettiamo nei prossimi giorni di dedicare spazio al suo ricordo. Oggi ci è difficile, e ce ne scusiamo con i lettori che in ItalianiLiberi hanno sempre riposto fiducia. Il messaggio che Ida Magli ha lasciato a tutti noi è stato quello di difendere gli Italiani dalle menzogne e dall’odio contro la bellezza e l’intelligenza che nei secoli abbiamo creato. Il nostro  popolo – ci ricordava – ha sempre sofferto moltissimo per colpa dei governanti. Ida Magli ha dedicato tutte le sue forze a darci speranza e a combattere per l’Italia e la sua cultura, e ci ha lasciati col disappunto di non avere più tempo per “fare ancora qualcosa” per salvarci…
Questo sito continuerà a raccogliere la sua opera e i suoi articoli scritti negli ultimi venti anni, sia pubblicati, che inediti, perché considerati troppo “scomodi”. Speriamo che possano continuare a fornire un sicuro punto di riferimento e uno stimolo per continuare l’opera della grande antropologa.
Farewell to Ida Magli
Rome, february 23rd, 2016 http://www.italianiliberi.it/
Saturday night, february 20th, Ida Magli passed away peacefully, comforted by the love of her son.
In the next days we – her students and friends – will give more space to her memory.  Right now it is tough to do so, and we apologize to readers who always trusted ItalianiLiberi. The message that Ida Magli has left to all of us is to defend the Italians from the lies and the hatred against all the beauty and intelligence that we have created over the centuries. Our people – she used to said – has always suffered enormously because of its rulers. Ida Magli has devoted all her strength to give us hope and to prompt us to fight to defend Italy and its culture; she left us with the disappointment of not having had more time to “do something else” to save us …
This website will continue to gather and collect her works and articles written in the last twenty years, both published and unpublished (when they were considered too “uncomfortable” or controversial). We hope that her writings will always be a reference point and an encouragement to continue the work of the great anthropologist.
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Donald Trump È IL MIO CANDIDATO! L’ex candidato alla nomination repubblicana Ben Carson ha ufficializzato il suo appoggio a Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca. “Molte persone combattono per cambiare Washington, ma Donald Trump – afferma Carson – e’ un leader con una prospettiva da outsider, con una visione, con gli attributi e l’energia necessarie per fare il presidente”. “E’ l’ora di unire il partito dietro il candidato che batterà Hillary Clinton e riconsegnerà il governo alle persone”: con queste parole Carson ha espresso il suo endorsement a Donald Trump, lanciando un appello all’unita’ del partito. L’intervento in un resort di Palm Beach, in Florida, accanto al tycoon newyorchese.
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io sono nell’osservatorio sul maritirio dei cristiani, da 30 anni circa, e posso garantire che gli islamici usano questa tecnica di terrorismo contro i non islamici: in modo sistemico! ] QUINDI LA SHARIA È L’ELEMENTO DISCRIMINANTE DEL RAZZISMO CONTRO I NON MUSULMANI! [ GINEVRA, 11 MAR – Lo stupro di donne come paga per i combattenti nel Sud-Sudan: è l’accusa contenuta in un rapporto dell’Onu sulla situazione dei diritti umani nel giovane stato africano. “Fonti attendibili indicano che gruppi alleati al governo sono autorizzati a stuprare donne in sostituzione dei salari”, afferma l’Onu. Anche gruppi di opposizione e bande criminali attaccano donne e ragazze. La scala della violenza sessuale è “scioccante” nel Sud-Sudan, afferma l’Onu: in soli cinque mesi l’anno scorso, da aprile a settembre, l’Onu ha registrato più di 1.300 segnalazioni di stupri in un solo dei dieci stati del Sud Sudan, lo Stato d’Unità, ricco di petrolio. “La portata ed i tipi di violenza sessuale – in primo luogo da parte del governo delle forze SPLA e le milizie affiliate – sono descritti con dettagli devastanti e spaventosi, cosi’ come l’atteggiamento quasi disinvolto, ma calcolato, di coloro che hanno massacrato civili, distrutto beni e mezzi di sussistenza”, ha detto l’Alto commissario Onu, Zeid Ra’ad 
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La Lega Araba ha dichiarato il gruppo sciita libanese Hezbollah un’organizzazione terroristica. SARANNO ANCHE TERRORISTI PER ISRAELE, OK! MA, HA DEL GROTTESCO CHE I PATROCINATORI DEL TERRORISMO MONDIALE DICHIARINO PROPRIO LORO TERRORISTA QUALCUNO! TUTTO QUESTO È TANTO PIÙ TRAGICO PERCHÉ È FATTO NEL MOMENTO IN CUI Hezbollah VINCE PER ASSAD CONTRO ISIS DAESH, Lo riferiscono i media egiziani. La decisione è stata presa dai ministri degli Esteri di quasi tutti i membri dell’organizzazione panaraba basata al Cairo, ha riferito l’agenzia di stampa egiziana Mena. Libano e Iraq invece si sono astenuti, esprimendo “riserve”. Dieci giorni fa Hezbollah – che in Siria combatte al fianco del presidente Assad – era finito nella lista nera dei gruppi terroristi anche del Consiglio di Cooperazione del Golfo. In precedenza, l’Arabia Saudita, aveva tagliato 4 miliardi di dollari di aiuti al Libano per le sue forze di sicurezza.
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Quando gli Stati Uniti dettano l’agenda ai media italiani. [ QUESTO REGIME MASSONICO BILBENDERG E USUCRATICO SATANICO, SPA BANCHE CENTRALI NWO, STA DIVENTANDO ASFISSIANTE! 0.03.2016( La Russia è il nemico, almeno secondo la maggior parte dei media italiani. Vista la famosa minaccia russa, è strano che in Italia circolino però così poche informazioni sulla Russia. Bisognerebbe stare in guardia e tenere gli occhi aperti! Le informazioni su Mosca e la sua politica estera sembrano a volte dettate per filo e per segno dall’ambasciata americana. La storica amicizia fra l’Italia e la Russia ovviamente non è mai andata a genio agli Stati Uniti e questo si rispecchia nella maggior parte dei media italiani. Tutto viene letto in un’ottica americana. Perché?
Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Riccardo Pelliccetti, caporedattore centrale de “Il Giornale”.
— Qual è il vostro approccio alla Russia?
— La Russia ha dimostrato in questi ultimi vent’anni un grandissimo cambiamento. La cosa fondamentale che noi abbiamo visto in questo cambiamento è che la Russia è tornata ad essere europea, parte integrante d’Europa. Ci sono molti più legami tra il nostro Paese e la Russia che quanti ce ne siano fra il nostro Paese e gli Stati Uniti.
— Lei ritiene che gli interessi italiani non coincidano più con quelli americani? Leggendo i maggiori quotidiani italiani non si direbbe.
