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#Bin-Salman #Netanjahu ] mene techel peres. Burn Satana in Jesus’s name. amen alleluia, Drink your poison made by yourself [ anche la mail [email protected] è bloccata!

lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN
#Bin-Salman #Netanjahu ] mene techel peres. Burn Satana in Jesus’s name. amen alleluia, Drink your poison made by yourself

Bin-Salman ] che cosa da ieri io andavo pensando [ con il sistema attuale di potere e controllo: sia del satanismo SpA FMI BM NWO FED BCE, ecc.. ecc.. che anche: del regime massonico governo ombra, ecc.. ecc.. ] è indispensabile uscire dal Regno Terrestre come un martire cristiano, per poter essere degni di poter entrare nel Regno Celeste! … infatti è impossibile per chi oggi ha trovato benefici in Istituzioni di potere religioso e politico, è impossibile per loro di poter entrare in Paradiso! MA SE VOI VI METTETE SOTTO LA MIA AUTORITà E SOVRANITà REGALE DEL REGNO DI ISRAELE… questo Regno benché terrestre è comunque salvifico.. anzi come suddito del Regno di Israele tu hai la certezza di essere un suddito del regno di Dio!

Bin-Salman ] che cosa da ieri io andavo pensando [ questo Regno benché terrestre è comunque salvifico.. anzi come suddito del Regno di Israele tu hai la certezza di essere un suddito del regno di Dio! ] io non pongo condizioni alle religioni ed agli Stati, io non raccolgo tasse, io non prendo il controllo dell’Esercito.. dovete firmare la convenzione per aderire ai miei valori universali e naturali: la Metafisica laica, che per chi crede in Dio può essere anche teocratica: per questo Unius REI è detto il Re di Israele e la Fratellanza universale!
infatti io sono il fondatore del Regno di Israele e del terzo tempio ebraico ed io non caccio nessuno e non demolisco luoghi di culto!

Bin-Salman ] mi hanno detto che non ci sono giardinieri più bravi di Rothschild Morgan e Rochefeller: per i miei giardini del Tempio Ebraico [ nel mio terzo tempio ebraico? ed io non caccio nessuno!

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lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN 1 secondo fa
Perché non se ne parla? Solo perché l’hanno perpetrata i comunisti? tutti i delitti dei comunisti e loro DEMO PLUTO GIUDAICO MASSONE ROTHSCHILD! 100milioni di morti tutti innocenti! ] [ Perché non se ne parla? Solo perché l’hanno perpetrata i comunisti!!! Perché non se ne parla? Solo perché l’hanno perpetrata i comunisti? E sono anche in pochi a sapere degli altri 14 milioni di persone assassinate dal comunismo solo in Unione Sovietica, per non parlare delle altre vittime in un’orribile lista di esseri umani sterminati dal comunismo in tutto il mondo nel corso del XX secolo: 65 milioni nella Repubblica Popolare Cinese 1 milione in Vietnam 2 milioni in Corea del Nord 2 milioni in Cambogia 1 milione nei Paesi comunisti dell’Europa dell’Est 1,7 milioni in Africa 1,5 milioni in Afghanistan 150.000 in America Latina 10.000 come risultato delle azioni del movimento internazionale comunista e dei partiti comunisti non al potere. Questa somma terribile di 94,4 milioni di persone sterminate dai regimi comunisti è stimata dagli autori de “Il Libro Nero del Comunismo: Crimini, Terrore, Repressione”, un’opera collettiva di professori e ricercatori universitari europei guidati dal francese Stéphane Courtois. Dato che il libro è del 1997, ovviamente non abbraccia le morti avvenute da allora fino ad oggi nelle zone che hanno continuato ad essere soggette a quel regime e ai suoi metodi essenzialmente repressivi, come la Cina e la Corea del Nord, né ovviamente, in quelle che hanno fatto marcia indietro nel loro percorso democratico per riproporre questa aberrazione storica – come il Venezuela di Chávez e Maduro. In un’epoca in cui le farse di stampo socialista tornano a presentarsi al mondo come “liberatrici del popolo” (si veda ancora una volta il Venezuela, ma anche le modalità di “riaggiustamento della ricchezza” praticate dai Governi di ideologia socialista in Paesi come Cuba, l’Argentina e il Brasile), la verità sul comunismo viene in genere evitata in televisione e sui grandi quotidiani al servizio di questo progetto di potere – che non è esattamente un potere “del proletariato”, come predica sfacciatamente la sua propaganda (a questo proposito, è sempre utile ricordare il riassunto magistrale di George Orwell dell’“uguaglianza” realizzata dal comunismo: “Tutti sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri”). In questo contesto ideologico e di tergiversazione sui fatti che è una sua caratteristica peculiare, è quindi degno di lode che Papa Francesco abbia parlato chiaramente dell’Holomodor e di un altro genocidio ampiamente “dimenticato” dal mondo fino a poco tempo fa: quello perpetrato dalla Turchia ottomana contro l’Armenia cristiana nel 1915. https://it.aleteia.org/2017/12/01/papa-francesco-genocidio-ucraino-stalin-crimini-comunismo/2/

lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN 1 secondo fa
Perché non se ne parla? Solo perché l’hanno perpetrata i comunisti? tutti i delitti dei comunisti e loro DEMO PLUTO GIUDAICO MASSONE ROTHSCHILD! 100milioni di morti tutti innocenti! ] [ Perché non se ne parla? Solo perché l’hanno perpetrata i comunisti!!! Pur essendosi trattato dello sterminio sistematico di un popolo, nella cosiddetta “comunità internazionale” non esiste ancora un riconoscimento ampio e chiaro del genocidio ucraino. Alcune correnti ideologiche evitano il termine “genocidio”, sostenendo che l’Holodomor sarebbe stato una conseguenza di “problemi logistici” associati ai radicali cambiamenti economici dell’Unione Sovietica, ovvero un effetto collaterale di presunte buone intenzioni. È interessante osservare che, in modo ricorrente e ostinato, sono state elaborate teorie attenuanti e condiscendenze “tecniche” per mercanteggiare la verità sul comunismo, ma questa aberrazione storica non è stata altro che una mostruosità, odiosa e criminale quanto il nazismo. Parlando di nazismo, inoltre, praticamente tutti hanno sentito parlare dell’Olocausto, mentre molta meno gente conosce l’Holodomor. Non si tratta di paragonare gli orrori, ma di mettere in discussione il silenzio relativo sul secondo rispetto all’ampia divulgazione del primo, considerando che nessuno dei due episodi è più o meno grave dell’altro. C’è solo una relativizzazione morale dello sterminio umano nella mente di chi lo strumentalizza. È però un fatto che praticamente tutti coloro che hanno accesso ai mezzi di comunicazione hanno già sentito dire che Hitler ha fatto uccidere 6 milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti tra il 1933 e il 1945 (anche se si presta meno attenzione al fatto che questo sterminio sistematizzato si sia esteso anche a minoranze meno ricordate, come zingari, polacchi, prigionieri di guerra sovietici, disabili fisici e mentali, omosessuali, oltre a minoranze clamorosamente “dimenticate”, come le vittime cattoliche – San Massimiliano Kolbe e Santa Teresa Benedetta della Croce sono due esempi illustri tra molti altri quasi ignorati, e bastano per mettere in discussione la campagna di disinformazione orchestrata da chi accusa la Chiesa di essere stata complice di quella carneficina). Senza sminuire affatto la necessità imperiosa di riconoscere l’orrore a cui furono codardamente sottoposti il popolo ebraico e le altre minoranze perseguitate dal nazismo, bisogna osservare parallelamente che molta meno gente ha sentito dire che Stalin ha ucciso 6 milioni di ucraini, kazaki e altre minoranze sovietiche mediante l’imposizione della fame di massa. https://it.aleteia.org/2017/12/01/papa-francesco-genocidio-ucraino-stalin-crimini-comunismo/2/

lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN 1 secondo fa
io non riesco a fittare: “opificio industriale, 70129” perché CIA 666 UK, FED BCE FMI BM NWO, mi soffocano le mail!

lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN 1 secondo fa
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lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN 1 secondo fa
Bin-Salman Netanjahu ] chi mi libera dal blocco dei satanisti della CIA NSA? giovanni 18:58 18.12.2017 | Igor il russo? Perche· anche voi della redazione lo chiamate Igor il russo nel titolo principale dell· articolo ? Scrivete subito il suo vero nome e provenienza etnica . Non basta che tutta la prostituita informazione dei media europei a libro paga del regime anglosionista continui a diffondere notizie di apertura nei vari notiziari informativi sul criminale serbo ,chiamandolo IGOR IL RUSSO, per diffondere come sempre discredito e propaganda contro la Russia …… Per poi gettare fango e in maniera subliminale convincere la gente che sia veramente russo ,o almeno per i milioni di sprovveduti che seguendo le notizie dei media del regime sionista occidentale , non ci fanno caso a quale nazionalita· appartenga il noto criminale serbo ……Che effetto farebbe se invece di chiamarlo Igor il russo nei vari notiziari europei ,lo chiamassero IGOR L· EBREO-SIONISTA? Chissa· che pandemonio si creerebbe a livello internazionale ,con accuse di villipendio ,calunnie e incitamento all· odio razziale …..contro la COMUNITA EBRAICA INTERNAZIONALE! https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/201712185417419-igor-il-russo-vuole-tornare-in-italia/ aidenzio 19:40 18.12.2017 Se viene processato nel paese del ben godi, Igor il Serbo chiedera i danni allo Stato per gli 8 mesi di latitanza e i giudici glieli concederanno alfredo denzio Rispondi giovanni In risposta aidenzio( 18.12.2017 | 1 aidenzio, non hai tutti i torti a commentarlo , visto che in Italia le toghe sioniste si interessano solo della loro confraternita e del bene dell· associazione! A.Martino In risposta giovanni( 19.12.2017 | 1 giovanni, sì, in effetti questa storia di “Igor il russo” fa proprio schifo, diversi milioni di nostri concittadini lobotomizzati credono sicuramente alla nazionalità russa di questo delinquente. E poi sbraitano che qualcuno prende a testate queste sacre vestali della Verità.Ciao. giovanni In risposta A.Martino( 19.12.2017 | 1 A.Martino, e· proprio cosi· come entrambi commentiamo ! Colgo l· occasione per augurarti buone feste a te e ai tuoi cari .Ciao a risentirci ,alla prossima robfest 11:18 19.12.2017 Primo : ricordiamoci che non é assolutamente vero quello che tutti media vogliono fare credere e cioè che in Italia ci siano più delinquenti e reati che nel resto d’Europa, siamo anzi sotto la media. Secondo : non credo che Feher abbia chiesto di tornare in Italia, figuriamoci se abbia potuto fare una conferenza stampa dopo tre omicidi, sono stronzate scritte da falsi giornalisti. Terzo : un anno in più di carcere non avrebbe risolto un granchè per un delinquente come Feher. Quarto : soltanto un mese addietro un carabiniere ha massacrato la sua famiglia, in Italia, tre morti, la notizia di un solo giorno scomparsa nel nulla. im Yitzhak Kaduri’s Messiah In risposta giovanni( 19.12.2017 | giovanni, tutti i delitti dei comunisti e loro DEMO PLUTO GIUDAICO MASSONE ROTHSCHILD! 100milioni di morti tutti innocenti! ] [ Perché non se ne parla? Solo perché l’hanno perpetrata i comunisti!!! Papa Francesco ha ricordato i quasi 3,5 milioni di vittime della fame provocata deliberatamente nei campi dell’Ucraina per via delle politiche del dittatore comunista Joseph Stalin, dell’ex Unione Sovietica, tra il 1932 e il 1933 per “collettivizzare” fattorie, bestiame e terre agricole. L’episodio, oggi chiamato Holodomor, è stato quello di maggiori proporzioni ma non l’unico del suo genere: 1,5 milioni di persone in Kazakhstan e quasi un altro milione di abitanti del nord del Caucaso e delle regioni lungo i fiumi Don e Volga hanno subito un supplizio simile nella stesso periodo, sempre causato intenzionalmente dal Governo comunista. In un messaggio al popolo ucraino, Papa Francesco ha menzionato “la tragedia dell’Holodomor, la morte per fame provocata dal regime staliniano con milioni di vittime. Prego per l’Ucraina, perché la forza della fede possa contribuire a guarire le ferite del passato e promuovere oggi cammini di pace”. Il genocidio ucraino iniziò per via della resistenza di molti contadini del Paese alla collettivizzazione forzata, una delle basi del regime comunista per sopprimere la proprietà privata. I sovietici confiscarono massicciamente bestiame, terre e fattorie degli ucraini e imposero loro punizioni che andavano dai lavori forzati agli omicidi sommari, passando per brutali sfollamenti di intere comunità. it.aleteia.org/2017/12/01/papa-francesco-genocidio-ucraino-stalin-crimini-comunismo im Yitzhak Kaduri’s MessiahIn risposta aidenzio( 19.12.2017 | aidenzio, TALIA distrutta dal PD e dai suoi complici Bilderberg. che non esistarono a mandare il defoult l’Italia, per far cadere Berlusconi! Siamo ricattati dalle Banche e non siamo più un popolo sovrano! im Yitzhak Kaduri’s MessiahIn risposta A.Martino( 19.12.2017 | A.Martino, Salve, ( sorry, noi ti abbiamo messo in cul0 60 canali contemporaneamente, senza dichiararti il motivo! ) ok ma se io non ricevo in [email protected] le comunicazioni di quelli che mi rispondono in it.sutniknews, come faccio a sapere se in internet voi mi avete trasformato in uomo invibile? Abbiamo ricevuto il tuo ricorso contro la sospensione dell’account e ti risponderemo appena possibile. Cordiali saluti, Il team di YouTube YouTube Accounts 16 dic (3 giorni fa) a me Salve, Grazie per il ricorso sulla sospensione dell’account. Abbiamo deciso di mantenere sospeso l’account sulla base delle Norme della community e dei Termini di servizio. Per ulteriori informazioni, la invitiamo a visitare la pagina .. im Yitzhak Kaduri’s Messiah In risposta robfest( 19.12.2017 | robfest, questa mail [email protected] l’unica con canale youtube attivo, non trasmette nulla e non riceve nulla!

lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN 1 secondo fa
questa mail [email protected] l’unica con canale youtube attivo, non trasmette nulla e non riceve nulla!

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Salve, ( sorry, noi ti abbiamo messo in cul0 60 canali contemporaneamente, senza dichiararti il motivo! ) ok ma se io non ricevo in [email protected] le comunicazioni di quelli che mi rispondono in it.sutniknews, come faccio a sapere se in internet voi mi avete trasformato in uomo invibile? Abbiamo ricevuto il tuo ricorso contro la sospensione dell’account e ti risponderemo appena possibile. Cordiali saluti, Il team di YouTube YouTube Accounts 16 dic (3 giorni fa) a me Salve, Grazie per il ricorso sulla sospensione dell’account. Abbiamo deciso di mantenere sospeso l’account sulla base delle Norme della community e dei Termini di servizio. Per ulteriori informazioni, la invitiamo a visitare la pagina ..

Salve, ( sorry, noi ti abbiamo messo in cul0 60 canali contemporaneamente, senza dichiararti il motivo! ) ok ma se io non ricevo in [email protected] le comunicazioni di quelli che mi rispondono in it.sutniknews, come faccio a sapere se in internet voi mi avete trasformato in uomo invibile?
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Salve,
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im Yitzhak Kaduri’s Messiah In risposta aidenzio( 19.12.2017 | aidenzio, iTALIA distrutta dal PD e dai suoi complici Bilderberg. che non esistarono a mandare il defoult l’Italia, per far cadere Berlusconi! Siamo ricattati dalle Banche e non siamo più un popolo sovrano!

https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/201712185417419-igor-il-russo-vuole-tornare-in-italia/ Non solo. “Igor” (alias Norbert) era riuscito pure a ottenere uno sconto di pena per “buona condotta” che gli aveva ridotto la permanenza dietro le sbarre da 5 anni e 8 mesi a poco più di 4. Grazie al generoso sistema giudiziario italiano ed ai giudici garantisti, il serbo era ritornato libero.

Libero con in tasca l’abituale pezzo di carta o “foglio di via” che vale meno della carta straccia e che consente a migliaia di disperati, pregiudicati e clandestini provenienti da ogni parte del mondo di rimanere liberi in Italia e offrirsi come manovalanza per le bande criminali, quando di non mettersi in proprio.

Esattamente quello che aveva fatto Norbert Feher detto “Igor”: lui non aveva aperto una partita IVA ma si era messo in proprio conducendo razzie nelle zone di campagna della bassa emiliana.

