chi mi libera dal blocco dei satanisti della CIA NSA

#Bin-Salman #Netanjahu ] chi mi libera dal blocco dei satanisti della CIA NSA? io non riesco a fittare: “opificio industriale, 70129” perché CIA 666 UK, FED BCE FMI BM NWO, mi soffocano le mail!
giovanni 18:58 18.12.2017 |
Igor il russo? Perche· anche voi della redazione lo chiamate Igor il russo nel titolo principale dell· articolo ? Scrivete subito il suo vero nome e provenienza etnica . Non basta che tutta la prostituita informazione dei media europei a libro paga del regime anglosionista continui a diffondere notizie di apertura nei vari notiziari informativi sul criminale serbo ,chiamandolo IGOR IL RUSSO, per diffondere come sempre discredito e propaganda contro la Russia …… Per poi gettare fango e in maniera subliminale convincere la gente che sia veramente russo ,o almeno per i milioni di sprovveduti che seguendo le notizie dei media del regime sionista occidentale , non ci fanno caso a quale nazionalita· appartenga il noto criminale serbo ……Che effetto farebbe se invece di chiamarlo Igor il russo nei vari notiziari europei ,lo chiamassero IGOR L· EBREO-SIONISTA? Chissa· che pandemonio si creerebbe a livello internazionale ,con accuse di villipendio ,calunnie e incitamento all· odio razziale …..contro la COMUNITA EBRAICA INTERNAZIONALE!

https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/201712185417419-igor-il-russo-vuole-tornare-in-italia/
aidenzio
19:40 18.12.2017
Se viene processato nel paese del ben godi, Igor il Serbo chiedera i danni allo Stato per gli 8 mesi di latitanza e i giudici glieli concederanno
alfredo denzio

giovanni In risposta aidenzio( 18.12.2017 | 1
aidenzio, non hai tutti i torti a commentarlo , visto che in Italia le toghe sioniste si interessano solo della loro confraternita e del bene dell· associazione!

A.Martino In risposta giovanni( 19.12.2017 | 1
giovanni, sì, in effetti questa storia di “Igor il russo” fa proprio schifo, diversi milioni di nostri concittadini lobotomizzati credono sicuramente alla nazionalità russa di questo delinquente.
E poi sbraitano che qualcuno prende a testate queste sacre vestali della Verità.Ciao.

giovanni In risposta A.Martino( 19.12.2017 | 1
A.Martino, e· proprio cosi· come entrambi commentiamo ! Colgo l· occasione per augurarti buone feste a te e ai tuoi cari .Ciao a risentirci ,alla prossima

robfest
11:18 19.12.2017
Primo : ricordiamoci che non é assolutamente vero quello che tutti media vogliono fare credere e cioè che in Italia ci siano più delinquenti e reati che nel resto d’Europa, siamo anzi sotto la media. Secondo : non credo che Feher abbia chiesto di tornare in Italia, figuriamoci se abbia potuto fare una conferenza stampa dopo tre omicidi, sono stronzate scritte da falsi giornalisti. Terzo : un anno in più di carcere non avrebbe risolto un granchè per un delinquente come Feher. Quarto : soltanto un mese addietro un carabiniere ha massacrato la sua famiglia, in Italia, tre morti, la notizia di un solo giorno scomparsa nel nulla.

im Yitzhak Kaduri’s Messiah In risposta giovanni( 19.12.2017 |
giovanni, tutti i delitti dei comunisti e loro DEMO PLUTO GIUDAICO MASSONE ROTHSCHILD! 100milioni di morti tutti innocenti! ] [ Perché non se ne parla? Solo perché l’hanno perpetrata i comunisti!!!
Papa Francesco ha ricordato i quasi 3,5 milioni di vittime della fame provocata deliberatamente nei campi dell’Ucraina per via delle politiche del dittatore comunista Joseph Stalin, dell’ex Unione Sovietica, tra il 1932 e il 1933 per “collettivizzare” fattorie, bestiame e terre agricole.
L’episodio, oggi chiamato Holodomor, è stato quello di maggiori proporzioni ma non l’unico del suo genere: 1,5 milioni di persone in Kazakhstan e quasi un altro milione di abitanti del nord del Caucaso e delle regioni lungo i fiumi Don e Volga hanno subito un supplizio simile nella stesso periodo, sempre causato intenzionalmente dal Governo comunista.

In un messaggio al popolo ucraino, Papa Francesco ha menzionato “la tragedia dell’Holodomor, la morte per fame provocata dal regime staliniano con milioni di vittime. Prego per l’Ucraina, perché la forza della fede possa contribuire a guarire le ferite del passato e promuovere oggi cammini di pace”.
Il genocidio ucraino iniziò per via della resistenza di molti contadini del Paese alla collettivizzazione forzata, una delle basi del regime comunista per sopprimere la proprietà privata. I sovietici confiscarono massicciamente bestiame, terre e fattorie degli ucraini e imposero loro punizioni che andavano dai lavori forzati agli omicidi sommari, passando per brutali sfollamenti di intere comunità. it.aleteia.org/2017/12/01/papa-francesco-genocidio-ucraino-stalin-crimini-comunismo

im Yitzhak Kaduri’s MessiahIn risposta aidenzio( 19.12.2017 |
aidenzio, TALIA distrutta dal PD e dai suoi complici Bilderberg. che non esistarono a mandare il defoult l’Italia, per far cadere Berlusconi! Siamo ricattati dalle Banche e non siamo più un popolo sovrano!

im Yitzhak Kaduri’s MessiahIn risposta A.Martino( 19.12.2017 |
A.Martino, Salve, ( sorry, noi ti abbiamo messo in cul0 60 canali contemporaneamente, senza dichiararti il motivo! ) ok ma se io non ricevo in [email protected] le comunicazioni di quelli che mi rispondono in it.sutniknews, come faccio a sapere se in internet voi mi avete trasformato in uomo invibile?
Abbiamo ricevuto il tuo ricorso contro la sospensione dell’account e ti risponderemo appena possibile.
Cordiali saluti,
Il team di YouTube
YouTube Accounts
16 dic
mene techel peres. Burn Satana in Jesus’s name. amen alleluia, Drink your poison made by yourself

a me
Salve,
Grazie per il ricorso sulla sospensione dell’account. Abbiamo deciso di mantenere sospeso l’account sulla base delle Norme della community e dei Termini di servizio. Per ulteriori informazioni, la invitiamo a visitare la pagina ..

im Yitzhak Kaduri’s Messiah In risposta robfest( 19.12.2017 |
robfest, questa mail [email protected] l’unica con canale youtube attivo, non trasmette nulla e non riceve nulla!

[08:35, 14/12/2017]: Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore. San Giovanni della Croce oggi venerato
[07:17, 15/12/2017]: Camminate coi piedi per terra e col cuore abitante in cielo! San Giovanni Bosco
[06:20, 16/12/2017]: Rialzati! Per te Dio si è fatto uomo. Sant’AGOSTINO.
[11:11, 17/12/2017]: A Natale l’Onnipotente si fa bambino e il suo modo di essere Dio ci mette in crisi. Il suo bussare alle nostre porte ci interpella. B. XVI
[08:44, 18/12/2017]: Se togliamo Gesù cosa resta del Natale? Papa Francesco
[12:52, 18/12/2017] : Nulla è impossibile per chi crede in Dio
Ed ogni giorno dobbiamo imparare a mettere passi di fede
Dove non c’è amore metti amore e troverai amore. San Giovanni della Croce

#Bin-Salman ] mi hanno detto che non ci sono giardinieri più bravi di Rothschild Morgan e Rochefeller: per i miei giardini del Tempio Ebraico [ nel mio terzo tempio ebraico? ed io non caccio nessuno!

Gb: primo vescovo donna a Londra. E’ la terza diocesi per prestigio nella Chiesa anglicana.. un politico universale come me non ha considerazioni religiose da fare! Ma se nega la rivelazione Biblica per concedere assurdità agli omosessuali ( in opposizione all’insegnamento biblico ) questo progetto di episcopato femminile si squalifica da solo!
lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN

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Liberate i difensori dei diritti umani in Turchia, Liberate i difensori dei diritti umani da Erdogan il BOIA e genocidio degli ARMENI!

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Liberate i difensori dei diritti umani in Turchia, Liberate i difensori dei diritti umani da Erdogan il BOIA e genocidio degli ARMENI!
Alcune delle accuse rivolte contro Idil Eser si basano su documenti e comunicazioni pubbliche precedenti alla assunzione come direttrice di Amnesty International Turchia.

Nei prossimi giorni gli attivisti e le attiviste di Amnesty International di oltre 25 paesi organizzeranno oltre 200 eventi e feste per celebrare il compleanno di Idil Eser.

“Quando a venire arrestati sono i difensori dei diritti umani, il messaggio è chiaro: il dissenso non sarà tollerato. Ma il coraggio di Idil Eser e dei suoi colleghi e il sostegno che stanno ricevendo da ogni parte del mondo stanno trasmettendo un messaggio ancora più chiaro: le voci critiche non saranno zittite”, ha commentato Dalhuisen.

“Le autorità turche devono rilasciare immediatamente e senza condizioni i difensori dei diritti umani e porre fine alla brutale repressione successiva al colpo di stato che sta devastando il paese”, ha concluso Dalhuisen.
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Cosa c’è di tanto offensivo in un Bambino che nasce povero? Che è riconosciuto da gente povera? Buona Natività di Gesù! ❤ 🙂
[08:37, 19/12/2017] : ci opponiamo al suicidio, nichilismo e frammentazione della identità europea e del suo patrimonio culturale e laico perché il cristianesimo come deposito culturale e storico e antropologico è anche questa ricchezza della sacralità della persona, della pluralità dei diritti umani, oggi tutti negati dal fondamentalismo islamico della LEGA ARABA, attuato attraverso la shariah che non riconosce pari dignità a nessu’altra alterità in tutto il pianeta! Come ONU può tacere di fronte alla violazione di tutti i Diritti Umani nella LEGA ARABA questa è parte di un più ampio e inglobante Mistero della Iniquità!
https://web.whatsapp.com/856a5620-e87a-4ae6-9ccc-e416e10d1210
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im Yitzhak Kaduri’s MessiahIn risposta msan.mr( 19.12.2017 |
msan.mr,
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Antonio Curci 13 ottobre 2017 Commenti disabilitati su Liberate i difensori dei diritti umani in Turchia
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Liberate i difensori dei diritti umani in Turchia, Liberate i difensori dei diritti umani da Erdogan il BOIA e genocidio degli ARMENI!
Antonio Curci 13 ottobre 2017 Commenti disabilitati su Liberate i difensori dei diritti umani in Turchia
Liberate i difensori dei diritti umani in Turchia

Celebrità del cinema e della musica hanno aggiunto la loro voce alla richiesta globale del rilascio immediato e incondizionato di un gruppo di importanti difensori dei diritti umani, in carcere da 100 giorni in Turchia.