Riccardo Pelliccetti, caporedattore centrale de “Il Giornale” — In Italia c’è un problema di sovranità nazionale. L’Italia, lo sappiamo tutti, ha perso la seconda guerra mondiale e ha dovuto nel corso degli anni adeguarsi alla politica dei vincitori, in questo caso i vincitori veri erano gli Stati Uniti. L’Italia è entrata nell’alleanza atlantica e ha pian piano ceduto la propria sovranità. Questo poteva andar bene all’epoca della guerra fredda, la politica dei due blocchi ti costringeva a stare da una parte o dall’altra. L’America dettava le regole in quel contesto essendo il capofila dell’Alleanza atlantica. L’Italia ha una sovranità limitata non solo in politica estera, ma anche in quella interna. L’America condizionava anche le elezioni politiche, finanziando i partiti, e di conseguenza chiedendo un tornaconto a questi partiti del lavoro che facevano.
— Al giorno d’oggi l’Italia ha sempre gli stessi problemi di sovranità?
— Oggi il deficit di sovranità è ancora più forte, perché restiamo dentro la NATO, che è uno strumento anacronistico. La contrapposizione fra blocchi non esiste più, se non nella testa degli Stati Uniti. L’Europa, che non è mai stata un organismo unico, ma un’ accozzaglia di stati messi insieme per interessi economici, ha dovuto in qualche modo soggiacere alla geopolitica dell’America, che in questo momento ha obiettivi completamente personali nei confronti della Russia. L’America ha sempre avuto come obiettivo non la caduta dell’impero sovietico, ma la caduta della Russia! Controllare l’Eurasia, la zona quasi più forte del pianeta economicamente, è fondamentale per la geopolitica americana. Obama ha premiato qualche anno fa Brzezinski come cittadino esemplare degli Stati Uniti e i suoi volumi sono ancora seguiti oggi. I poteri forti presenti in America condizionano non solo la politica ma anche l’economia. I problemi finanziari al tempo di Berlusconi erano molto meno gravi di oggi. Ora la disoccupazione e il debito pubblico sono altissimi. Oggi con dati economici totalmente peggiori, lo spread però sta a 140 punti. Questo vuol dire che quando qualcuno cercava di discostarsi dalla politica di Washington, pagava il prezzo dal punto di vista finanziario. Le speculazioni sui titoli di Stato italiani sono partite per un motivo ben preciso: Berlusconi non rispondeva a certe logiche.
— Agli Stati Uniti non piaceva la politica di Berlusconi nei confronti della Russia?
La vicenda di Berlusconi sulla lista nera ucraina e` diventata nella stampa italiana un vero e proprio festival della banalità e dell’ipocrisia ] La Crimea e la “purga” intellettuale italiana contro Berlusconi
— Certo! Perché a parte il rapporto d’amicizia, c’era un rapporto di tipo economico molto più vecchio. Anche quando c’era il comunismo in Russia, il rapporto tra i nostri due Paesi era strettissimo. Anche ai tempi più difficili i rapporti economici e culturali sono sempre stati ottimi. Parliamo dell’opera, del balletto e di altre mille iniziative culturali che hanno sempre tenuto vicini la Russia con l’Italia. Tutto ciò andava sempre in distonia con gli Stati Uniti.
— Perché nei media italiani c’è solitamente una copertura unilaterale delle notizie sulla Russia, sulla guerra nel Donbass e in Siria?
— Perché i giornali rispondono agli editori e gli editori rispondono ai poteri forti di riferimento. Questa è la realtà. Ci sono giornali che hanno un riferimento ideologico, che oggi appare paradossale. I giornali di sinistra per esempio che prima vedevano nella Russia un punto di riferimento oggi paradossalmente hanno abbracciato l’America, proprio ora che la Russia è diventata democratica. Poi ci sono quei giornali che rispondono ai poteri finanziari che rispondono a logiche ben precise di mercato e sono condizionati probabilmente dall’Ambasciata americana a Roma.
Ci sono poi delle eccezioni come l’Ambasciatore Sergio Romano, che scrive sul Corriere ed ha una linea ben precisa sulla questione ucraina e siriana, ma è una voce al di fuori dal coro.
— Per la maggior parte dei media la Russia rappresenta un nemico. Forse con l’intervento russo in Siria cambierà un po’ questa chiave di lettura?
Sputnik. Alla Lettonia non piace Sputnik, pronte sanzioni
— Le voci fuori dal coro sono pochissime. Con la Siria danno sicuramente un po’ più di informazioni. Il problema è che se tu devi rispondere alla politica dell’Occidente, cioè di Washington, sei condizionato, quest’influenza riguarda anche Londra e Berlino. L’Italia è l’anello più debole di questa catena. Ogni cosa viene letta nell’ottica americana. Se oggi per esempio all’America fa comodo che la Russia abbia un piede in Siria perché può essere utile a trovare una soluzione a questo conflitto sanguinoso, può farle fare anche bella figura. Per l’America però la Russia sarà sempre un nemico, è il suo competitor internazionale. La Russia ha un ruolo strategico per l’economia mondiale, per le sue risorse e la sua posizione geografica. Se uno vuole fare il padrone del mondo, i competitori gli danno fastidio.
— Secondo Lei cambierà quest’approccio mediatico nei confronti di Mosca?
— Non credo, a meno che non cambino gli editori. O c’è il giornale che decide di cambiare linea o non cambia niente. C’è anche una sorta di pregiudizio di base. I russi, a differenza degli americani, sono più diretti. Quando dicono “sei uno scemo” lo dicono chiaramente. Gli americani non te lo dicono, ma ti danno una coltellata alle spalle per fartelo capire. Quest’approccio in un Paese bizantino come l’Italia è meno gradito. Agli italiani piacciono le cose più addolcite, ma alla fine una pugnalata è sempre una pugnalata. C’è un grande pregiudizio dovuto ai toni della Russia, che è molto diretta e a volte anche brutale. Quello che conta è la sostanza, non la forma.