Il serbo aveva continuato quindi senza problemi la sua attività di bandito, terrorizzando a lungo la bassa ferrarrese tra il 2015 e il 2017, attività che era culminata con gli assassinii a freddo di Davide Fabbri e Valerio Verri. Difficile adesso pensare che la giustizia spagnola voglia riconsegnare tale soggetto nelle mani della giustizia italiana che si dimostra incapace di mantenere i delinquenti in galera e che al contrario perseguita chi ha la ventura di difendersi. Quello di Igor (Alias Norbert) è solo un caso esemplare ma quanti saranno i criminali di importazione arrivati con l’ondata migratoria incontrollata? Neanche il ministro Minniti lo può sapere.

Immaginiamo cosa sarebbe accaduto se nella zona di Ferrara si fosse trovato un agricoltore o un commerciante che avesse sparato al serbo preventivamente per difendersi. Come minimo lo avrebbero incriminato per “eccesso di legittima difesa”, in quei casi la giustizia italiana si dimostra efficiente.

Le famiglie delle vittime spagnole del serbo adesso chiedono giustizia ed esigono che il delinquente sia processato in Spagna e che le autorità di quel paese respingano la richiesta di estradizione. “Igor il russo” vuole tornare in Italia: nel bel paese possibile una nuova scarcerazione

мa ancora un a volta l’Italia del governo a guida PD e dei giudici ipergarantisti (con i delinquenti) dimostra la sua insensatezza e la sua incompetenza.

Non si chiamava Igor, il latitante fuggitivo ricercato per mesi senza esito dalle forze dell’Ordine nel triangolo Ferrara, Bologna, Rovigo. Lui non è un russo, tanto meno un ex militare dell’Esercito di Putin, come i media volevano maliziosamente far credere.

Si tratta di un serbo, pregiudicato per vari reati, riparato in Italia, arrestato e lasciato dopo poco libero di scorazzare per il nostro paese come decine di migliaia di altri migranti indocumentati. Il fantomatico Igor si è preso gioco di oltre 1000 militari italiani che lo hanno braccato per quasi 3 mesi senza venire a capo di nulla. Ora il serbo — di origini ungheresi — Norbert Feher, che alla stampa igienica nazionale piace tanto chiamare “Igor il russo”, è stato finalmente catturato dalla polizia spagnola dopo un conflitto a fuoco a Saragozza in cui ha ucciso altre 3 persone.

Adesso l’Italia chiede la sua estradizione, ma ben difficilmente gli spagnoli lo rimetteranno nelle mani della giustizia italiana che lo aveva lasciato libero e senza controllo, il sistema giudiziario italiano non promette sufficienti garanzie. Risulta infatti che, nel 2010,, dopo tre anni di galera per furto, Feher venne portato nel Cie di Bari per essere espulso ma, come accaduto per tanti altri casi, alla fine delle procedure burocratiche lo lasciarono andare con il solo obbligo(teorico) di abbandonare il Paese. https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/201712185417419-igor-il-russo-vuole-tornare-in-italia/

07/09/2017 12:11:00 MYANMAR
Rakhine, Yangon: ‘Mosca e Pechino per bloccare la risoluzione Onu’

Negoziazioni in corso con i due membri permanenti del Consiglio di sicurezza. Il consulente per la sicurezza nazionale Thaung Tun: “La questione non andrà avanti”. Il governo respinge le accuse di pulizia etnica e denuncia “disinformazione”. I militanti Rohingya hanno dato alle fiamme 59 villaggi. Più di 26mila tribali in fuga dal Rakhine.

11/09/2017 09:01:00 MYANMAR
Rakhine, il governo respinge il cessate il fuoco offerto dai militanti Rohingya

Il portavoce della leader birmana Aung San Suu Kyi: “Non negoziamo con i terroristi”. L’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa) annuncia la tregua fino al 9 ottobre per fini umanitari. Esercito: uccisi finora quasi 400 militanti islamici. L’esodo di circa 300mila Rohingya verso il Bangladesh. Gli sfollati tra i gruppi etnici sono 30mila.

06/09/2017 15:29:00 MYANMAR
Rakhine, i gruppi etnici raccontano le violenze subite: ‘Impossibile la pace con i Rohingya’

Nella regione i tribali (buddisti e indù) sono un decimo dei musulmani. In 25mila sono sfollati nei campi allestiti dall’esercito. Le ripetute violenze compromettono la coesistenza pacifica. Diffuso un sentimento di paura per possibili infiltrazioni islamiste nel Paese. Mizzima: “L’Isis dietro gli attacchi alle postazioni dell’esercito birmano”. Il tentativo di sabotare il processo di pace di Aung San Suu Kyi. 07/09/2017 14:39:00 MYANMAR
Rakhine, Yangon: ‘Moscú y Beijing se disponen a bloquear la resolución de la ONU’

Negociaciones en curso con los dos miembros permanentes del Consejo de Seguridad. El consultor en materia de seguridad nacional Thaung Tun: “La cuestión no prosperará”. El gobierno rechaza las acusaciones sobre limpieza étnica y denuncia “desinformación”. Militantes Rohinyás incendiaron 59 pueblos. Más de 26.000 tribales huyen de Rakhine.