Oltre 20 artisti e celebrità – tra cui Zoë Kravitz, Ben Stiller, Mark Ruffalo, Whoopi Goldberg e Zach Galifianakis – hanno sottoscritto una lettera di Amnesty International Usa all’ambasciatore turco, aggiungendosi a coloro che – come Annie Lennox, Bono, Peter Gabriel, Juliette Binoche, Jane Birkin, Angélique Kidjo e Patrick Stewart – già avevano chiesto il rilascio dei detenuti, tra i quali Idil Eser e Taner Kiliç, rispettivamente direttrice e presidente di Amnesty International Turchia.

I “10 di Istanbul”, tra cui Idil Eser, sono stati arrestati il 5 luglio, Taner Kiliç un mese prima. Il 4 ottobre un pubblico ministero ha chiesto fino a 15 anni di carcere sulla base di pretestuose e assurde accuse di terrorismo.

“Cento giorni fa i nostri colleghi sono finiti in carcere per aver difeso i diritti umani. Ogni giorno in più in cella mostra ulteriormente la lunga gittata della repressione successiva al tentato colpo di stato e le profonde manchevolezze del sistema giudiziario turco”, ha dichiarato John Dalhuisen, direttore per l’Europa di Amnesty International.

“La richiesta del pubblico ministero è una miscela velenosa di insinuazioni e falsità che non resterebbero in piedi di fronte alla minima contestazione e reitera ridicole e contraddittorie prove che non troverebbero spazio in qualsiasi tribunale che volesse rispettare il proprio ruolo”, ha aggiunto Dalhuisen.

Tre mesi dopo l’arresto, non è affatto sorprendente che dalle indagini non sia emersa alcuna prova concreta a sostegno delle fantasiose accuse del pubblico ministero. Né è stato dimostrato come il seminario di formazione presuntamente segreto svolto sull’isola di Buyukada avesse in alcun modo a che fare col terrorismo.

I difensori dei diritti umani sono accusati di aver fornito assistenza a una serie di “organizzazioni armate terroristiche” aventi ideologie diametralmente opposte e rischiano una pena massima di 15 anni. Le accuse insinuano che normali attività in favore dei diritti umani – come la richiesta di cessare la vendita di gas lacrimogeni, candidarsi a un bando o chiedere il rilascio di insegnanti in sciopero della fame – siano state svolte in favore di organizzazioni terroristiche. http://www.ilmessaggeroitaliano.it/news/liberate-difensori-dei-diritti-umani-turchia/
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Bari, presentazione del libro di don Nicola Bux “Tra cielo e terra. La mistica della liturgia orientali”
Antonio Calisi 13 dicembre 2017 Commenti disabilitati su Bari, presentazione del libro di don Nicola Bux “Tra cielo e terra. La mistica della liturgia orientali”
Bari, presentazione del libro di don Nicola Bux “Tra cielo e terra. La mistica della liturgia orientali”

A Bari, venerdì 15 dicembre alle ore 17,30 presso l’aula magna dell’Istituto di teologia ecumenica in piazza a Bisanzio e Rainaldo, 15 (adiacente alla cattedrale) tavola rotonda dal titolo “Cosa imparare dalla messa degli orientali” sull’ultima pubblicazione del libro di don Nicola Bux “Tra cielo e terra. La mistica della liturgia orientali”. Interverranno i professori Antonio Calisi, padre Ciro Caposto OP e Michele Loconsole.

“In tante aree geografiche, le chiese cattoliche orientali e latina esistono, da secoli, una accanto all’altra. Il fenomeno migratorio ha portato alla costituzione di nuove unità amministrative per gli orientali cattolici nei territori finora considerati “occidentali”. Tutti questi fattori portano con sé la necessità di una migliore conoscenza reciproca.

Tale conoscenza fu richiesta già dal Vaticano II nel desiderio che tutti coloro che “Per ragione o di ufficio o di ministero apostolico anno frequente relazione con le chiese orientali o con i loro fedeli, secondo l’importanza dell’ufficio che occupano siano accuratamente istruiti nella conoscenza e nella pratica dei riti, della disciplina, della dottrina, della storia delle caratteristiche degli orientali” (Orientalium Ecclesiarum, 6).

Il libro di Nicola Bux si pone dunque come un prezioso contributo all’adempimento di questo desiderio conciliare e come un valido strumento per tutti coloro che desiderano conoscere la liturgia della Chiesa cattolica in entrambe le sue espressioni, sia aprendo un orizzonte alle radici comuni liturgiche, sia addentrandosi più profondamente in quella liturgia mistica che caratterizza l’oriente cristiano”. (dalla prefazione di Cyril Vasil’sj)

Nicola Bux, sacerdote e docente della diocesi di Bari, per studi teologici ed orientalisti, gerosolomitano per quelli sulle liturgie cristiane, ha dedicato vari libri alla liturgia, all’ecclesiologia e all’ecumenismo tradotti in molte lingue. Già consultore in Vaticano nelle Congregazioni per la Dottrina della Fede, per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, nell’Ufficio delle Celebrazioni Pontificie, lo è tutt’ora in quella per le Cause dei Santi. Tra le più recenti pubblicazioni: La Riforma di Benedetto XVI; Come andare a messa e non perdere la fede; Gesù il Salvatore. Luoghi e tempi della sua venuta nella storia; Con i sacramenti non si scherz
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dove a Satana spuntano le corna!
18/12/2017 – INDIA
Madhya Pradesh, ‘false le accuse di conversioni forzate’ per i canti di Natale

Parla il rettore del St. Ephrem’s Theological College di Satna. Il sacerdote ricostruisce l’aggressione a 30 seminaristi e due sacerdoti, tenuti in ostaggio da giovani militanti indù per diverse ore. L’uomo che accusava un prete di avergli dato dei soldi per spingerlo ad abbracciare il cristianesimo avrebbe ritrattato.

di Joseph Ottapurackal*

18/12/2017 – INDONESIA
Jakarta, ‘no’ dei cristiani all’evento natalizio del governatore islamista
di Mathias Hariyadi

Inopportuna la scelta del parco monumentale simbolo della lotta per l’indipendenza Indonesiana. Criticato il tentativo di “trarre benefici politici” sfruttando la festa religiosa.

18/12/2017 – ISRAELE-PALESTINA
Chiese di Terra Santa: Natale, Gerusalemme è un ‘dono sacro’ per tutto il mondo

Preservare lo status quo fino a un giusto accordo di pace fra Israele e Palestina. A Betlemme, gli angeli hanno annunciato l’alba del “nuovo giorno” e dell’economia “divina”: la provvidenza di Dio. Portare “avanti gioia, speranza e pace in un mondo distrutto da violenza, ingiustizia e avarizia”.

18/12/2017 – PAKISTAN
Quetta, pastore della chiesa metodista: I fedeli imploravano la misericordia di Dio (Video)
di Kamran Chaudhry

Il racconto dell’attentato alla Bethel Memorial Methodist Church nelle parole del rev. Simon Bashir. Prima gli spari nel compound, poi “le persone colpite alla testa che si accasciavano sui banchi”. Il figlio di Salman Taseer: “Cliniche della morte sostenute da estremisti interni e finanziate con la riscossione delle tasse dalle stesse vittime”.

18/12/2017 – FILIPPINE
Con la ‘Messa del Gallo’, i cattolici si preparano alle celebrazioni del Natale
di Santosh Digal

Il gesto risale al XVII secolo e coinvolge anche le comunità all’estero. Durante la novena, i filippini pregano per le loro famiglie, la pace nel Paese e nel mondo. Il card. Tagle chiede la fine dei battibecchi e delle discriminazioni nei confronti di culture e credenze diverse. Disoccupazione, droga e violazione dei diritti umani: sono alcuni dei più gravi problemi sociali nel Paese.
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MYANMAR. è impossibile per il GENERE UMANO di poter sopravvivere al genocidio della LEGA ARABA! chi conosce la congiura della LEGA ARABA attraverso la strumentalizzazione dei rohingya (bomba demografica e Stato islamico separatista) complottata ai danni del Myanmar (la vittima di turno)
MSF: asesinaron a 6,700 Rohinyás. Budista de Rakhine: ‘Una indignación de parte’
El 69% murió por disparos de arma de fuego, el 9% por incendios dolosos, el 5% fue golpeado hasta la muerte. Entre las víctimas hay 730 niños menores de cinco años de edad. Según la Cruz Roja, son 300.000 los Rohinyás que aún permanecen en Myanmar. Joven budista nativo de Rakhine: “La crisis es tratada de un modo faccioso por parte de los medios”.