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 http://it.sputniknews.com/opinioni/20160310/2243532/italia-russia-media-donbass-siria.html#ixzz42bmxyDM7
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Mosca accusa la NATO: distorce deliberatamente i risultati dei raid russi in Siria. 11.03.2016( segretario generale della NATO Jens Stoltenberg distorce deliberatamente gli obiettivi dei raid russi in Siria, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, riporta “Russia Today”. Ha riportato le dichiarazioni del segretario generale dell’Alleanza Atlantica, che ha sostenuto che la Russia con le sue azioni tenta di “dividere la NATO.” “Vorrei ricordare che abbiamo ripetutamente affermato che in Siria operiamo alla luce del sole, in modo trasparente e sulla base di informazioni verificate per distruggere gli obiettivi dei terroristi del Daesh (ISIS), così come altri gruppi terroristici che minacciano la Siria e l’intera regione del Medio Oriente, ma Stoltenberg, a quanto pare, non è pronto ad abbandonare i tentativi di distorcere deliberatamente i risultati e gli obiettivi dei raid russi in Siria. Agisce al 100% di proposito,”- ha dichiarato la Zakharova oggi in una conferenza stampa.
http://it.sputniknews.com/politica/20160311/2255407/Zakharova-Stoltenberg-Russia-Terrorismo.html#ixzz42bohKgOU
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Mosca accusa la NATO: distorce deliberatamente i risultati dei raid russi in Siria.11.03.2016 Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg distorce deliberatamente gli obiettivi dei raid russi in Siria, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, riporta “Russia Today”. Ha riportato le dichiarazioni del segretario generale dell’Alleanza Atlantica, che ha sostenuto che la Russia con le sue azioni tenta di “dividere la NATO.” “Vorrei ricordare che abbiamo ripetutamente affermato che in Siria operiamo alla luce del sole, in modo trasparente e sulla base di informazioni verificate per distruggere gli obiettivi dei terroristi del Daesh (ISIS), così come altri gruppi terroristici che minacciano la Siria e l’intera regione del Medio Oriente, ma Stoltenberg, a quanto pare, non è pronto ad abbandonare i tentativi di distorcere deliberatamente i risultati e gli obiettivi dei raid russi in Siria. Agisce al 100% di proposito,”- ha dichiarato la Zakharova oggi in una conferenza stampa
 http://it.sputniknews.com/politica/20160311/2255407/Zakharova-Stoltenberg-Russia-Terrorismo.html#ixzz42bohKgOU
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07.03.2016 La decisione della monarchia saudita, regime assolutista e wahabita, come anche quella dei suoi soci minori, di dichiarare Hezbollah come un “gruppo terrorista”, costituisce un fatto orwelliano che cerca di rovesciare la realtà, ma non riesce ad ingannare nessuno. [ MA, HA DEL GROTTESCO CHE I PATROCINATORI DEL TERRORISMO MONDIALE DICHIARINO PROPRIO LORO TERRORISTA QUALCUNO! TUTTO QUESTO È TANTO PIÙ TRAGICO PERCHÉ È FATTO NEL MOMENTO IN CUI Hezbollah VINCE PER ASSAD CONTRO ISIS DAESH,  ] L’Arabia Saudita è il grande patrocinatore del terrorismo globale, un ruolo a cui aspira anche il presidente turco, Tayyip Recep Erdogan, che se ne fa merito. Tutti i gruppi terroristi che operano nel mondo islamico ed anche al di fuori di quello, dal Marocco all’Indonesia e dall’Europa, all’Asia Centrale — sono ispirati dalla scuola wahabita, quella ufficiale in Arabia Saudita, e hanno ricevuto milioni di dollari in aiuti dal regime saudita: 
http://it.sputniknews.com/mondo/20160307/2228440/arabia-saudita-siria-hezbollah.html#ixzz42bqt6xRK
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“Paesi della UE in ginocchio davanti ad Erdogan” 11.03.2016. Nel contesto della crisi migratoria i governi dei Paesi membri dell’Unione Europea “si sono inginocchiati” ai piedi del presidente turco Erdogan, ritiene Philippe Lamberts, co-presidente del gruppo dei Verdi Europei ed eurodeputato del Belgio. I leader dei 28 Paesi della UE e il primo ministro della Turchia hanno concordato 6 punti dell’accordo d’immigrazione al vertice di lunedì scorso a Bruxelles che ha messo fine all’immigrazione clandestina verso l’Europa dal Medio Oriente tramite il “corridoio balcanico” e ripristinerà l’accordo di Schengen all’interno nelle frontiere interne dei Paesi europei. “I governi europei sono codardi, ora si sono messi in ginocchio di fronte ad Erdogan. Si tratta di un vero e proprio collasso morale dell’Unione Europea, non solo un crollo giuridico e politico,” — ha sottolineato Lamberts in un’intervista per il portale “EuraActiv”. Tuttavia non crede che la UE debba rinunciare ai negoziati con Ankara. Secondo l’eurodeputato, è necessario che Bruxelles renda conto non solo di aver stanziato risorse finanziarie a beneficio della Turchia, ma anche di voler abolire il visto ai turchi per i viaggi di breve durata e di accelerare l’adesione del paese all’UE, in un momento “in cui la Turchia come mai si è allontanata dai valori europei”.
“Abbiamo a che fare con un regime autoritario che non esita a condurre una guerra civile contro i curdi per vincere le elezioni,” — ha avvertito il parlamentare europeo.
Secondo il piano concordato al vertice UE-Turchia, Ankara si riprenderà i clandestini che sono arrivati in Europa e per ciascuno di loro invierà in Europa i profughi siriani e si riprenderà tutti i clandestini che sono entrati tramite il suo territorio nell’Unione Europea. In cambio Ankara otterrà l’accelerazione dei negoziati sulla liberalizzazione dei visti e sull’adesione nella UE e otterrà 3 miliardi di euro. Inoltre, le parti lavoreranno insieme per migliorare la situazione umanitaria in Siria. Sulla base di questi principi sarà preparato il corrispondente accordo finale nel prossimo vertice tra il 17 e 18 marzo.
http://it.sputniknews.com/politica/20160311/2258762/Turchia-Profughi-Visto-Valori-Immigrazione.html#ixzz42cb5A6lf
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noi le pecore Europee siamo alleati dei lupi USA LEGA ARABA, e dovremo morire contro il nostro stesso sangue la RUSSIA! QUESTO è ALTO TRADIMENTO! La Notizia di Manlio Dinucci – Siamo in guerra: avanzata Usa/Nato a Est e Sud ] PER la NATO è una cattiva notizia: la COALIZIONE ISLAMICA SAUDITA TURCA ISIS, che è il sharia TERRORISMO, ARRETRA IN SIRIA E IRAQ, E QUESTA, ovviamente, è UNA BRUTTA NOTIZIA PER LA NATO! [ https://youtu.be/T8OiHJR2-Z4 John il Rosso3 settimane fa. la gente non ha la minima idea di come stanno veramente le cose. Il vero problema è questo. I media corrotti. La gente non sa, è questo il vero problema, troppo occupata a guardare TV
Carlo2 settimane fa
Gia’,come ho gia’ commentato altre volte, sarebbe bello uscire dalla Nato, peccato che l’Europa (teutonica e pseudo-hitleriana)e soprattutto gli Usa lo impediranno.
L’Italia, come diceva Mussolini, e’ una portaerei naturale al centro del Mediterraneo, per cui strategicamente importante. L’unica soluzione, a mio modesto parere, sarebbe una rivolta europea totale contro Usa e Nato (la stessa cosa, no?), ed un ritorno ad una sovranita’ nazionale piu’ individuale; inoltre, non fa’ inkazzare l’idea di avere gli Yankees che da 70 anni spadroneggiano per il mondo e GOVERNANO l’Europa? L’America non ha nulla da insegnare al “vecchio continente” con le sue esperienze ed errori millenari, inoltre gli Usa, per loro fortuna non sono mai stati invasi o bombardati, ma in compenso lo hanno fatto ad altri con ottimi risultati!