11/09/2017 11:17:00 MYANMAR
Rakhine, el gobierno rechaza el cese del fuego ofrecido por los militantes Rohinyás

El vocero de la líder birmana Aung San Suu Kyi dijo: “No negociamos con terroristas”. El Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA) anuncia una tregua hasta el 9 de octubre, para fines humanitarios. Ejército: hasta ahora fueron muertos casi 400 militantes islámicos. El éxodo de aproximadamente 300.000 Rohinyás rumbo al Bangladesh. Los desplazados de los grupos étnicos suman 30.000. Bin-Salman ] che cosa da ieri io andavo pensando [ con il sistema attuale di potere e controllo: sia del satanismo SpA FMI BM NWO FED BCE, ecc.. ecc.. che anche: del regime massonico governo ombra, ecc.. ecc.. ] è indispensabile uscire dal Regno Terrestre come un martire cristiano, per poter essere degni di poter entrare nel Regno Celeste! … infatti è impossibile per chi oggi ha trovato benefici in Istituzioni di potere religioso e politico, è impossibile per loro di poter entrare in Paradiso! MA SE VOI VI METTETE SOTTO LA MIA AUTORITà E SOVRANITà REGALE DEL REGNO DI ISRAELE… questo Regno benché terrestre è comunque salvifico.. anzi come suddito del Regno di Israele tu hai la certezza di essere un suddito del regno di Dio!

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Il premio Martin Ennals 2017 al difensore dei diritti umani egiziano Mohamed Zaree10 ottobre 2017In “Società”

27/09/2017 14:23:00 MYANMAR
El card. Bo sobre Rakhine: ‘Con la justicia, la paz es posible’

El cardenal defiende a Aung San Suu Kyi de las críticas y presiones de la comunidad internacional. Las propuestas de la Comisión de Kofi Annan fueron recibidas favorablemente. Continúan las investigaciones del gobierno en torno a la violencia perpetrada por los militantes islámicos del Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA).

26/09/2017 09:51:00 MYANMAR – ONU
El Myanmar en la Asamblea de la ONU: ‘No hay ninguna limpieza étnica o genocidio en Rakhine’

El embajador birmano: “La cuestión es extremadamente compleja”. Los Estados miembros y la comunidad internacional son exhortados a realizar un análisis “objetivo e imparcial”. El “factor miedo” y “la táctica de la tierra quemada” adoptada por los terroristas son las razones del éxodo Rohinyá. La prioridad del gobierno es resolver la emergencia humanitaria. Se han puesto en marcha programas de asistencia a los evacuados, en colaboración con la Cruz Roja.

15/11/2017 13:24:00 MYANMAR
Rakhine, militantes Rohinyás: ‘Somos miles y estamos bien armados’

En las filas del Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA) hay 5.000 guerrilleros. Sólo los jóvenes Rohinyás se someten al adiestramiento. El reclutamiento en los pueblos comenzó hace más de tres años. Las acciones del pasado mes de agosto fueron planificadas con meses de antelación. Los habitantes de los pueblos musulmanes también participaron de los hechos de violencia. Al menos 150 yihadistas han hallado refugio en 15 campos de refugiados situados en Cox’s Bazar, en Bangladesh.

26/09/2017 08:56:00 ONU – MYANMAR
Il Myanmar all’Assemblea dell’Onu: ‘Nessuna pulizia etnica o genocidio in Rakhine’

L’ambasciatore birmano: “La questione è estremamente complessa”. Stati membri e comunità internazionale esortati ad un’analisi “oggettiva ed imparziale”. Il “fattore paura” e “la tattica della terra bruciata” adottata dai terroristi sono le ragioni per l’esodo Rohingya. La priorità del governo è la risoluzione dell’emergenza umanitaria. Avviati programmi di assistenza agli sfollati in collaborazione con la Croce Rossa.

15/11/2017 11:40:00 MYANMAR
Rakhine, militante Rohingya: ‘Siamo in migliaia e ben armati’

Tra le fila dell’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa) 5mila guerriglieri. Solo i giovani Rohingya si sottopongono all’addestramento. Il reclutamento nei villaggi iniziato più di tre anni fa. Le azioni dello scorso agosto pianificate da mesi. Alle violenze hanno preso parte anche gli abitanti dei villaggi musulmani. Almeno 150 jihadisti hanno trovato rifugio nei 15 campi profughi di Cox’s Bazar, Bangladesh.

MYANMAR

Msf: uccisi 6,700 Rohingya. Buddista del Rakhine: ‘Un’indignazione di parte’

Il 69% morto per colpi di arma da fuoco, il 9% per incendi dolosi, il 5% per pestaggi a morte. Tra le vittime anche 730 bambini di età inferiore ai cinque anni. Secondo la Croce Rossa, sono 300mila i Rohingya rimasti in Myanmar. Giovane buddista nativo del Rakhine: “La crisi trattata dai media in modo fazioso”.

Naypyitaw (AsiaNews) – Almeno 6.700 Rohingya sono rimasti uccisi durante le violenze scoppiate lo scorso agosto nello Stato occidentale del Rakhine. È quanto dichiara l’organizzazione umanitaria internazionale Médecins sans frontières (Msf), sulla base di indagini condotte nei campi profughi allestiti in Bangladesh. Secondo l’ong, il numero delle vittime è molto più alto rispetto alla cifra ufficiale di 400 morti, la maggior parte dei quali “terroristi bengali” dell’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa), fornita in precedenza dal governo del Myanmar. Msf afferma che il dato costituisce “l’indicazione più chiara della diffusa violenza” delle autorità birmane, che ha costretto “oltre 647mila musulmani a fuggire” dal Rakhine. L’organizzazione ha rilevato che almeno 9mila Rohingya sono morti in Myanmar tra il 25 agosto e il 24 settembre. “Secondo le stime più prudenti” di Msf, almeno 6,700 di queste morti sono state causate da violenze. Il 69% di esse sarebbero avvenute per colpi di arma da fuoco, il 9% per incendi dolosi, il 5% per pestaggi a morte. Nel computo delle vittime rientrano anche 730 bambini di età inferiore ai cinque anni. Più del 59% di essi è stato ucciso dagli spari, il 15% morto nelle fiamme, il 7% percosso e il 2% vittima dell’esplosione di mine.