Naipyidó (AsiaNews) – Al menos 6.700 Rohinyás fueron asesinados durante los hechos de violencia estallados en el pasado mes de agosto en el Estado occidental del Rakhine. Es lo que declara la organización humanitaria internacional Médecins sans frontières (MSF), en base a las encuestas llevadas a cabo en los campos de refugiados alistados en Bangladesh. Según la ONG, el número de víctimas es mucho más alto que la cifra de 400 muertos informada oficialmente, la mayor parte de los cuales serían “terroristas bengalíes” del Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA), según fue informado anteriormente por el gobierno de Myanmar. MSF afirma que el dato constituye “la indicación más clara de la difusión de la violencia” perpetrada por las autoridades birmanas, que ha obligado “a más de 647.000 musulmanes a huir” de Rakhine. La organización ha registrado que al menos 9.000 Rohinyás fueron muertos en Myanmar entre el 25 de agosto y el 24 de septiembre. “Según las estimaciones más prudentes” de MSF, al menos 6,700 de estas muertes fueron causadas por hechos de violencia. El 69% de éstas se habrían producido por disparos de armas de fuego, un 9% por incendios dolosos, un 5% por golpizas a muerte. En el cómputo de las víctimas también se incluyen 730 niños con edades inferiores a cinco años. Más del 59% de ellos fue muerto por disparos, un 15% murió de hambre, un 7% por golpes y un 2% víctima de la explosión de minas.

Dominik Stillhart, director de operaciones en el Comité Internacional de la Cruz Roja, única organización internacional con amplio acceso a Rakhine, ayer declaró que por el momento, “en la práctica, no hay ningún musulmán que haya regresado a casa”. Según las estimaciones del organismo internacional, son 300.000 los Rohinyás que aún permanecen en Myanmar, en tanto “cerca de 300 atraviesan la frontera cada día, sobre todo a causa del miedo y la angustia ante el futuro”. Stillhart también ha declarado que “la zona no parece estar muy militarizada en este momento, y no hay datos que indiquen que las tropas o la policía estén limitando los movimientos de las personas”.

Al ser entrevistado por AsiaNews, Hla Khine, un joven budista nativo del Rakhine, afirma: “El gobierno ya ha puesto en marcha los programas para la reconstrucción de los pueblos que han quedado destruidos por la violencia. Sin embargo, los grupos étnicos locales ya no queremos vivir más con los musulmanes. Ya llevamos años padeciendo sus provocaciones y su violencia, pero nadie habla de esto”. El muchacho critica el modo en que los medios internacionales tratan la crisis humanitaria: “Escuchan solamente los relatos de los musulmanes, El problemas es que Myanmar es débil y no puede contrastar la fuerza mediática de los grandes medios de información financiados por fondos árabes, que obviamente, tienen intereses de parte”.

Hla Khine niega que las recientes tensiones estén motivadas por factores de carácter religioso o económico. Él afirma: “Las raíces del conflicto son complejas, el problema no es la religión. En Myanmar hay millones de islámicos, que viven en paz y no crean problemas. En cambio, los musulmanes de Rakhine quieren crear una región islámica en nuestro territorio. Ellos se aprovechan de la fragilidad de la frontera con Bangladesh [el río Naf, ndr], el país del cual son originarios, para entrar y salir de Rakhine y hacer lo que quieren. Es más, la insistencia con la cual pretenden que se lo llame ‘Rohinyás’, en lugar de ‘Bengalíes’, es funcional al logro de su objetivo. Con el reconocimiento étnico, piensan que podrán tener mayor palanca para sus reivindicaciones territoriales. Por otro lado, la historia de la negación de la ciudadanía de parte de nuestro Estado ha sido distorsionada. Son ellos quienes se niegan a incorporar el término “bengalíes” en los documentos, algo que, a diferencia de ellos, muchos ciudadanos de origen indio han hecho tranquilamente. En la frontera con Tailandia hay nueve campos de refugiados para los desplazados de los conflictos entre las milicias étnicas y el ejército birmano. Allí se encuentran miles de refugiados de etnias Shan, Mon, Chin, Kachin, todas ellas etnias que sí son nativas de Myanmar. A ellos también se les niega un documento de identidad, pero por ellos, el mundo no se indigna…”

El joven comparte los temores de muchos de los grupos étnicos locales, acerca de un plan islamista en la región: “Ante todo, los ataques de agosto son verdaderos y auténticos ‘actos de terrorismo’. En segundo lugar, son claros los lazos entre el ARSA y las organizaciones terroristas internacionales. El epicentro de la violencia [los pueblos de Maungdaw, Buthidaung y Rathedaung, ndr], está situado en un bastión musulmán en Rakhine, en tanto los locales sólo somos el 2-3%. Hay organizaciones que los sostienen, que financian su ingreso al país y su asentamiento en las grandes ciudades. Por ejemplo, me han informado que están dispuestos a pagar 1 millón de kyats (unos 625 euros) por persona para hacer que los lleven a Yangon”.

En tanto, Naipyidó se compromete a poner en acto las directivas fijadas por la Comisión consultiva sobre Rakhine, conducida por Kofi Annan, a través de programas de desarrollo económico. Además, Myanmar ha suscripto con Bangladesh acuerdos para lograr la repatriación progresiva de los refugiados.
lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN

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im Yitzhak Kaduri’s Messiah
10:22 19.12.2017 |
Erdogan il MOSTRO è la più grande minaccia per il genere umano, e lui sviluppa tutte le sue trame all’ombra della Russia e della NATO.
dal GENOCIDIO islamico shariah, il genocidio armeno di Erdogan ] La coppia che salva i canti religiosi armeni dall’oblio… dove nella LEGA ARABA hanno fatto sparire ogni traccia delle loro vittime! Il Tertio Millennio Film Fest rende omaggio ad Aram e Virginia Pattie Kerovpyan per il loro impegno nella riscoperta del canto modale
it.sputniknews.com/mondo/201711225311198-Erdogan-Occidente-mondo-islamico
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im Yitzhak Kaduri’s Messiah
10:19 19.12.2017 | https://it.sputniknews.com/mondo/201712065368881-Bangladesh-rifugiati-isola-deserta/
è impossibile per il GENERE UMANO di poter sopravvivere al genocidio della LEGA ARABA! chi conosce la congiura della LEGA ARABA attraverso la strumentalizzazione dei rohingya (bomba demografica e Stato islamico separatista) complottata ai danni del Myanmar (la vittima di turno) è impossibile per il GENERE UMANO di poter sopravvivere al genocidio della LEGA ARABA! www.asianews.it/noticias-es/MSF:-asesinaron-a-6,700-Rohiny%C3%A1s.-Budista-de-Rakhine:-%E2%80%98Una-
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44 secondi fa (modificato)
07/09/2017 14:39:00 MYANMAR. è impossibile per il GENERE UMANO di poter sopravvivere al genocidio della LEGA ARABA! chi conosce la congiura della LEGA ARABA attraverso la strumentalizzazione dei rohingya (bomba demografica e Stato islamico separatista) complottata ai danni del Myanmar (la vittima di turno)
Rakhine, Yangon: ‘Moscú y Beijing se disponen a bloquear la resolución de la ONU’

Negociaciones en curso con los dos miembros permanentes del Consejo de Seguridad. El consultor en materia de seguridad nacional Thaung Tun: “La cuestión no prosperará”. El gobierno rechaza las acusaciones sobre limpieza étnica y denuncia “desinformación”. Militantes Rohinyás incendiaron 59 pueblos. Más de 26.000 tribales huyen de Rakhine.

11/09/2017 11:17:00 MYANMAR
Rakhine, el gobierno rechaza el cese del fuego ofrecido por los militantes Rohinyás

El vocero de la líder birmana Aung San Suu Kyi dijo: “No negociamos con terroristas”. El Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA) anuncia una tregua hasta el 9 de octubre, para fines humanitarios. Ejército: hasta ahora fueron muertos casi 400 militantes islámicos. El éxodo de aproximadamente 300.000 Rohinyás rumbo al Bangladesh. Los desplazados de los grupos étnicos suman 30.000.

27/09/2017 14:23:00 MYANMAR
El card. Bo sobre Rakhine: ‘Con la justicia, la paz es posible’

El cardenal defiende a Aung San Suu Kyi de las críticas y presiones de la comunidad internacional. Las propuestas de la Comisión de Kofi Annan fueron recibidas favorablemente. Continúan las investigaciones del gobierno en torno a la violencia perpetrada por los militantes islámicos del Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA).

26/09/2017 09:51:00 MYANMAR – ONU
El Myanmar en la Asamblea de la ONU: ‘No hay ninguna limpieza étnica o genocidio en Rakhine’

El embajador birmano: “La cuestión es extremadamente compleja”. Los Estados miembros y la comunidad internacional son exhortados a realizar un análisis “objetivo e imparcial”. El “factor miedo” y “la táctica de la tierra quemada” adoptada por los terroristas son las razones del éxodo Rohinyá. La prioridad del gobierno es resolver la emergencia humanitaria. Se han puesto en marcha programas de asistencia a los evacuados, en colaboración con la Cruz Roja.

15/11/2017 13:24:00 MYANMAR
Rakhine, militantes Rohinyás: ‘Somos miles y estamos bien armados’

En las filas del Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA) hay 5.000 guerrilleros. Sólo los jóvenes Rohinyás se someten al adiestramiento. El reclutamiento en los pueblos comenzó hace más de tres años. Las acciones del pasado mes de agosto fueron planificadas con meses de antelación. Los habitantes de los pueblos musulmanes también participaron de los hechos de violencia. Al menos 150 yihadistas han hallado refugio en 15 campos de refugiados situados en Cox’s Bazar, en Bangladesh.
lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN
lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN
2 minuti fa (modificato)
è impossibile per il GENERE UMANO di poter sopravvivere al genocidio della LEGA ARABA! ! chi conosce la congiura della LEGA ARABA attraverso la strumentalizzazione dei rohingya (bomba demografica e Stato islamico separatista) complottata ai danni del Myanmar (la vittima di turno) MYANMAR. For MSF, some 6,700 Rohingya have been killed, but for Rakhine Buddhist, the outrage is one-sided
About 69 per cent have died from gunshots, 9 per cent burnt to death, 5 per cent beaten to death, including 730 children under the age of five. According to the Red Cross, some 300,000 Rohingya are left in Myanmar. For a young Buddhist native of Rakhine, the international media coverage is one-sided.
Naypyitaw (AsiaNews) – At least 6,700 Rohingya were killed in the month after violence broke out in Rakhine State, western Myanmar, in August, this according to Médecins Sans Frontieres (MSF) based on surveys of refugees in Bangladesh.

According to the NGO, the number of victims is much higher than the official Myanmar government figure of 400, most of whom were deemed “Bengali terrorists” with the Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA).