Praticamente “siamo” alleati con i nostri nemici, ma facciamo finta di sapere che non lo sappiamo. Se fosse vivo oggi il grande Federico Fellini, diventerebbe un sommo autore neorealista senza nemmeno bisogno di cambiare genere. Ma è assente, a volte lo invidio, gli è toccata un’altra epoca …un’epoca molto più moderna.
Unius kingREI
https://www.youtube.com/user/UniusKingREI/discussion A QUESTO MIO CANALE YOUTUBE NON MI CONSENTE DI: 1. AGGIUNGERE I CANALI PREFERITI, 2. E DI MOSTRARE LA PAGINA DEI COMMENTI!
Unius kingREI
la LITUANIA ha espulso i giornalisti RUSSI, perché, i governi tecnocratici europei hanno paura della libertà di parola, e, i giornalisti non graditi, rappresentano un pericolo mortale per la sicurezza nazionale LITUANA massonica! Quindi, c’è una ASSOCIAZIONE nazista usurocratica: “RUSSIA LIBERA” che ha paura dei giornalisti, quì in Lituania, c’è, il centro di eccellenza della comunicazione strategica della NATO (un vecchio strumento della guerra fredda ) un ufficio di calunnie di guerra di informazione contro la RUSSIA https://youtu.be/y2b08oLDPi4
Unius kingREI
PTV news 10 marzo 2016 – Lituania: espulsi giornalisti non graditi  10 mar 2016. questo è il regime tecnocratico SpA BANCHE CENTRALI, regime massonico Bildenberg, ormai, i sodoma GENDER satana Scimmie DARWIN anticristo ci hanno messo in una situazione di pre-guerra mondiale contro la Russia! 
– Lituania: espulsi giornalisti non graditi
– Francia: 500 mila contro Hollande
– Gentiloni il cauto https://youtu.be/y2b08oLDPi4  albano817 ore fa
I valori dell’occidente… libertà di stampa. MrChanakkale, Nel baltico l’informazione rimane congelata
Unius kingREI
Harry Louis ] CREDI A ME LOUIS, è UN VERO PECCATO CHE DIO NON TI HA DATO LA VAGINA! [ I’m a simple and honest man, I love bringing peace it’s my topmost priority.
Ha frequentato the United States Military Academy (USMA) Ha vissuto qui: United States https://plus.google.com/u/0/110102833254689193616/posts Harry non ha condiviso niente con te. Le persone sono più propense a condividere contenuti con te se le aggiungi alle tue cerchie. amico amico!
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Siria, esercito di Assad impegnato nella battaglia per liberare Palmira dal Daesh. 11.03.2016 L’artiglieria siriana sta bombardando massicciamente le posizioni dei terroristi del Daesh situate sulle alture che circondano la città storica di Palmira, riferisce dal posto il corrispondente di RIA Novosti.
Le posizioni dei fondamentalisti islamici vengono bombardate con i lanciarazzi pesanti multipli “Grad” e i cannoni “D-30”.
“Oggi, secondo i nostri osservatori, siamo riusciti a distruggere 4 postazioni di tiro del Daesh, un grande deposito di munizioni nascosto in una gola ed un centro di comando a nord-ovest di Palmira”, — ha riferito all’agenzia russa una fonte nello Stato Maggiore di Damasco.
Oggi le unità delle milizie di volontari avevano iniziato operazioni d’attacco mirate a sud-ovest di Palmira. Il loro compito è prendere il controllo della alture ed ottenere un punto d’appoggio per coprire un’offensiva da sud. Secondo alcuni dati, all’interno di Palmira si trovano più di 2mila terroristi. Gli islamisti usano per la difesa carri armati, veicoli blindati, lanciarazzi, mortai e mitragliatrici pesanti: http://it.sputniknews.com/mondo/20160311/2258549/Terrorismo.html#ixzz42cZW7eKj
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Muhammadu Buhari con la sua LEGA ARABA SONO dei TERRORISTI islamici sharia organizzati, tutti ASSASSINI SHARIA DI MARTIRI CRISTIANI innocenti, attraverso la complicità dei farisei massoni anglo-americani! la PIRAMIDE MASSONICA E LA PIRAMIDE ISLAMICA  SONO IL REGNO DI SATANA, e loro stanno sterminando i cristiani in tutto il mondo! I vertici militari Usa: Boko Haram detiene parti significative del territorio nigeriano, 11.03.2016 David Rodriguez, comandante in capo delle forze armate statunitensi in Africa (UsAfriCom), ha affermato che l’organizzazione terroristica – colpevole di numerosi attacchi sanguinari in tutta la regione – controlla ancora saldamente parti della Nigeria, nonostante le dichiarazioni di tenore opposto del governo di Lagos. Una vera e propria doccia gelata che ha paralizzato la già flebile voce (e secondo i più critici persino l’autorevolezza) del governo nigeriano. Così è possibile definire le parole pronunciate poche ore fa dal generale Rodriguez e relative alla situazione sul campo in Nigeria. Dal quartier generale di Francoforte, in Germania, il comandante dell’Us AfriCom ha di fatto smentito quanto affermato, in modo altisonante, in precedenza da Muhammadu Buhari, Presidente della Nigeria, che aveva definito “tecnicamente vinta” la battaglia contro gli estremisti islamisti presenti nel Nord del paese. “Boko Haram continua a governare porzioni molto significative del territorio settentrionale nazionale — ha affermato il comandante Rodriguez al quotidiano on line nigeriano Premium Times —, così come al Shabaab è ancora presente in porzioni limitate del territorio somalo. Ciò che stiamo osservando è che le minacce poste a personale o cittadini nordamericani da parte della formazione terrorista sono in aumento, soprattutto a causa della cooperazione tra Boko Haram e le forze dell’Is (ovvero di Daesh, ndr)”. [ Strage di Boko Haram in Nigeria, 160 morti ] Dal 2009 ad oggi, ovvero da quando è scoppiata la rivolta nel Nord, la formazione jihadista ha ucciso migliaia di persone operando sia nel territorio di Lagos sia in altre nazioni come Camerun e Ciad. Al momento la Nigeria è alla guida di un contingente militare regionale — composto da poco meno di nove mila unità provenienti anche da Niger, Ciad, Camerun e Benin — nato per contrastare l’avanzata dei terroristi e per debellarne la presenza. E sebbene si siano al momento registrati numerosi successi sul campo, la situazione sembra essere ancora molto lontana dall’essere risolta dati i frequenti attacchi e attentati ai civili residenti nell’area settentrionale del paese.