Dominik Stillhart, direttore delle operazioni al Comitato internazionale della Croce Rossa, unica organizzazione internazionale con ampio accesso in Rakhine, ha dichiarato ieri che al momento “in pratica nessun musulmano ha fatto ritorno a casa”. Secondo le stime dell’organismo internazionale, sono 300mila i Rohingya rimasti in Myanmar, mentre “circa 300 attraversano ancora il confine ogni giorno, soprattutto a causa della paura e dell’ansia per il futuro”. Stillhart ha anche dichiarato che “la zona non sembra molto militarizzata in questo momento e non vi sono indicazioni che le truppe o la polizia stia limitando i movimenti delle persone”.

Intervistato da AsiaNews, Hla Khine, giovane buddista nativo del Rakhine, afferma: “Il governo ha già avviato i programmi di ricostruzione dei villaggi distrutti dalle violenze. Tuttavia, noi dei gruppi etnici locali non vogliamo più vivere con i musulmani. Sono anni che subiamo le loro provocazioni e violenze, ma di questo nessuno ne parla”. Il ragazzo critica il modo in cui i media internazionali trattano la crisi umanitaria: “Ascoltano solo i racconti dei musulmani. Il problema è che il Myanmar è debole e non può contrastare la forza mediatica dei grandi mezzi d’informazione finanziati dai fondi arabi, che ovviamente sono di parte”.

Hla Khine nega che le recenti tensioni abbiano motivazioni di carattere religioso o economico. Egli dichiara: “Le radici del conflitto sono complesse, il problema non è la religione. In Myanmar vi sono milioni di islamici, che vivono in pace e non creano problemi. I musulmani del Rakhine vogliono però creare una regione islamica nelle nostre terre. Essi sfruttano la fragilità del confine con il Bangladesh [il fiume Naf, ndr], Paese di cui sono originari, per entrare ed uscire dal Rakhine e fare come vogliono. Inoltre, la loro popolazione cresce a dismisura e reclamano spazio. Anche l’insistenza con cui pretendono di esser chiamati ‘Rohingya’, anziché ‘Bengali’, è funzionale al raggiungimento dello scopo. Con il riconoscimento etnico, pensano di poter avere più leva per le loro rivendicazioni territoriali. Inoltre, la storia della negazione della cittadinanza da parte del nostro Stato è distorta. Sono loro che si rifiutano di inserire il termine ‘bengali’ nei documenti, cosa che invece i tanti cittadini di origine indiana hanno fatto tranquillamente. Al confine con la Thailandia vi sono nove campi profughi per gli sfollati dei conflitti tra le milizie etniche e l’esercito birmano. Vi si trovano migliaia di profughi Shan, Mon, Chin, Kachin, tutte etnie, loro sì, native del Myanmar. Anche a loro viene negata una carta d’identità, ma per loro il mondo non si indigna…”.

Il ragazzo condivide i timori di molti tra i gruppi etnici locali per un piano islamista nella regione: “Anzitutto, gli attacchi di agosto sono veri e propri ‘atti di terrorismo’. In secondo luogo, sono chiari i legami dell’Arsa con le organizzazioni internazionali del terrore. L’epicentro delle violenze [i villaggi di Maungdaw, Buthidaung e Rathedaung, ndr], sono una roccaforte musulmana nel Rakhine, noi locali siamo solo il 2-3%. Sono anni che i terroristi cercano reclute tra i giovani della zona. Quattro capi villaggio musulmani sono stati uccisi per aver denunciato il fatto alle autorità. Ci sono organizzazioni che li sostengono, che finanziano il loro ingresso nel Paese ed il ricollocamento nelle grandi città. Ad esempio, mi è stato riferito che sono disposti a pagare 1milione di kyat (625 euro circa) a persona per farsi portare a Yangon”.

Nel frattempo, Naypyitaw si impegna per l’attuazione delle direttive della Commissione consultiva sul Rakhine condotta da Kofi Annan, attraverso programmi di sviluppo economico. Inoltre, il Myanmar ha sottoscritto con il Bangladesh accordi per il progressivo rimpatrio dei profughi.

Dopo papa Francesco: il card. Bo tra gli sfollati Kachin

Ripresi in questi giorni gli scontri tra esercito birmano e ribelli. Oltre 120mila persone vivono in 167 campi profughi dal 2011. Nonostante le tensioni, continuano a trovare eco nel Paese le parole di pace di papa Francesco. Le iniziative dei leader cattolici per la riconciliazione.

15/12/2017

VATICANO-ASIA

Xenofobia e populismo. Il caso dell’Asia

Il simposio sul tema, voluto dal Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) e dal Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale. Nella crescente ostilità verso gli altri, considerati come nemici e stranieri, tracciare le piste per l’impegno delle Chiese. I “migranti” tema politico importante in Germania e nella Brexit del Regno Unito. Testimonianze dall’America latina e dall’Africa. Esperienze asiatiche affidate al direttore di AsiaNews.

di Bernardo Cervellera

14/12/2017

MYANMAR

Msf: uccisi 6,700 Rohingya. Buddista del Rakhine: ‘Un’indignazione di parte’

Il 69% morto per colpi di arma da fuoco, il 9% per incendi dolosi, il 5% per pestaggi a morte. Tra le vittime anche 730 bambini di età inferiore ai cinque anni. Secondo la Croce Rossa, sono 300mila i Rohingya rimasti in Myanmar. Giovane buddista nativo del Rakhine: “La crisi trattata dai media in modo fazioso”.