MSF said the figure was “the clearest indication yet of the widespread violence” by Myanmar authorities, which forced more than 647,000 Rohingya to flee the state.

The aid group’s survey found that at least 9,000 Rohingya died in Myanmar between 25 August and 24 September.

“In the most conservative estimations” at least 6,700 of those deaths have been caused by violence. In all, 69 per cent of the violence-related deaths were caused by gunshots, 9 per cent were due to being burnt to death in their houses, and 5 per cent were beaten to death.
Among the 730 children below the age of five who died, MSF says more than 59 per cent were reportedly shot, 15 per cent burnt to death, 7 per cent beaten to death and 2 per cent killed by landmine blasts.
Dominik Stillhart, director of operations at the International Committee of the Red Cross, the only international organisation with broad access on the ground in Rakhine, said yesterday that basically no Muslims have returned home.
The Red Cross estimates that only about 300,000 Rohingya remain in the entire state. Yet people are continuing to flee, with around 300 still crossing the border each day, mainly because of fear and anxiety for the future.
Stillhart noted that the area did not seem heavily militarised at the moment, and there was no indication troops or police were restricting people’s movement.
“The government has already started reconstruction in the villages destroyed by the violence,” said Hla Khine, a young Buddhist native of Rakhine, speaking to AsiaNews.
“However, we from local ethnic groups do not want to live with the Muslims anymore. For years we have suffered their provocations and violence, but nobody talks about this.”
The young man criticised international media for the way it covered the humanitarian crisis. “They only listen to the stories of Muslims,” he said.
“The problem is that Myanmar is weak and cannot counter the power of big media financed by Arab money, which are obviously biased.”
Hla Khine denies that the recent tensions have religious or economic motivations. For him, “The roots of the conflict are complex; the problem is not religion.”
“In Myanmar there are millions of Muslims who live in peace and do not create problems. Rakhine Muslims, however, want to create an Islamic state on our lands. They exploit the weakness of the border with Bangladesh (the Naf River), the country where they are originally from, to enter and leave the Rakhine as will.”
“Moreover, their numbers are growing out of all proportion and they demand space. Even the insistence with which they want to be called ‘Rohingya’ rather than ‘Bengali’ is aimed at achieving this goal. By obtaining ethnic recognition, they think they can have more leverage to pursue their territorial claims.”

“Furthermore, the story that they are denied citizenship by our government is slanted. It is they who refuse to include the term ‘Bengali’ in their papers, which is what citizens of Indian origin have done quietly.”
“On the border with Thailand, there are nine refugee camps for people displaced by fighting between ethnic militia and the Myanmar army. There are thousands of Shan, Mon, Chin, and Kachin refugees, all ethnic groups that are native of Myanmar. They too are denied an identity papers, but for them the world is not outraged . . .”
Hla Khine, like the members of other local ethnic groups, fears an Islamist plan for the state. “First of all, the August attacks are real ‘acts of terrorism’. Secondly, the links between ARSA and international terror organisations are clear.”
“The centre of the violence (the villages of Maungdaw, Buthidaung and Rathedaung) are a Muslim stronghold in Rakhine. Locals are only 2-3 per cent of the population. For years, terrorists have been seeking recruits among young people in the area. Four Muslim village leaders were killed for reporting the incident to the authorities.
“Some organisations support them, finance their entry into the country and travel to large cities. For example, I was told that they are willing to pay 1 million kyat (about US$ 735) per person to be taken to Yangon.”
For their part, Myanmar authorities are planning to implement the report of the Advisory Commission on Rakhine chaired by Kofi Annan, as well as economic development programmes.
Myanmar has also signed agreements with Bangladesh for the gradual repatriation of refugees.
lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN

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07/09/2017 12:11:00 MYANMAR. chi conosce la congiura della LEGA ARABA attraverso la strumentalizzazione dei rohingya (bomba demografica e Stato islamico separatista) complottata ai danni del Myanmar (la vittima di turno) MYANMAR
Rakhine, Yangon: ‘Mosca e Pechino per bloccare la risoluzione Onu’

Negoziazioni in corso con i due membri permanenti del Consiglio di sicurezza. Il consulente per la sicurezza nazionale Thaung Tun: “La questione non andrà avanti”. Il governo respinge le accuse di pulizia etnica e denuncia “disinformazione”. I militanti Rohingya hanno dato alle fiamme 59 villaggi. Più di 26mila tribali in fuga dal Rakhine.

11/09/2017 09:01:00 MYANMAR
Rakhine, il governo respinge il cessate il fuoco offerto dai militanti Rohingya

Il portavoce della leader birmana Aung San Suu Kyi: “Non negoziamo con i terroristi”. L’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa) annuncia la tregua fino al 9 ottobre per fini umanitari. Esercito: uccisi finora quasi 400 militanti islamici. L’esodo di circa 300mila Rohingya verso il Bangladesh. Gli sfollati tra i gruppi etnici sono 30mila.

06/09/2017 15:29:00 MYANMAR
Rakhine, i gruppi etnici raccontano le violenze subite: ‘Impossibile la pace con i Rohingya’

Nella regione i tribali (buddisti e indù) sono un decimo dei musulmani. In 25mila sono sfollati nei campi allestiti dall’esercito. Le ripetute violenze compromettono la coesistenza pacifica. Diffuso un sentimento di paura per possibili infiltrazioni islamiste nel Paese. Mizzima: “L’Isis dietro gli attacchi alle postazioni dell’esercito birmano”. Il tentativo di sabotare il processo di pace di Aung San Suu Kyi.

26/09/2017 08:56:00 ONU – MYANMAR
Il Myanmar all’Assemblea dell’Onu: ‘Nessuna pulizia etnica o genocidio in Rakhine’

L’ambasciatore birmano: “La questione è estremamente complessa”. Stati membri e comunità internazionale esortati ad un’analisi “oggettiva ed imparziale”. Il “fattore paura” e “la tattica della terra bruciata” adottata dai terroristi sono le ragioni per l’esodo Rohingya. La priorità del governo è la risoluzione dell’emergenza umanitaria. Avviati programmi di assistenza agli sfollati in collaborazione con la Croce Rossa.
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chi conosce la congiura della LEGA ARABA attraverso la strumentalizzazione dei rohingya (bomba demografica e Stato islamico separatista) complottata ai danni del Myanmar (la vittima di turno) MYANMAR
15/11/2017 11:40:00 MYANMAR
Rakhine, militante Rohingya: ‘Siamo in migliaia e ben armati’

Tra le fila dell’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa) 5mila guerriglieri. Solo i giovani Rohingya si sottopongono all’addestramento. Il reclutamento nei villaggi iniziato più di tre anni fa. Le azioni dello scorso agosto pianificate da mesi. Alle violenze hanno preso parte anche gli abitanti dei villaggi musulmani. Almeno 150 jihadisti hanno trovato rifugio nei 15 campi profughi di Cox’s Bazar, Bangladesh.
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Msf: uccisi 6,700 Rohingya. Buddista del Rakhine: ‘Un’indignazione di parte’

Il 69% morto per colpi di arma da fuoco, il 9% per incendi dolosi, il 5% per pestaggi a morte. Tra le vittime anche 730 bambini di età inferiore ai cinque anni. Secondo la Croce Rossa, sono 300mila i Rohingya rimasti in Myanmar. Giovane buddista nativo del Rakhine: “La crisi trattata dai media in modo fazioso”.

Naypyitaw (AsiaNews) – Almeno 6.700 Rohingya sono rimasti uccisi durante le violenze scoppiate lo scorso agosto nello Stato occidentale del Rakhine. È quanto dichiara l’organizzazione umanitaria internazionale Médecins sans frontières (Msf), sulla base di indagini condotte nei campi profughi allestiti in Bangladesh. Secondo l’ong, il numero delle vittime è molto più alto rispetto alla cifra ufficiale di 400 morti, la maggior parte dei quali “terroristi bengali” dell’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa), fornita in precedenza dal governo del Myanmar. Msf afferma che il dato costituisce “l’indicazione più chiara della diffusa violenza” delle autorità birmane, che ha costretto “oltre 647mila musulmani a fuggire” dal Rakhine. L’organizzazione ha rilevato che almeno 9mila Rohingya sono morti in Myanmar tra il 25 agosto e il 24 settembre. “Secondo le stime più prudenti” di Msf, almeno 6,700 di queste morti sono state causate da violenze. Il 69% di esse sarebbero avvenute per colpi di arma da fuoco, il 9% per incendi dolosi, il 5% per pestaggi a morte. Nel computo delle vittime rientrano anche 730 bambini di età inferiore ai cinque anni. Più del 59% di essi è stato ucciso dagli spari, il 15% morto nelle fiamme, il 7% percosso e il 2% vittima dell’esplosione di mine.

Dominik Stillhart, direttore delle operazioni al Comitato internazionale della Croce Rossa, unica organizzazione internazionale con ampio accesso in Rakhine, ha dichiarato ieri che al momento “in pratica nessun musulmano ha fatto ritorno a casa”. Secondo le stime dell’organismo internazionale, sono 300mila i Rohingya rimasti in Myanmar, mentre “circa 300 attraversano ancora il confine ogni giorno, soprattutto a causa della paura e dell’ansia per il futuro”. Stillhart ha anche dichiarato che “la zona non sembra molto militarizzata in questo momento e non vi sono indicazioni che le truppe o la polizia stia limitando i movimenti delle persone”.

Intervistato da AsiaNews, Hla Khine, giovane buddista nativo del Rakhine, afferma: “Il governo ha già avviato i programmi di ricostruzione dei villaggi distrutti dalle violenze. Tuttavia, noi dei gruppi etnici locali non vogliamo più vivere con i musulmani. Sono anni che subiamo le loro provocazioni e violenze, ma di questo nessuno ne parla”. Il ragazzo critica il modo in cui i media internazionali trattano la crisi umanitaria: “Ascoltano solo i racconti dei musulmani. Il problema è che il Myanmar è debole e non può contrastare la forza mediatica dei grandi mezzi d’informazione finanziati dai fondi arabi, che ovviamente sono di parte”.