Camerun libera 900 ostaggi da Boko Haram
Boko Haram, tre esplosioni a Maiduguri: si temono molte vittime
Boko Haram, l’esercito nigeriano libera 700 donne
Testimone fuggita da Boko Haram: “Le ragazze rapite un anno fa sono vive: http://it.sputniknews.com/mondo/20160311/2257003/usa-nigeria-territorio-boko-haram.html#ixzz42cfk2zWH
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Un’eresia vera e propria. ogni violenza in nome di Dio [ king saudi arabia, i satanisti uccidono i cristiani, e bruciano le Bibbie, che è: proprio quello che tu fai! tu sei un vero satanista! e se i satanisti, cultori del male, credessero, che, il corano fosse vero? poi, profanerebbero anche il corano, ma, questa è la verità tutti i satanisti americani insieme agli islamici, profanano soltanto la Bibbia! ragazzo, tu sei un menzogna, una malvagità, intrinseca, tu sei l’anticristo, tu sei il satanista sharia! ecco perché, io sto venendo a bruciarti con La Ira di Dio: questa volta, DEFINITIVAMENTE!]
Dottrina sociale della Chiesa e dello uomo]. In breve i cristiani sono nel mondo, ciò che l’anima nel corpo. L’anima è in tutte le parti del corpo, e anche, i cristiani nel mondo. questo è il posto di combattimento, che. Dio ha loro assegnato, e non è loro permesso di disertarlo. [ Lettera a Diogneto, in letture patristiche, Roma-Padova 1969]
my JHWH, i musulmani nella loro ignoranza sono disgustosi e criminali, infatti confondono: 1. politeismo con idolatria, e confondono, 2. secolarismo, con, laicismo.. ecco perché, gli assassini di tutte le razze, hanno pochi concetti, nel loro vocabolario. Senza dubbio l’uomo può organizzare, la terra senza Dio, ma, senza Dio, egli non può alla fine, che organizzarla, contro l’uomo. Ecco perché il messaggio cristiano, non è politico, storico, ma metastorico, metafisico sociale universale. Ideologi meschini, ignoranti, imperialisti ladri, farisei, usurai, vampiri, parassiti, bugiardi, assassini non lo apprezzeranno mai! Infatti, lungi dall’essere la norma ultima dei valori, il vero uomo realizza se stesso nella trascendenza, cioè, facendo di se stesso uno strumento dello amore universale
Quindi è la morale naturale universale la vera ispirazione della dottrina sociale della Chiesa! Cioè quei principi etici assoluti universali, che ogni uomo ha dentro di se, in quanto uomo, cioè qualcosa che risulta indipendente, dalle forme storiche della loro realizzazione, asservite a qualche ideologia, o geopolitico progetto imperialistico.
17 gennaio, 10:35. #Hollande tranquillo e liberato per media (e dove è il problema, la sua testa è poco sopra i suoi testicoli, è normale che lui è felice! e poi, senza sovranità monetaria?, non può esistere, un vero problema politico, per gli allineati, di esoteric agenda, occult power, DATAGATE, alienz abductions, visto che, la POLITICA, è tutta una truffa farisei Bildenberg, E DI OGNI MONOPOLIO EBRAICO DELLA INFORMAZIONE, CHE, PRESTO UCCIDERà iSRAELE) – PARIGI,”Gestisce questa vicenda come un problema politico, non come un problema sentimentale”. Così una persona a lui vicina descrive al quotidiano Le Parisien il comportamento del presidente francese Francois Hollande, dopo la rivelazione della sua relazione con l’attrice Julie Gayet. Chi lo ha visto in questi giorni, racconta ancora il popolare giornale parigino, parla di un presidente ”tranquillo”, che si sente ”liberato”, ed è ”contento” della riuscita della sua conferenza stampa.
Israele convoca 4 ambasciatori Ue. Di Italia insieme a Spagna, Francia e Gran Bretagna. 17 gennaio, 10:30. #Israele convoca 4 ambasciatori Ue #GERUSALEMME, Il ministero degli esteri israeliano, guidato da #Avigdor Lieberman, ha convocato oggi gli ambasciatori di #Italia, #Gb, #Francia e #Spagna, per “chiarimenti sulle posizioni espresse, da questi Paesi sul conflitto, #israelo -palestinese”. Secondo il ministero, riferiscono i media, le posizioni di questi Paesi “non sono equilibrate”. è normale che, i nazisti ( tutti massoni, figli di farisei Illuminati, satanisti, Spa, Fmi, Nwo, che, hanno rubato la costituzionale sovranità monetaria, per fare soffocare i popoli fino alla morte) non vedono gli altri nazisti come loro, cioè, quelli della sharia. e non si può scendere a patti con il demonio, il demonio si deve uccidere! ecco perché, i mostri della sharia, non possono avere uno spazio nel mondo degli uomini
Anti-religion hostility rose worldwide in 2012, study says
Published: January 15, 2014
Growth most rapid in North Africa, Middle East
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The world became generally more hostile to religious believers of all faiths, Christianity included, in 2012, according to a major annual report issued Jan. 14.
Christians were harassed in more countries than followers of other faiths, though pressure on Muslims and Jews was widespread globally, according to the study, conducted by the Washington, D.C.-based Pew Research Center.
The report, now in its sixth year, measures constraints on religious freedom in two major categories: social hostilities and government restrictions. It surveys conditions in 198 countries, encompassing 99 per cent of the world’s population.
Social Hostilities
A third of the world’s countries had high measures of social hostilities in 2012, the highest level recorded in the study’s six-year history. Pew defines social hostilities as ranging from terrorism and mob violence to harassment over religious attire.
Nearly half of all countries reported abuse of religious minorities by individuals or groups who took offense at, or felt threatened by, the minority. In the first year of the study, less than a quarter of all countries reported such abuse.
Violence, or the threat of it, against religious minorities to enforce religious norms was reported in 39 per cent of countries, compared to 33 per cent a year earlier and 18 per cent in the first year of the study.
The report said 2012 growth of social hostilities was especially rapid in Northern Africa and the Middle East, and was highest in Pakistan.
Government restrictions
High rates of official limits on religion were found in 29 per cent of the countries, about the same as the previous year. Pew examines 20 indicators of government control, including bans on specific faiths, restrictions on conversions, and preferential treatment to certain religions, among others.
Increases were detected among several of those 20 measures. Government limits on worship were citied in 74 per cent of countries, up from 69 per cent in 2011. Restrictions on public preaching were found in 38 per cent of countries, up from 31 per cent. And government force, such as arrest and prosecution, was documented in 48 per cent of the world’s countries, up from 41 per cent.
Egypt ranked highest on the report’s list of government restrictions.
Taking both categories — government restrictions and social hostility — into account, high levels of overall religious restrictions were reported in 43 per cent of the world’s countries, the highest ever recorded by Pew. In all, three-quarters of the world’s population lives under high levels of restrictions, according to the report.