13/12/2017

HONG KONG

Natale, lettera da Hong Kong

“La gioia del Natale, la gioia della vita, non viene dalle cose materiali, ma dalla semplicità e dal dono di noi stessi agli altri”. I pensieri e i ricordi di un sacerdote del Pime, che ha vissuto la missione tra Italia, Hong Kong e Cina. La realtà dei laici che consacrano la loro vita all’evangelizzazione seguendo l’esempio di Felice Tantardini.

di Mario Marazzi

11/12/2017

BANGLADESH – USA

L’ira dei musulmani bengalesi per Gerusalemme capitale

Gli imam contrari alla decisione di Trump di spostare l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme. Una protesta per le strade di Dhaka. Leader musulmani: “Trump distrugge la pace mondiale”.

di Sumon Corraya

07/12/2017

MYANMAR

Naypyitaw, no alla fondazione del partito ultranazionalista buddista

La richiesta presentata dall’ “Associazione per la protezione della razza e della religione”, nota come Ma Ba Tha. Il movimento, già messo al bando, accusa il governo civile di non proteggere il buddismo e sostiene i militari. Nelle roccaforti del gruppo si verificano i più gravi episodi di intolleranza religiosa. Ma Ba Tha dichiara 10 milioni di membri in quasi 300 comuni del Myanmar.

06/12/2017

VATICANO

Papa: in Myanmar e Bangladesh ho incoraggiato dialogo e testimonianza

Ripercorrendo le tappe del viaggio concluso nei giorni scorsi, Francesco ricorda che in Myanmar ha auspicato “che tutte le diverse componenti della nazione, nessuna esclusa, possano cooperare” e in Bangladesh solidarietà per l’aiuto ai Rohingya e “l’esigenza” che “sia sempre tutelata la libertà religiosa”.

06/12/2017

ONU-MYANMAR

Rohingya, Onu: l’esercito birmano colpevole di ‘probabili crimini contro l’umanità’

L’accusa per le operazioni dell’ottobre 2016 e dello scorso agosto. “Rapporti credibili” su attacchi diffusi, sistematici e brutali nel Rakhine. La risoluzione richiesta da Bangladesh ed Arabia Saudita approvata on 33 voti favorevoli, Pechino contraria. Governo ed esercito birmano respingono le accuse.

05/12/2017

MYANMAR-THAILANDIA

In cinque mesi, oltre 155mila lavoratori birmani irregolari tornati dalla Thailandia

L’esodo causato dalla paura per una nuova legge sul lavoro del governo di Bangkok. Multe tra i 1000 e i 2mila euro per tutti gli stranieri senza regolare permesso e pene fino a cinque anni di carcere. L’afflusso ha sovraccaricato le agenzie sociali ed il valico di frontiera tra Myanmar e Thailandia. I migranti di ritorno vittime di estorsione da parte delle forze di sicurezza thai. In Thailandia presenti circa 4-5 milioni di lavoratori migranti e 1 milione di illegali.

04/12/2017

VATICANO-MYANMAR-BANGLADESH

Non solo Rohingya: il messaggio di papa Francesco a Myanmar e Bangladesh

L’informazione troppo concentrata sul “dire/non dire” la parola Rohingya. Il papa evita il tribunale mediatico o la condanna, ma traccia piste costruttive di speranza. Una cittadinanza a parte intera per le decine di etnie e uno sviluppo basato sulla dignità umana. L’unità fra i giovani e le diverse etnie, ammirata da buddisti e musulmani.

di Bernardo Cervellera

03/12/2017

VATICANO

Papa: ‘Essere attenti e vigilanti’ per non essere ‘smarriti nei nostri peccati’

Oggi inizia l’Avvento, “tempo che ci è dato per accogliere il Signore che ci viene incontro, per verificare il nostro desiderio di Dio, per guardare avanti e prepararci al ritorno di Cristo”. “Gesù ci esorta a fare attenzione e a vegliare, per essere pronti ad accoglierlo nel momento del suo ritorno”.

03/12/2017

VATICANO

Papa: con la Cina ‘si deve andare passo dopo passo con delicatezza, lentamente’

L’incontro con i giornalisti durante il volo di ritorno dal Bangladesh. In Mtanmar nominare i Rohingya “sarebbe stato come sbattere la porta in faccia ai miei interlocutori. Ma ho descritto la situazione, ho parlato dei diritti delle minoranze, per permettermi poi nei colloqui privati di andare oltre”. Un viaggio in India “spero di poterlo fare nel 2018, se vivo”.

02/12/2017

BANGLADESH-VATICANO

Rohingya dal papa: Papa Francesco mi ha mostrato compassione (video)

Al termine dell’incontro con rappresentanti delle religioni a Dhaka, papa Francesco ha incontato alcuni profughi Rohingya. Per la prima volta nel suo viaggio, Francesco ha usato la parola “Rohingya”. Egli ha chiesto perdono per l’indifferenza di tutto mondo nei loro riguardi. AsiaNews ha intervistato alcuni di loro. “È un uomo di pace. Spero che Allah ascolti le sue preghiere”.

di Sumon Corraya

01/12/2017

BANGLADESH – VATICANO

Papa in Bangladesh: la diversità tra religioni sia fonte di arricchimento e crescita

Il saluto con un gruppo di profughi Rohingya al termine di un incontro interreligioso ed ecumenico per la pace con cinque rappresentanti di comunità religiose. E’ “confortante” che “i credenti e le persone di buona volontà si sentano sempre più chiamati a cooperare alla formazione di una cultura dell’incontro, del dialogo e della collaborazione al servizio della famiglia umana. Ciò richiede più che una mera tolleranza. Ci stimola a tendere la mano all’altro in atteggiamento di reciproca fiducia e comprensione”.