Hla Khine nega che le recenti tensioni abbiano motivazioni di carattere religioso o economico. Egli dichiara: “Le radici del conflitto sono complesse, il problema non è la religione. In Myanmar vi sono milioni di islamici, che vivono in pace e non creano problemi. I musulmani del Rakhine vogliono però creare una regione islamica nelle nostre terre. Essi sfruttano la fragilità del confine con il Bangladesh [il fiume Naf, ndr], Paese di cui sono originari, per entrare ed uscire dal Rakhine e fare come vogliono. Inoltre, la loro popolazione cresce a dismisura e reclamano spazio. Anche l’insistenza con cui pretendono di esser chiamati ‘Rohingya’, anziché ‘Bengali’, è funzionale al raggiungimento dello scopo. Con il riconoscimento etnico, pensano di poter avere più leva per le loro rivendicazioni territoriali. Inoltre, la storia della negazione della cittadinanza da parte del nostro Stato è distorta. Sono loro che si rifiutano di inserire il termine ‘bengali’ nei documenti, cosa che invece i tanti cittadini di origine indiana hanno fatto tranquillamente. Al confine con la Thailandia vi sono nove campi profughi per gli sfollati dei conflitti tra le milizie etniche e l’esercito birmano. Vi si trovano migliaia di profughi Shan, Mon, Chin, Kachin, tutte etnie, loro sì, native del Myanmar. Anche a loro viene negata una carta d’identità, ma per loro il mondo non si indigna…”.

Il ragazzo condivide i timori di molti tra i gruppi etnici locali per un piano islamista nella regione: “Anzitutto, gli attacchi di agosto sono veri e propri ‘atti di terrorismo’. In secondo luogo, sono chiari i legami dell’Arsa con le organizzazioni internazionali del terrore. L’epicentro delle violenze [i villaggi di Maungdaw, Buthidaung e Rathedaung, ndr], sono una roccaforte musulmana nel Rakhine, noi locali siamo solo il 2-3%. Sono anni che i terroristi cercano reclute tra i giovani della zona. Quattro capi villaggio musulmani sono stati uccisi per aver denunciato il fatto alle autorità. Ci sono organizzazioni che li sostengono, che finanziano il loro ingresso nel Paese ed il ricollocamento nelle grandi città. Ad esempio, mi è stato riferito che sono disposti a pagare 1milione di kyat (625 euro circa) a persona per farsi portare a Yangon”.

Nel frattempo, Naypyitaw si impegna per l’attuazione delle direttive della Commissione consultiva sul Rakhine condotta da Kofi Annan, attraverso programmi di sviluppo economico. Inoltre, il Myanmar ha sottoscritto con il Bangladesh accordi per il progressivo rimpatrio dei profughi.
http://www.asianews.it/notizie-it/Msf:-uccisi-6,700-Rohingya.-Buddista-del-Rakhine:
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dal GENOCIDIO islamico shariah, il genocidio armeno di Erdogan ] La coppia che salva i canti religiosi armeni dall’oblio… dove nella LEGA ARABA hanno fatto sparire ogni traccia delle loro vittime!
Il Tertio Millennio Film Fest rende omaggio ad Aram e Virginia Pattie Kerovpyan per il loro impegno nella riscoperta del canto modale

“Canti religiosi nel più bel senso del termine, vale a dire che mettono in connessione, collegano la terra al cielo, i morti con i vivi, gli armeni con i turchi, i figli delle vittime con quelli dei carnefici. Se il film riuscirà anche a scuotere le certezze di chi guarda, spingendolo a riconsiderare i propri pregiudizi, se offrirà una prospettiva diversa sul mondo, allora sapremo di aver fatto qualcosa di utile e il nostro lavoro troverà il suo significato”. Con queste parole i registi Nathalie Rossetti e Turi Finocchiaro hanno presentato ieri pomeriggio il documentario “Choeurs en exil”, proiettato nella prestigiosa cornice della Filmoteca Vaticana.
Leggi anche: Al via il Tertio Millennio Film Fest

L’evento – organizzato sempre nell’ambito della XXI edizione del Tertio Millennio Film Fest, festival del dialogo interreligioso – è stato preceduto dal suggestivo concerto “Canti dall’Armenia”, una selezione di canti della tradizione popolare armena eseguiti dai musicisti Aram Kerovpyan e Virginia Pattie Kerovpyan, al cui lavoro è dedicato proprio “Choeurs en exil”.

Il film è un viaggio sulle tracce di una tradizione culturale – il canto modale – che rischia di scomparire e mostra come sia possibile ricordare, curare e superare i traumi della storia attraverso un’esperienza estetica totale. Per tramandare un’antichissima tradizione di canto, Aram e Virginia Kerovpyan, coppia di armeni della diaspora, conducono un gruppo di attori europei del Grotowski Institute di Wroclaw in un viaggio in Anatolia, sui luoghi dove quest’arte è fiorita in passato. Durante il viaggio, le domande degli attori fanno riemergere la ricchezza di questa cultura: il canto e la recitazione diventano lingua di creazione e di condivisione, soffio di vita.

“Nel loro peregrinare, Aram e Virginia incontrano testimonianze del passato, resti dimenticati sulle orme del Genocidio armeno. Ricordano e tentano di ritardare il tempo in cui il canto tradizionale e liturgico scomparirà – spiegano i due registi -. Questa arte in via di estinzione è sempre meno impiegata nelle chiese armene e le nuove generazioni hanno poco interesse nel trasmettere tale cultura, sebbene alcuni di loro continuino a crederci. Questi ultimi formano una minoranza, a Parigi, a Istanbul e forse anche altrove. Aram e Virginia cantano non solo per gli armeni, nelle chiese, ma in tutta Europa, sia nei concerti che nel corso degli incontri tenuti nei villaggi curdi o turchi; e le loro canzoni sono un soffio di verità”.

“Choeurs en exil” è uno dei nove film in lizza per il “Premio Tertio Millennio – Un film per il dialogo interreligioso” assegnato da una giura interreligiosa presieduta da Mons. Davide Milani e composta da Tiago Branchini, Delegato italiano dell’Associazione Internazionale Protestante Cinema INTERFILM, Sira Fatucci, Delegato per Il Pitigliani – Centro Ebraico Italiano, e Zanolo Yahya Abd al-Ahad, Delegato della Comunità Religiosa Islamica Italiana CO.RE.IS.
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gli strozzini Rothschild non si fermano neanche ad Aleppo!
È caduta una bomba, e le ostie si sono macchiate di sangue: cosa significa? Il parroco di Aleppo lo interpreta come “un segno irrevocabile della presenza del Signore in comunione con noi”

All’inizio le bombe non lo svegliavano. Adesso invece il sonno si interrompe al minimo rumore. Un giorno, nel 2016, dopo ore passate a visitare le famiglie, un accolito gli ha detto: “Quando arrivavi eri sempre sorridente. Ora sorridi di meno”.

Non di rado dalle sue parole traspare smarrimento: “Non abbiamo più la percezione di ciò che succede, e non sappiamo chi dare la colpa. Non riusciamo più a dare un senso a tutto questo”.
“Restiamo senza parole”

Alcuni giorni sono particolarmente estenuanti. Come quello del funerale di Bassam, un bambino di 8 anni che è stato colpito in testa da una pallottola mentre giocava. “Per me è stata una terribile lotta contro la confusione e la disperazione” della famiglia e della comunità. Mentre accompagnava i genitori cercò di calmare il resto della famiglia.

A volte il frate si sente “lacerato” da tutte le richieste che riceve: “Restiamo senza parole nel vedere tutto ciò con cui abbiamo a che fare”. “Mi sono dovuto affidare completamente alla Provvidenza, sicuro che non mi abbandonerà”.
Leggi anche: Nella Siria dove, oltre alle bombe e a missili, piovono miracoli

La fiducia che i frati ripongono in Dio è accompagnata dal proprio sacrificio. Ancora oggi fanno la doccia con un litro d’acqua, e digiunano: “Abbiamo deciso di sperimentare cosa significhi la fame, non mangiando carne né pesce”.

In mezzo a tutta questa attività, i francescani di Aleppo danno tutto loro stessi anche per custodire la fede dei credenti. La parrocchia di San Francesco celebra due messe quotidiane, gestisce gruppi di preghiera e offre catechesi e direzione spirituale.
https://it.aleteia.org/2017/05/25/bombe-aleppo-ostie-macchiate-sangue/
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gli strozzini Rothschild non si fermano neanche ad Aleppo!
È caduta una bomba, e le ostie si sono macchiate di sangue: cosa significa?
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gli strozzini Rothschild non si fermano neanche ad Aleppo!
Il parroco di Aleppo lo interpreta come “un segno irrevocabile della presenza del Signore in comunione con noi”

Una bomba ha colpito la sua parrocchia mentre stava dando la comunione, e il sangue dei feriti hanno macchiato le ostie consacrate. Fra Ibrahim digiuna tutti i giorni, ripara le case distrutte, dà conforto ai genitori che hanno perso i figli o distribuisce l’acqua tra le famiglie. “Proviamo stanchezza, ma siamo la presenza di Cristo in mezzo al suo popolo”. Riconosce tuttavia che ora sorride meno, e che non riesce a “dare un senso a tutto questo”.

Il 25 ottobre 2015 un missile lanciato dai jihadisti ha colpito la parrocchia di San Francesco ad Aleppo (in Siria), mentre Fra Ibrahim stava dando la comunione. La bomba non è esplosa, ma ci sono stati feriti. “Il sangue dei fedeli ha macchiato le ostie. Sono rimasto molto colpito. È stato un segno irrevocabile della presenza del Signore in comunione con noi“.

“Non mostrarmi i bisogni attorno a me, se non sono in grado di gestirli”, chiese a Dio prima di arrivare nella città. La sua preghiera è stata ascoltata. Da quando è arrivato, i francescani hanno consegnato pacchi alimentari sempre più completi e a sempre più famiglie. Offrono tutto il denaro che hanno per pagare le medicine, l’affitto o addirittura gli arretrati dei mutui.