The Christian experience
The Pew Center report concerns itself with all religions, not Christianity alone. It did say, however, that Christians in 2012 were harassed in more countries, 110, than any other single religion. Muslims were harassed in 109, and Jews, 71. Since the report began in 2007, Christian harassment has been reported in 151 countries, and harassment of Muslims in 135.
About the report
The Pew report released Tuesday covers 2012. It doesn’t take into account momentous developments in 2013, such as the ouster of Muslim Brotherhood leader Mohamed Morsi from Egypt’s presidency and the subsequent violence against Coptic churches across Egypt; or the anarchy and deadly Muslim-Christian violence in the Central African Republic; or the continued exodus of Christians from Syria and much of the Middle East; or the bombings in Peshawar, Pakistan, that killed scores of Christians.
Pew also excludes North Korea from its study, citing the inability to obtain reliable data from, or about, the reclusive country.
Data for the report is drawn from 18 public information sources, most published by national governments, the United Nations, European Union, and non-government human-rights organizations.
16 gennaio 2014. [ Chi vuole affogare il proprio cane, l’accusa di avere la rabbia, dice un proverbio francese. Le religioni sono rabbiose? Quanti desiderano escluderle dalla vita pubblica per relegarle nella sfera strettamente privata vorrebbero farlo credere. Così, prendendo a pretesto la dimensione in apparenza religiosa dei conflitti che insanguinano il pianeta, fomentano il pregiudizio secondo il quale le religioni, e specialmente quelle monoteistiche, sarebbero per natura fattori di divisione tra gli uomini. Per porre fine alle violenze e garantire la pace universale, ci sarebbe una sola soluzione: la secolarizzazione a oltranza.
Questa argomentazione è una delle forme che assume oggi il pensiero antireligioso. Essendosi diffuso il pregiudizio che il relativismo è la sola filosofia in sintonia con le esigenze della democrazia liberale, ogni comportamento che si riferisce a una verità trascendente, universale e assoluta, viene percepito come una minaccia per la pace civile. La fede religiosa è denunciata come una patologia sociale.
Questa strategia di demonizzazione di tutto ciò che è religioso non è di ieri. Lo Stato moderno, religiosamente neutrale e politicamente onnipotente, non si è forse imposto autoproclamandosi unico rimedio di fronte alle guerre di religione? La denuncia si è poi concentrata sulle fedi monoteistiche perché si pensa che generino una mentalità intollerante nei loro credenti in quanto questi pensano di possedere una verità universale e assoluta.
In questo contesto la Commissione teologica internazionale si è occupata del problema. Una sottocommissione, presieduta da padre Philippe Vallin, ha lavorato per cinque anni sul tema, in uno scambio costante con l’intera commissione. Ne è scaturito un testo, intitolato Dio Trinità, unità degli uomini. Il monoteismo cristiano contro la violenza, approvato dalla Commissione teologica internazionale lo scorso 6 dicembre. Il documento – pubblicato come di consueto sulla Civiltà Cattolica e accessibile sui siti internet della rivista e della Commissione – si presenta non come un trattato esaustivo di teologia ma come «argomentata testimonianza».
La sua tesi è inequivocabile: per quanto riguarda la fede cristiana, la violenza in nome di Dio è un’eresia pura e semplice. Qui non c’è alcuna concessione allo spirito del tempo, ma una convinzione che nasce dal cuore stesso del Vangelo. La violenza non si giustifica dunque né per rivendicare i diritti di Dio né per salvare gli uomini loro malgrado, poiché «la verità non si impone che per la forza della verità stessa» (Dignitatis humanae, n. 1). È questo il paradosso del cristianesimo: il rispetto scrupoloso della libertà religiosa non è motivato da una forma di relativismo ma deriva da quanto vi è di più dogmatico nell’idea che la fede cristiana offre di Dio.
Pretendere così che il rifiuto di ogni violenza in nome di Dio sia iscritto nel cuore stesso della fede cristiana rende necessaria un’autocritica della prassi storica dei cristiani. Nel corso dei secoli, infatti, il popolo di Dio non è sempre stato all’altezza di questa convinzione. Il documento s’impegna a sciogliere i legami occasionali che si sono potuti tessere nella storia tra cristianesimo e violenza religiosa e a interpretare correttamente le pagine della Bibbia che sembrano legittimare la violenza religiosa.
Nel dibattito su monoteismo e violenza, il documento ha voluto evitare due soluzioni facili. La prima sarebbe consistita nel dissociare il cristianesimo dal monoteismo: sì, concediamo che il monoteismo sia fattore di violenza, ma precisiamo subito che il cristianesimo sfugge a questa accusa perché annuncia il mistero di un Dio Trinità, che in sé è comunione nella differenza. Al contrario, il documento sottolinea che il mistero trinitario non si afferma assolutamente a detrimento del monoteismo.
Una seconda facile soluzione apologetica sarebbe stata quella di dissociare la fede cristiana dalla religione: sì, concediamo che la religione sia fattore di violenza, ma precisiamo subito che il cristianesimo non deriva dalla religione ma dalla fede. Al contrario, il documento insiste sul valore intrinseco dell’esperienza religiosa in quanto tale. Come la grazia non distrugge la natura ma la guarisce e la porta al suo compimento, così la fede cristiana assume la dimensione religiosa della condizione umana e la purifica riconducendola alla sua essenza autentica, che unisce inseparabilmente amore di Dio e amore del prossimo. Ogni violenza in nome di Dio è insomma «una corruzione dell’esperienza religiosa».
Questo punto è fondamentale per il dialogo tra le religioni. I teologi cattolici che hanno redatto questo documento non hanno voluto parlare a nome dei credenti delle altre religioni monoteiste, ma li invitano a intraprendere un analogo percorso di purificazione all’interno delle proprie tradizioni. Nella misura in cui queste sono espressione di una religione autentica, non possono che rifiutare la violenza religiosa. Lungi dall’essere fattore di divisione, le religioni, quando sono fedeli alla loro essenza e senza rinnegare nulla del loro senso dell’assoluto, sono fermenti di pace. Ecco perché sarebbe un suicidio tenerle separate dalla vita sociale e politica.
di Serge-Thomas Bonino, Domenicano, segretario generale della Commissione teologica internazionale.
[tutto in culo, agli islamici sauditi ottomani di merda!!]
L’Egitto dice sì alla nuova Costituzione
· Affluenza alle urne per il referendum nettamente superiore a quella della consultazione voluta da Mursi ·
16 gennaio 2014
Il Cairo, 16. Come ampiamente previsto, si profila un plebiscito in Egitto per la nuova Costituzione.
Un seggio al Cairo (LaPresse/Ap)
Nel referendum di ieri, i centri di monitoraggio della stampa prospettano una percentuale di voti a favore tra il 95 e il 97 per cento.