Madhya Pradesh, ‘false le accuse di conversioni forzate’ per i canti di Natale

Parla il rettore del St. Ephrem’s Theological College di Satna. Il sacerdote ricostruisce l’aggressione a 30 seminaristi e due sacerdoti, tenuti in ostaggio da giovani militanti indù per diverse ore. L’uomo che accusava un prete di avergli dato dei soldi per spingerlo ad abbracciare il cristianesimo avrebbe ritrattato.

di Joseph Ottapurackal*

18/12/2017 – INDONESIA

Jakarta, ‘no’ dei cristiani all’evento natalizio del governatore islamista

di Mathias Hariyadi

Inopportuna la scelta del parco monumentale simbolo della lotta per l’indipendenza Indonesiana. Criticato il tentativo di “trarre benefici politici” sfruttando la festa religiosa.

18/12/2017 – ISRAELE-PALESTINA

Chiese di Terra Santa: Natale, Gerusalemme è un ‘dono sacro’ per tutto il mondo

Preservare lo status quo fino a un giusto accordo di pace fra Israele e Palestina. A Betlemme, gli angeli hanno annunciato l’alba del “nuovo giorno” e dell’economia “divina”: la provvidenza di Dio. Portare “avanti gioia, speranza e pace in un mondo distrutto da violenza, ingiustizia e avarizia”.

18/12/2017 – PAKISTAN

Quetta, pastore della chiesa metodista: I fedeli imploravano la misericordia di Dio (Video)

di Kamran Chaudhry

Il racconto dell’attentato alla Bethel Memorial Methodist Church nelle parole del rev. Simon Bashir. Prima gli spari nel compound, poi “le persone colpite alla testa che si accasciavano sui banchi”. Il figlio di Salman Taseer: “Cliniche della morte sostenute da estremisti interni e finanziate con la riscossione delle tasse dalle stesse vittime”.

18/12/2017 – FILIPPINE

Con la ‘Messa del Gallo’, i cattolici si preparano alle celebrazioni del Natale

di Santosh Digal

Il gesto risale al XVII secolo e coinvolge anche le comunità all’estero. Durante la novena, i filippini pregano per le loro famiglie, la pace nel Paese e nel mondo. Il card. Tagle chiede la fine dei battibecchi e delle discriminazioni nei confronti di culture e credenze diverse. Disoccupazione, droga e violazione dei diritti umani: sono alcuni dei più gravi problemi sociali nel Paese.

18/12/2017 – VATICANO

Papa: ‘il grande Giuseppe’ che ‘credette e obbedì’ e così aiutò il piano di Dio

Dio gli disse “’Alzati! – prendi Maria, portala a casa tua. Fatti carico della situazione: prendi in mano questa situazione, e vai avanti’. Giuseppe non è andato dagli amici a confortarsi, non è andato dallo psichiatra perché interpretasse il sogno… no: credette. E’ andato avanti”. Il Signore aveva bisogno di lui per portare avanti “il mistero della ri-conduzione del popolo verso la nuova Creazione”.

18/12/2017 – SRI LANKA

Colombo, i canti per il ‘vero significato’ del Natale contro il materialismo

di Melani Manel Perera

Ricordare l’incarnazione di Gesù. La richiesta di non applaudire, ma riflettere. “Le persone corrono a fare spese, tutti noi ci affidiamo alle cose terrene mentre ci prepariamo al Natale”, ma l’Avvento ci invita “a raddrizzare il nostro cammino”.

18/12/2017 – CINA

Hua Yong augura buon compleanno alla figlia prima di essere arrestato dalla polizia (Video)

di Hua Yong

L’artista e attivista per i diritti umani è stato preso dalle forze dell’ordine lo scorso 15 dicembre sera per aver pubblicato sui social alcuni video sulle demolizioni e le espulsioni di lavoratori migranti dalle periferie di Pechino. “Sono pronto anche ad essere martirizzato, non mi importa…perché vale pena per i nostri figli e per la libertà di parola”.

18/12/2017 – PAKISTAN

Quetta: sotto controllo i luoghi di culto dopo l’attentato alla chiesa metodista (Video)

di Shafique Khokhar

Ieri l’assalto alla Bethel Memorial Methodist Church costato la vita a nove fedeli che assistevano al servizio liturgico. Lo Stato islamico rivendica l’attentato. Attivisti cristiani e musulmani condannano la violenza e l’estremismo religioso.

18/12/2017 – CINA-VATICANO

Shanghai, riapre la cattedrale di sant’Ignazio. Assente mons. Ma Daqin (Video)

di Li Yuan

Era stata chiusa al culto per due anni per restauro. La messa della dedicazione è stata presieduta dal decano della diocesi e concelebrata da 50 sacerdoti. Diversi fedeli speravano che mons. Ma Daqin avrebbe ripreso il suo ministero episcopale. Ma egli è ancora agli arresti domiciliari a Sheshan.

18/12/2017 – TURCHIA – ISRAELE – PALESTINA

Erdogan sfida Trump: un’ambasciata turca a Gerusalemme est, capitale palestinese

Il leader turco ha sottolineato che la città santa è “sotto occupazione” israeliana. Tuttavia, si avvicina “il giorno” in cui sarà possibile “aprire una ambasciata” presso lo Stato della Palestina. La mossa del presidente Usa frutto di una ideologia “sionista ed evangelista”. Oggi al Consiglio di sicurezza Onu si vota una risoluzione sulle modifiche allo status di Gerusalemme.

E’ in assoluto la migliore pubblicità di Natale dell’anno. Mollate tutto e guardatela!

La suora che trovò morto Papa Luciani: vi racconto la verità sul suo ultimo giorno

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Sono musulmana e vi chiedo di non cancellare il Natale

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