Nel febbraio 2015 le banche hanno deciso di mettere alle strette le famiglie di Aleppo che vivevano ancora nelle proprie case, nonostante le loro abitazioni siano rimaste gravemente danneggiate e molti di loro abbiano perso il lavoro o le proprie attività a causa della guerra. Avrebbero dovuto pagare, altrimenti sarebbero stati sfrattati.

Durante la Battaglia di Aleppo, che si è conclusa nel mese di dicembre, i religiosi hanno aiutato la popolazione riparando le case dopo ogni bombardamento subito.

Quando scarseggiava l’acqua – prima della Settimana Santa è mancata per 70 giorni – hanno lasciato aperte le porte del convento, per tutto il giorno: due tubi attingevano l’acqua dal pozzo portandola in strada, per i passanti. Hanno usato i propri fondi per acquistare serbatoi per le case, andando a consegnare l’acqua a casa di coloro che non avevano la possibilità di andarla a prendere in convento.

Il francescano sa bene che senza la potenza di Dio e della preghiera non potrebbe continuare a fare ciò che fa: “Cristo è presente in mezzo al suo popolo, aiuta e assiste attraverso i suoi pastori. E la stanchezza che proviamo per noi non è un ostacolo, né uno scandalo”.

Il frate, con le borse sotto gli occhi, ammette che adesso dorme peggio di prima.
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Mosca ha invitato: Washington Satana DEMO PLUTO GIUDAICO MASSONE Bilderberg, Talmud satanico e Kabbalah magia nera a ritirare le armi nucleari dall’Europa. Mosca chiede a Washington di ritirare le armi nucleari dal territorio europeo,
le armi nucleari sul territorio europeo non hanno un significato strategico!
Nulla è impossibile per chi crede in Dio Ed ogni giorno dobbiamo imparare a mettere passi di fede… come tu puoi entrare nel Regno di Dio, se tu non hai ancora imparato a camminare sul mare? https://it.sputniknews.com/mondo/201712185417930-mosca-washington-armi-nucleari-europa-ritirare-territorio-dipartimento/
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Nulla è impossibile per chi crede in Dio Ed ogni giorno dobbiamo imparare a mettere passi di fede… come tu puoi entrare nel Regno di Dio, se tu non hai ancora imparato a camminare sul mare?
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Mosca ha invitato: Washington Satana DEMO PLUTO GIUDAICO MASSONE Bilderberg, Talmud satanico e Kabbalah magia nera a ritirare le armi nucleari dall’Europa.
Mosca chiede a Washington di ritirare le armi nucleari dal territorio europeo, ha detto il direttore del Dipartimento per la non proliferazione e controllo degli armamenti, Mikhail Ulyanov.
“La Russia ha ritirato tutte le sue armi nucleari nel territorio nazionale. Crediamo che lo stesso già da tempo avrebbe dovuto farlo la controparte americana” ha detto Ulyanov.
Tuttavia, ha aggiunto, Washington “continua a mantenere in Europa, secondo le stime, fino a duecento bombe”. Il diplomatico ha sottolineato che gli USA prevedono di rimodernarle, affinché diventino, secondo alcuni ex militari americani, “applicazioni più idonee” con precisione aumenta, e potere distruttivo ridotto.
“Ma in realtà hanno in mente di inserire in Europa un numero ulteriore di testate nucleari disponibili, questo può solo peggiorare la situazione”ha concluso Ulyanov. A dicembre, il rappresentante permanente della Russia alla NATO, Alexander Grushko ha dichiarato che le azioni militari degli USA in Europa minacciano la sicurezza. Si riferisce, in particolare, al trasferimento della brigata corazzata, alla sistemazione in deposito di ulteriori armi, all’incremento della presenza nel territorio norvegese e nel mare di Barents.
L’anno scorso Ulyanov ha detto che Mosca ha ritirato le armi nucleari dai territori esteri dal1989-1990 e non ha intenzione di metterli al di fuori dei suoi confini. Allo stesso tempo, ha osservato che gli USA manterranno in Europa le cosiddette bombe universali nucleari, che entreranno in uso nel 2020. Secondo il ministero degli esteri, le armi nucleari USA si trovano in Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia. L’ammodernamento degli arsenali degli USA in Europa, che riferisce di una pratica “di missioni comuni nucleari” NATO con piloti provenienti da paesi non nucleari, punta a Mosca. Il Trattato di non proliferazione vieta di trasferire il controllo di armi nucleari a questi paesi.
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Vladimir Luxuria, le scuse ad Asia Argento dopo lo scontro in tv: «Mi sono fatta schifo da sola»
è normale che “IL” transessuale Vladimir Luxuria, si faccia schifo da sola, infatti ha parlato come un vero cristiano cattolico potrebbe parlare! “Ti sei prostituita, hai fatto 4 film, hai riempito il conto in banca!” a tutte le prostitute da marciappiede va molto peggio! …. Asia Argento a 22 anni non sappiamo a quanti in precedenza, aveva già dato allegramente la sua “patata”.. e noi non possiamo sapere quanto può essere maledetta e disgraziata, la vita di una persona che è priva del “timore di Dio!”.. e questi litigi tra peccatori, in un sistema completamente ingiusto che emargina ridicolizza e calpesta la virtù a 360° non è qualcosa che non si potrà concludere con un massacro colossale
Una lettera aperta, postata su Facebook, dopo il diverbio in tv. La scrive Vladimir Luxuria, destinataria Asia Argento. Le due si erano scontrate in televisione, a «Cartabianca» su Rai Tre.
«Mi faccio schifo da sola»
«Spero che tutte le donne che fanno un provino da un produttore o vanno a una festa rifiutino le avances e se ne vadano subito, se mandiamo il messaggio che dopo vent’anni facciamo le pentite le paladine delle donne è come incentivare le altre a fare la stessa cosa per diventare delle eroine» aveva detto Luxuria rivolgendosi alla figlia di Dario Argento. «Non puoi difendere le minoranze Lgbt e non stare dalla parte delle donne, vergognati» aveva replicato l’attrice. Motivo dello scontro la scelta di lei di parlare della violenza subita da parte di Harvey Weinstein solo tanti anni dopo. Fra le due era scoppiata una lite durante la trasmissione. Ora Luxuria in un post su Facebook si scusa con Asia: «Sono giorni che mi porto dentro un magone e adesso trovo la forza di chiedere scusa – scrive – Il destino, il karma o la provvidenza (ognuno la chiami come vuole) mi ha fatto conoscere proprio il giorno dopo la trasmissione una donna che mi ha raccontato di una violenza subita 30 anni fa e che quando si era confidata per la prima volta nessuno le aveva creduto. Ha pianto davanti a me e io mi sono sentita di merda» aggiunge. Per poi spiegare: «Ero così presa da me e dal predicozzo che avevo preparato da non essere stata in grado di leggere negli occhi le tue lacrime. Perché per troppo tempo mi sono lasciata deviare dai demoni del sospetto e della diffidenza. Ho esagerato e non ho dimostrato compassione e solidarietà. Mi sono rivista nella puntata e mi sono fatta schifo da sola nel riconoscermi. Tanti miei amici e persone con cui ho condiviso tante battaglie mi hanno fatto ulteriormente capire con i loro giusti rimproveri e incazzature che ormai avevo perso senno e strada». «Lo so Asia che è troppo tardi e non pretendo che tu possa accettare le mie scuse ma ti giuro che sono sincere – conclude – In questi giorni sto molto male e non posso chiedere a nessuno un conforto perché io non sono stata in grado di farlo. Ti ringrazio anche di non essere mai scesa a insulti transfobi per accusarmi: sei sempre stata con noi nelle battaglie Lgbt e credo anche io che saresti una testimonial contro tutte le violenze. Vorrei abbracciarti e ritrovare nei nostri occhi non più rancore ma la gioia di vivere che auguro a tutte coloro che hanno sofferto in passato e che vogliono combattere. Ti voglio bene».
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Il diavolo non è dappertutto, ma, se non ti chiami Unius REI? no, non sfidatelo… Sai perché, durante un esorcismo, si chiede al demonio il suo nome?
Bisogna confessarlo: il tema “esorcismo” e “possessione diabolica” suscita in genere, nella nostra mentalità moderna, una reazione a metà tra la fascinazione per quegli aspetti di mistero che evoca e l’aperta incredulità. Materia per i film, viene da pensare. Ma la pratica dell’esorcismo è regolata dalla Chiesa cattolica con il rituale De exorcismis et supplicationibus quibusdam (Rito degli esorcismi e preghiere per circostanze particolari, adottato nel 1998 in sostituzione del precedente più antico che comunque può essere usato), ed è soggetta a vincoli e prescrizioni. Affonda le sue motivazioni nella Sacra Scrittura e nella teologia. E’ materia delicata che deve essere trattata con prudenza da sacerdoti preparati e equilibrati (“ornato di pietà, di scienza, di prudenza e integrità di vita”), espressamente autorizzati dal proprio vescovo. Aleteia ne ha parlato con p. Cesare Truqui, esorcista della diocesi di Coira, in Svizzera, e relatore all’XI corso “Esorcismo e preghiera di liberazione” in svolgimento all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma pe
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qualcuno che è ostinato può subire questa esperienza! ] Lei come ha cominciato?
Truqui: E’ stato un caso o la Provvidenza. Quando sono stato ordinato sacerdote, 12 anni fa, ho partecipato a un corso con sacerdoti esorcisti come padre Bamonte e padre Amorth. E’ accaduto che si presentasse il caso di un signore francese di 40 anni che era posseduto da Satana e aveva bisogno dell’esorcista, ma padre Bamonte non parlava inglese o francese. Così hanno chiesto a me di aiutarli per il dialogo preliminare.

Quali sensazioni prova nel trovarsi davanti alla manifestazione del male?