Alta la partecipazione, che sembrerebbe superiore al 55 per cento degli aventi diritto. L’annuncio ufficiale della commissione elettorale potrebbe arrivare entro la serata di oggi o al massimo domani, una volta espletati i controlli di rito. Se confermato, il dato rappresenterebbe una significativa vittoria per il Governo ad interim, che punta a ottenere una sorta di riconoscimento popolare dopo la destituzione del presidente, Mohammed Mursi, e riconquistare la fiducia internazionale. La Costituzione redatta nel 2012 sotto Mursi — congelata dopo l’insediamento del nuovo Esecutivo e ispirata dai Fratelli musulmani — ottenne infatti il 64 per cento di consensi, con una affluenza alle urne del 33 per cento.
[furono presi i santi in cielo, ed in terra furono lasciati i peccatori!]
i farisei anglo-americani non sbagliano mai si deve uccidere Gesù, infatti, le due uniche fiorenti comunità cristiane di Hiroshima e Nagasaki, furono selezionate scelte, per cancellare il cristianesimo giapponese, questo è il lavoro dei banchieri Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, nello uso del loro potere occulto. [ I cristiani nascosti di Imamura. Parlano i discendenti dei perseguitati in Giappone. 16 gennaio 2014 ]
Cristian Martini Grimaldi racconta la storia dei cristiani nascosti in Giappone. Nel 1587 a Imamura, un piccolo villaggio a un’ora di treno da Fukuoka, c’erano 7000 cristiani.
Il daimyō era solito invitare i missionari come Fransisco Baez sul territorio a convertire la popolazione. È solo in seguito alla rivolta di Shimabara del 1637 che il governo locale vincitore costrinse tutti a registrarsi presso il tempio buddista. Quindi seguirono le persecuzioni condotte anche attraverso le delazioni. Venivano affisse per le strade delle targhe di legno (visibili ancora oggi in diversi musei in tutto il Giappone) con su scritto la ricompensa in argento per ogni prete, missionario o cristiano nascosto denunciato alle autorità.
Il 26 febbraio del 1867, oltre duecento anni dopo l’inizio delle persecuzioni, quattro cattolici di Urakami (Nagasaki) — ma c’è chi dice fossero due catechisti — vennero qui e con grande stupore trovarono moltissimi cristiani nascosti. Dodici anni dopo, nel 1879, un missionario francese divenne il primo parroco di Imamura: dopo oltre due secoli un parroco ordinato tornava ad amministrare i sacramenti nel piccolo villaggio. La prima chiesa venne costruita in legno nel 1881, e trent’anni dopo, sopra questa, venne costruita nel 1913 l’attuale chiesa.
Il dramma delle espulsioni
· Negli Stati Uniti le famiglie di origine ispanica chiedono aiuto a Papa Francesco ·
15 gennaio 2014
Alcune organizzazioni di immigrati negli Stati Uniti, riunite a Los Angeles, hanno rivolto un appello a Papa Francesco per chiedere il suo aiuto affinché siano sospese le espulsioni degli immigrati considerati clandestini. Come riportato dalle agenzie di stampa in questi ultimi anni sono state circa due milioni le persone che sono state rimandate nei Paesi di origine.
Un record, conseguenza dell’applicazione delle leggi vigenti assai più rigide rispetto al passato. Le associazioni protestano perché il presidente Obama si era impegnato a far approvare in tempi rapidi la riforma del sistema migratorio (ancora in sospeso al Congresso) e ad autorizzare i rimpatri solo nel caso in cui gli immigrati clandestini si fossero resi responsabili di “reati criminali”. Invece secondo le associazioni solo il 14 per cento dei quasi cinquecentomila espulsi nel 2012 rientrerebbe in questa categoria.
Durante l’incontro a Los Angeles, alcuni bambini ispanici hanno letto e distribuito all’interno della cattedrale delle lettere indirizzate a Papa Francesco nelle quali hanno chiesto il suo intervento a favore delle famiglie costrette a separarsi a causa delle espulsioni. «Non voglio che rimandino in Messico il mio papà, ho paura di restare con i miei fratelli e di non avere da mangiare», ha scritto il piccolo Mario. «Tale azione — spiega Moreno — vuole richiamare l’attenzione della Chiesa cattolica, specificatamente del Santo Padre, affinché in qualche modo ci aiuti, con la sua voce potente a livello mondiale, a risolvere questo problema».
Oggi la Giornata del dialogo tra cattolici e ebrei. Al centro il comandamento “Non rubare, il signoraggio bancario ai popoli!”
come? non sei stato tu? ma, veramente, io non ti mai visto condannare, questo crimine di satanismo!
2014-01-16 Radio Vaticana. Si celebra oggi la 18.ma Giornata nazionale per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, sul comandamento “Non rubare”. Per l’occasione, la Pontificia Università Lateranense, alle 17.30, ospita un incontro promosso dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo della diocesi di Roma. Interverranno il rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, e l’economista Stefano Zamagni. Mons. Marco Gnavi, incaricato dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo, racconta il significato di questo appuntamento al microfono di Antonella Pilia: R. – Si tratta di approfondire i rapporti con il mondo ebraico, che per noi non sono estrinseci ma intrinseci al dna della nostra vita, perché Gesù era ebreo, ha pregato con le Scritture ebraiche dentro la tradizione ebraica; perché l’Alleanza mai revocata con il popolo del Primo Testamento ci spinge a guardare all’orizzonte escatologico, all’attesa del Regno, e lo facciamo insieme a loro su una terra piena di problemi, non ultimo quello dell’antisemitismo, che vogliamo affrontare e vincere insieme. Siamo spiritualmente parenti: Giovanni Paolo II nel 1986, visitando la Sinagoga, usò un’espressione originale chiamandoli “i nostri fratelli maggiori”. Dunque non possiamo prescindere dalla fraternità e dall’amore gli uni per gli altri che, pur nelle nostre vocazioni diverse, ci richiama tutti al bene comune dell’umanità e al contributo che possiamo dare in maniera originale, se possibile, insieme.
D. – Dal 2005 la riflessione verte sui 10 Comandamenti. Quest’anno si approfondirà l’ottavo Comandamento: “Non rubare” …
R. – Viviamo in un tempo fortemente economicista, segnato da un certo individualismo; siamo portatori – cristiani ed ebrei – di un senso della vita connesso al suo aspetto religioso, verticale, di rapporto con Dio, dal quale discende anche il dono dei beni e del Creato. “Non rubare” è un imperativo biblico che ci vede insieme difendere la dignità dell’uomo e anche proporre a questa nostra società una via diversa. Tra l’altro, è una società che conosce anche le derive del male per ciò che riguarda i beni e la spoliazione degli altri: rubare non è solo sottrarre, ma è anche immiserire la vita di chi ha diritto alla dignità, anche attraverso il bene del lavoro, i beni che lo sostengono.
D. – Perché è così importante riuscire a dialogare con i “fratelli maggiori” ebrei?
R. – E’ importante per comprendere il mondo ebraico e capire anche qualcosa di Gesù dall’interno del Primo Testamento, dell’Antico Testamento. E’ importante perché lì dove ebrei e cristiani difendono insieme la vita ne godono tutti. Dove la vita degli ebrei viene minacciata, invece, viene minacciata la vita di tutti. L’antisemitismo, l’antigiudaismo, i segni di odio che hanno seminato dolore fino alla Shoah, durante la Seconda guerra mondiale, sono un grande monito che chiede una risposta alta e quotidiana, quindi diffusa e larga, ma anche profonda per le sue motivazioni. E’ questo il senso, anche, di questi colloqui tra ebrei e cristiani.
D. – Per la prima volta la Giornata si svolgerà sotto il Pontificato di Papa Francesco, che ha anche annunciato il suo viaggio in Terra Santa. Qual è il personale apporto di Papa Francesco alla causa del dialogo tra ebrei e cristiani?
R. – Papa Francesco ha già ricevuto ufficialmente il rabbino capo Riccardo Di Segni e delegazioni internazionali; soprattutto, da arcivescovo di Buenos Aires, aveva un rapporto strettissimo con il rabbino Skorka, con il quale in tanti colloqui e in tanta amicizia e fraternità ha affrontato i temi del vivere, del dolore, della morte, della vita, i temi della spiritualità … Dunque direi che è connaturale a Papa Francesco uno sguardo di simpatia, di interesse, di amore per il popolo ebraico che, come dicevo, affonda le radici in un vissuto molto intenso.
Ultimo aggiornamento: 16 gennaio
Con l’amicizia di Papa Francesco
· Nuovo impulso al dialogo tra ebrei e cattolici ·
16 gennaio 2014
In occasione del 17 gennaio, giorno in cui la Chiesa in Italia, Polonia, Austria e Paesi Bassi celebra la Giornata dell’Ebraismo (in Svizzera questa giornata ha luogo la seconda domenica di quaresima) pare particolarmente opportuno riflettere sull’impegno di Papa Francesco a favore del dialogo ebraico-cattolico e sui suoi sviluppi negli ultimi tempi. Noteremo allora che l’interesse per questo dialogo dimostrato dal cardinale Jorge Mario Bergoglio nella sua città, Buenos Aires, prosegue linearmente a livello internazionale anche in Vaticano.
A livello istituzionale, il cardinale Bergoglio ha avuto contatti regolari con il Latin American Congress, con il cui segretario generale, Claudio Epelman, ha stretto negli anni una buona amicizia. Tanti sono stati gli incontri con rappresentanti ebraici e numerose anche le visite alle sinagoghe, dove ha tenuto prediche e ha partecipato a celebrazioni commemorative. Ricordiamo, per esempio, nel settembre 2007, la festa ebraica per il nuovo anno nella sinagoga B’nei Tikva o la celebrazione in commemorazione della Notte dei Cristalli organizzata insieme a rappresentanti del B’nei B’rith nella cattedrale di Buenos Aires nel novembre 2012. Il cardinale Bergoglio ha dimostrato grande solidarietà alla comunità ebraica di Buenos Aires quando una bomba fu fatta esplodere nel Centro della comunità nel 1994. Nell’undicesimo anniversario commemorativo di tale attentato, egli è stato tra i primi a firmare un documento che chiedeva giustizia per le vittime. In segno di sostegno e di incoraggiamento, il cardinale Bergoglio ha visitato nel 2010, insieme ai capi della comunità ebraica, il nuovo Centro ricostruito.
Il giorno successivo all’elezione al soglio pontificio del cardinale Jorge Mario Bergoglio, la comunità ebraica di Roma riceveva una sua lettera, in cui egli ribadiva la ferma intenzione di promuovere il dialogo con gli ebrei: «Spero vivamente di poter contribuire al progresso che le relazioni tra ebrei e cattolici hanno conosciuto a partire dal concilio Vaticano ii, in uno spirito di rinnovata collaborazione e al servizio di un mondo che possa essere sempre più in armonia con la volontà del Creatore». Così, fin dall’inizio, è stato chiaro che il nuovo Papa si sarebbe adoperato senza riserve per il dialogo ebraico-cattolico, per approfondire e intensificare i legami di amicizia già esistenti.
Norbert Hofmann
Segretario della Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo.
Bomb scare reignites Christian fear in northern Mali
Published: January 16, 2014
Congregants forced to meet in school; explosives found nearby
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The city of Gao was left badly damaged during the conflict between Malian forces and the Tuareg-led Islamist group last year.The city of Gao was left badly damaged during the conflict between Malian forces and the Tuareg-led Islamist group last year.
MINUSMA/Marco Dormino / Flickr / Creative Commons
Christians in a city in northern Mali, already forced to hold services in a school classroom because their church was looted and not ready to host meetings, had a bomb scare on Sunday (Jan. 12).
Military personnel patrolling the area in Gao on Sunday morning discovered explosives near the school. French army personnel were able to safely defuse the devices and authorities are now investigating, but the incident left church members shocked.
The pastor of the church, whose identity is being withheld to protect his security, told World Watch Monitor there is “insecurity in all aspects of life” at the moment, but that his congregation was refusing to panic.
“I cannot say for sure that the bomb was intended to hurt us Christians,” he said. “I only know that the location of the bomb was right next to our place of worship and also a route frequently used by the military.”
It is just over a year now since French troops ousted the Tuareg-led Islamist group, which had taken over northern Mali and declared independence, aiming to impose Islamic law on cities such as Gao.
On January 11 last year, French troops moved to regain control of the region after the Islamist militants had attempted to progress further south.
For nearly a year, the armed Islamist groups had ruled the region, banning the practice of other religions and desecrating and looting churches and other places of worship.
Thousands, including many Christians, fled the occupation and found refuge in the south of the country or in neighbouring countries such as Niger and Burkina Faso.
After the French helped the Malian forces to regain control of the region, the re-establishment of security took time and necessitated mass reconstruction, as many displaced people returned home.
A number of public buildings were destroyed during the conflict, including schools, health clinics, ancient monuments, hotels and restaurants.
The pastor of the church in Gao told World Watch Monitor that around 50 members of his congregation have returned home in recent months.
“We came back because we want to revive the testimony of Christ here in our hometown,” he said. “Despite the insecurity in all aspects of life, we want everyone to return here and together to work for our God who loves us so much.”
Mali fell from 7th to 33rd on the 2014 World Watch List, which ranks the 50 countries where practising Christianity is most fraught.
Following the French military intervention last year, “the threat of an Islamist takeover has been averted, at least temporarily”, reported this year’s World Watch List, which was compiled by Christian charity Open Doors International.
However, the list reports that the presence and infrastructure of Christianity in the north was largely destroyed, and that rebuilding a Christian presence will be difficult because many Christians who fled the north are afraid to return.
“Even though most Malian Christians (constituting less than 5% of the population) live in the south of the country, they feel threatened by Islamists in the north and fear of a new uprising remains,” reports the list.

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