Truqui: Sono sensazioni che cambiano con il tempo. Nelle prime sedute di esorcismo alle quali ho partecipato l’impressione più forte è stata la conferma tangibile che il Vangelo che avevo letto e meditato era vero. Nel Vangelo Gesù lotta contro il demonio che dà di sé diversi nomi: “mi chiamo Legione, mi chiamo Satana”. Nell’Antico Testamento, nel Libro di Tobia, c’è un demonio che si chiama Asmodeo. Io questi nomi li ho sentiti pronunciare dai demoni in diverse sedute di esorcismo. A livello spirituale è stata un’esperienza molto ricca perché mi ha permesso di sperimentare nella carne, attraverso i sensi, la realtà di cui parlava Gesù.

E a livello tangibile?

Truqui: Nel caso dell’uomo francese del mio esordio, ricordo che al manifestarsi del demonio avevo l’impressione di essere avvolto dalla superbia, come se fosse fumo o nebbia. È difficile da spiegare ma la superbia sembrava qualcosa che si potesse toccare, riempiva la stanza. L’esorcista gli ha chiesto il nome e lui ha risposto: “Sono rex”. Non c’è un demonio che si chiama “rex”, re. L’esorcista ha insistito: “Dimmi il tuo nome” e lui ha risposto finalmente: “Sono Satana, il principe di questo mondo”.

Perché si chiede il nome?

Truqui: Lo richiede il Rituale per un obiettivo preciso. Dare il nome a una cosa o avere il nome significa avere potere sulla cosa. Infatti Dio dà ad Adamo il potere di dare un nome alle cose. Nel momento in cui il demonio rivela il suo nome, dimostra che è indebolito. Se non lo dice, è ancora forte.

Ci sono dei segni tipici della possessione?

Truqui: Quelli previsti dal Rituale. Sono quattro: l’avversione al sacro, parlare lingue sconosciute o morte; avere una forza straordinaria che va oltre la natura della persona; la conoscenza di cose occulte o nascoste.

Le persone possono mettersi loro stesse in condizioni di pericolo?

Truqui: Sì. Avvicinandosi a tutto ciò che riguarda magia, occultismo, stregoneria, cartomanzia. Se per diventare santi aiuta andare a Messa, pregare, confessarsi, avvicinarsi a Dio; allo stesso modo Messe nere, riti satanici, film e musica di questo tipo, hanno l’effetto di avvicinare al demonio. Ho avuto il caso di una signora che aveva cominciato a leggere le carte, come fanno tanti per scherzo. Solo che a lei accadeva di indovinare davvero il passato e il presente delle persone, in alcuni casi il futuro. E naturalmente aveva un grande successo. A un certo punto ha capito da chi dipendeva il suo successo e ha smesso, ma era troppo tardi: era posseduta.

Come è possibile operare un maleficio?

Truqui: Allo stesso modo in cui io posso incaricare qualcuno di uccidere una persona, posso chiedere a un demonio di compiere un danno. Attenzione, però: la grandissima maggioranza dei riti compiuti da sedicenti maghi sono imbrogli, senza alcun effetto.

Basta un esorcismo per liberare la persona?

Truqui: E’ difficilissimo. Di solito sono necessari molti esorcismi.

Funziona come una terapia?

Truqui: Sì. L’esorcismo è un sacramentale, non un sacramento. Il sacramento è efficace in se stesso. Se dò l’assoluzione a qualcuno in confessione, in quel momento, veramente, i suoi peccati sono perdonati. L’esorcismo, invece, è efficace nella misura della santità del sacerdote, della fede della persona per la quale si compie l’esorcismo e di tutta la Chiesa. Se oggi sono meno efficaci gli esorcismi è perché tutta la Chiesa è più debole.

Quale differenza esiste tra esorcismo e preghiera di liberazione?

Truqui: Entrambi hanno lo stesso fine: cercano la liberazione della persona dall’influsso del male o dalla possessione. L’esorcismo in senso vero e proprio è un ministero dentro la Chiesa che va conferito dal vescovo ad alcuni sacerdoti Può essere esercitato solo da sacerdoti, non da laici, e solo da quelli che hanno un permesso esplicito del vescovo. La preghiera di liberazione, invece, può essere fatta da qualsiasi persona, uomo o donna, laico o sacerdote, in forza del nostro cristianesimo perché Gesù ha detto: “Chi crede in me scaccerà i demoni”. L’esorcismo, inoltre, è un comando diretto al demonio mentre la preghiera di liberazione è una supplica a Dio o alla Vergine perché intervenga.

Quante persone che si sono rivolte a lei erano veramente possedute?

Truqui: Pochissime.

E allora perché nutrono questo timore?

Truqui: Tra le persone che si rivolgono a me distinguo tre casi: il vero posseduto, il non posseduto e il caso problematico. Il primo e l’ultimo sono i più facili: sai che si tratta di un vero posseduto perché manifesta i quattro segni e perché quando pronunci le preghiere la persona entra in trance e reagisce in un modo che l’esorcista conosce. Si può fingere, ma è difficile. Nel secondo caso, con l’esperienza di sacerdote e confessore, capisci quando ci sono problemi spirituali o psicologici e puoi scartare l’influsso diabolico. Il problema è quando trovi qualcuno che sembrerebbe davvero posseduto ma non lo è, perché esistono traumi profondi che si accompagnano a comportamenti a rischio, come andare a sedute spiritiche o frequentare i cartomanti. Ho conosciuto una ragazza che è stata violentata da un sedicente mago latinoamericano che si era invaghito di lei. Un giorno le ha dato un caffè drogato e le ha usato violenza: lei era cosciente ma non poteva reagire. Questo enorme trauma le ha fatto pensare alla possessione diabolica attraverso la droga ingerita e per la violenza subita. Ho creduto che fosse davvero posseduta. Quando ho pregato e le ho imposto le mani nel corso dell’esorcismo, tuttavia, lei non è mai andata in trance e non c’è stata traccia di altri fenomeni. Ho capito, quindi, che la causa era diversa. E’ questo il motivo per cui nei corsi per esorcisti si trattano profili medici e psichiatrici che possono entrare in gioco in queste situazioni.
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qualcuno che è ostinato può fare questa esperienza! ] Le persone che sono veramente possedute come vivono?

Truqui: In realtà vivono in maniera comune. Il demonio non agisce continuamente in loro. Posso fare un paragone paradossale per cercare di spiegare: se una persona compra un’auto, quell’auto è nella sua disponibilità, la usa quando vuole. Può usarla per andare in ufficio e poi tenerla parcheggiata. Lo stesso avviene per la persona posseduta. Ci sono dei momenti in cui il demonio agisce: entra in macchina e guida come vuole lui; in altri momenti no. La macchina ha un padrone ma il padrone non intende usarla.

Quando bisogna andare da un esorcista?

Truqui: Quando quello che ti sta capitando va fuori dal normale. C’era una signora che ho conosciuto a Roma che era atea: una cattolica solo battezzata che non credeva in nulla. E’ rimasta posseduta, non so in quale circostanza. Ha cominciato a sentire continuamente voci che la incitavano a uccidere il marito e il figlio e a togliersi la vita. Ha pensato di essere matta ed è ricorsa a uno psichiatra, ma questo si è trovato di fronte una persona molto intelligente, coerente e con grande chiarezza di idee. Lo psichiatra non ha potuto curarla. Un giorno i tarli hanno mangiato tutti i vestiti della signora, senza toccare quelli del marito – che erano nello stesso armadio – e quelli del figlio. E in casa non sono stati trovati tarli. Una cosa inspiegabile. Una sua amica le ha consigliato di andare da padre Amorth e questi ha trovato che era posseduta. Eppure lei non credeva né agli angeli né ai demoni. Adesso è diventata una cristiana praticante. Perché Dio permette questo? Per il bene anche delle persone.

Ha avuto modo di chiedere a qualcuno quali sensazioni avverta durante l’esorcismo?

Truqui: Ho chiesto a quel signore francese di cui abbiamo parlato cosa provasse durante l’esorcismo e lui mi ha spiegato che sentiva come se dentro di lui ci fosse un campo di battaglia. Da una parte sentiva i demoni correre disperati e parlare tra di loro; dall’altra, quando il sacerdote pregava, sentiva la luce di Dio spazzarli via, tranne poi tornare di nuovo.

Quale storia l’ha colpita di più?

Truqui: L’esperienza di un demonio muto. Gesù ne parla nel Vangelo e dice che sono i più difficili da scacciare ed escono solo con la preghiera e il digiuno. E’ una rarità un demonio muto. In 12 anni di esorcismi, mi è capitato una volta sola.

Non ha mai paura?

Truqui: All’inizio sì, dopo ti abitui anche a certe manifestazioni e non ti sorprende più sentire che la voce cambia: una donna che inizia a parlare con voce flebile e poi passa a un tono cavernoso. Bisogna stare attenti a non cadere nell’ossessione per il maligno. L’esorcista sa che il diavolo c’è, ma non è dappertutto. Soprattutto ho capito che l’esorcismo è un ministero di misericordia: un atto d’amore verso una persona che soffre. Solo questo.
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omosessuali non sono una categoria e non sono neanche una razza, Gay non sono un sindacato e non sono neanche una corporation! Sono cittadini e hanno diritti e doveri come tutti! Non c’é nessun bisogno di leggi speciali in loro tutela.. perché le leggi delle Stato tutelano ogni cittadino! Dalla campagna anti-omofobica “If gets Better” negli USA, ai film, al concorso Mister Gay, al video prodotto da Google

Le battaglie sui diritti civili condotte dalle comunità lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno trovato una sorta di sbocco naturale in internet perché in molti casi sono riuscite prima a farsi conoscere e poi a farsi apprezzare da una fetta dell’opinione pubblica. La capacità di influenzare la collettività on line è dovuta essenzialmente alla massiccia e costante presenza di esponenti dei movimenti LGBT, che attraverso il mantra del “mancato rispetto dei diritti” e del “pregiudizio”, riescono a far rumore e incassare cori di solidarietà telematica.

Un’interessante inchiesta dell’edizione on line del Corriere della Sera ha rivelato come nel mondo la crociata web abbia raccolto frutti importanti sopratutto negli ultimi quattro anni.

Negli Stati Uniti i cybergay, come vengono definiti dal giornale, sono decollati nel 2010, attraverso la campagna anti-omofobica “If gets Better”, promossa dal progetto Trevor, organizzazione americana che lotta per la prevenzione dei suicidi tra persone lesbiche, gay, bisessuali e trasgender provocati dal pregiudizio e dal bullismo anti-gay, insieme con la PFLAG, organizzazione non-profit con oltre 200.000 familiari e amici di lesbiche e gay. La campagna ha realizzato oltre 50.000 video sui social network nei quali gli LGBT raccontavano la propria storia. Basti pensare che solo il video prodotto da Google ha raggiunto 300.000 visualizzazioni in sette giorni. Meglio ancora è riuscita a fare l’iniziativa dell’associazione HRC (Human Rights Campaign), che ha invitato i sostenitori delle nozze gay negli Usa a cambiare la foto del proprio profilo Facebook, sostituendola con il logo dell’associazione. I profili cambiati sono stati 2,7 milioni.

In Egitto il 21enne Ramy Youssef è stato il primo gay a dichiarare la propria omosessualità sui social network, bacchettando la sua famiglia che lo aveva allontanato e sfidando gli estremisti islamici nel Paese. In cambio si è attirato le simpatie di celebrità da tutto il mondo e ha persino ispirato un un film girato dal regista Hany Fawzy, ma poi censurato nel Paese a maggioranza musulmana. In Cina il punto di riferimento delle comunità LGBT è diventato il social network danlan.org e sono stati creati portali per fingere matrimoni tradizionali: su Chinagayles.com, uomini gay e donne lesbiche si possono sposare in un cosiddetto xinghun, un “matrimonio felice”.

In Russia è sempre grazie ad una intensa campagna social (Twitter in particolare) che il movimento gay ha riscosso solidarietà persino da star mondiali del calibro di Lady Gaga o dell’attore Hugh Laurie, meglio conosciuto come “Doctor House”, per protestare contro la legge approvata dal Parlamento Russo, con la quale si vieta la “propaganda di rapporti sessuali non convenzionali”. Il tam tam telematico ha attivato un boicottaggio internazionale della vodka, bevanda simbolo del Paese, nei circoli e club LGBT di tutto il mondo e non solo.

In Italia, invece, qual è la situazione? il movimento omosessuale sul web ruota principalmente sulle iniziative promosse dal portale gay.it, che proprio in queste ore sta lanciando l’edizione più social del concorso Mister Gay, «il ragazzo gay più bello e più consapevole dei propri diritti negati». Le candidature si inviano esclusivamente su Facebook, Twitter e Instagram attraverso “selfie” degli aspiranti mister. Nella campagna social del concorso si punta l’indice contro quattro icone anti-gay Vladimir Putin, Carlo Giovanardi, Antonio Cassano e Iva Zanicchi.

Più in generale, in Italia le comunità LGBT si stanno affermando già da qualche anno sui social, dove, per esempio la pagina Facebook di gay.it conta 11.000 “mi piace” mentre quella del “sì” ai matrimoni oltre 30.000 “mi piace”. Ed è proprio quest’ultimo argomento ad essere diventato sempre più ricercato tra le parole-chiave dei principali motori come Google. La combinazione “nozze gay in Italia”, considerata ormai nel Belpaese la battaglia “madre” dei movimenti LGBT, genera 1.300.000 voci di ricerca, segno che nell’opinione pubblica l’argomento inizia ad essere un “tema caldo” per utilizzare il gergo di internet.
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CIA 666 shariah le Bestie ] tutto è di Unius REI [ non esiste nessuna forma di opposizione nel mio Regno mondiale! … perché il mio è anche un Regno Universale!
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Lo stilista Stefano Gabbana: “Sono stupito. Mi chiamano gay: ma come, ancora?” Italian fashion designer Stefano Gabbana arrives on the red carpet to attend the presentation of a portraits book ‘ Milan Fashion , soccer players portraits’ sponsorized by Dolce & Gabbana fashion brand , in downtown Milan, Italy, Thursday, May 19, 2011. (AP Photo/Luca Bruno)
https://it.aleteia.org/2017/12/18/stefano-gabbana-non-chiamatemi-gay/2/
Con questo piglio apre le ostilità Stefano Gabbana. Non fa nessuna crociata, ma vuole dire le cose con come stanno e come sembra ormai vietato dirle.

Certo, lo sa che la lobby gay è molto potente. L’ha sperimentato sulla sua pelle di uomo e imprenditore. Ma questo lo rafforza ancora di più nel rifiuto della parola incriminata: è una decisione maturata un anno fa anche se pare che esprima una coscienza che Stefano ha sempre alimentato e che attinge al concetto alto che ha della persona umana. Non banalizza il dolore che le beffe subite da chi ha un orientamento sessuale diverso subisce. Ne ha patito lui stesso, si è sempre difeso.
Rincorreva chi lo apostrofava per strada “Frocio!”. E se i semafori diventavano rossi non doveva essere un bel momento per i dileggiatori. Lo racconta Stefano stesso:
«Del resto ho sempre fatto così: quando per strada mi urlavano “frocio”, io li inseguivo». Davvero?
«Certo. Una volta uscendo di casa una macchina con quattro ragazzi mi ha gridato dal finestrino qualcosa del genere. Sfortuna per loro nel frattempo il semaforo è diventato rosso, li ho raggiunti e gli ho detto di scendere dalla macchina. Erano spiazzati».

Sa che ci sono persone più deboli e che vivono contesti più ostili dove lo stigma può diventare pesantissimo da sopportare. Proprio per questo sa che questa strategia che sembra a difesa degli omosessuali è falsa e dannosa.

Quando racconta del suo percorso personale, del venire allo scoperto, dell’annuncio fatto sui giornali prima che di persona ai genitori (che però sapevano, ne era praticamente sicuro) riferisce qualcosa della sua infanzia, di un papà scoperto tardi, poco presente. Di essersi sentito diverso molto presto. Parla di quanto pesi il giudizio altrui. Riferisce con una certa enfasi di come abbia consolato la mamma in lacrime, che gli telefonò dopo aver letto le sue dichiarazioni su Sette…
“Non sono un assassino, non spaccio, non uso stupefacenti. Al posto di amare una donna amo un uomo. Tu che problema hai?”
Stefano racconta anche del suo modo di vivere le relazioni, all’insegna della fedeltà e dell’esclusività. (Fosse per lui sarebbe ancora legato a Domenico, dice). Ma non possiamo tacere che a questa coscienza, seppure piuttosto equilibrata, manca un pezzo di verità.
Leggi anche: LGBT sempre più in sintonia con web e social network
I comportamenti omosessuali non sono affatto innocui, né per sé né per il proprio partner sessuale. Né tantomeno sono privi di ricadute negative sulla comunità, sulla società.
Ma quanto bene sta facendo con questo coraggio e questa virilità! Questo siamo davvero lieti di sottolinearlo.
Sì, ci troviamo nel pieno della famosa epoca nella quale fuochi (o telecamere) sarebbero state accesi per dire che le foglie son verdi in estate. E Stefano lo dice molto chiaramente, guardando in camera: io sono un uomo. E un uomo è un maschio. Nulla da aggiungere.
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Lo stilista Stefano Gabbana: “Sono stupito. Mi chiamano gay: ma come, ancora?”
Un’altra cosa che non vuole Stefano Gabbana è essere difeso. Mandato che molte sigle tutte consonanti i sono auto assegnate. Si difende da solo, da sempre.

Sono un uomo. Lei è una donna e i diritti per i quali lottare sono degli esseri umani. Di quelli dovrebbe occuparsi la politica e non strumentalizzare istanze inesistenti.

Invece essere gay è una cosa che non esiste. Lo dice senza paura – ma lo sa di sicuro che avrà conseguenze in termini, speriamo solo, di cagnara mediatica. Anche questo denota coraggio.

Dire gay serve per identificare delle persone.

“ma io non voglio essere identificato per la mia scelta sessuale. L’omosessualità è sempre esistita, non è che è una novità. Io sono un uomo, punto.”

Interessante che consideri il termine gay fuori tempo massimo, superato, mentre viene spacciato come conquista di indiscutibile progresso. Stefano invece vuole discuterne, eccome, visto che è parte in causa. E lo fa ponendosi ad un piano esterno rispetto a quella che potrebbe sembrare una messa in scena. La comunità gay, i diritti gay, le esigenze dei gay. No. Esce da questo perimetro soffocante e rifiuta il tag: un’etichetta? E perché mai? Non le sopporta e ha ragione. E chi davvero vuole essere etichettato? Nessuno che si stimi più degno di un prodotto da supermercato.

Nel testo scritto trae limpide conseguenze da questa contestazione: nemmeno il cinema, o la moda o i locali o la cultura devono essere “gay”! Il cinema è di tutti. La cultura è di tutti.

La giornalista gli fa, tra le altre, una domanda alla quale, possiamo essere certi, si sarà già risposto prima di rilasciare l’intervista; e forse anche prima di mettere in produzione una t-shirt con la scritta “I’m a man, i’m not a gay” che indosserà a breve, annuncia.
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Lo stilista Stefano Gabbana: “Sono stupito. Mi chiamano gay: ma come, ancora?”
Paola Belletti/Aleteia Italia | Dic 18, 2017 .. Itali .. con questo piglio apre le ostilità Stefano Gabbana. Non fa nessuna crociata, ma vuole dire le cose con come stanno e come sembra ormai vietato dirle.
Vuole colpire, sì parlano proprio di colpire lui e Michela Proietti del Corriere della Sera che gli serve la prima domanda, tutto l’ambaradan del politicamente corretto. Personalmente non vedo l’ora passi questo trend. Non se ne può più di dire e scrivere “politicamente corretto”. Nemmeno in inglese. Un’espressione infelice che appesantisce persino chi la usa per smontarla.

Fatto sta che lo stilista italiano tra i più amati al mondo, pure da quella parte che cavalca senza pudore la sella del politically bla bla…, intende far arrivare a chi vorrà sentirlo il suo secco rifiuto all’imposizione di una parola che non serve. E non esiste nemmeno, in senso stretto. Gay.
Bellissimo l’accento, sì anche quello milanese che sentirete nel video riportato, ma soprattutto quello che mette sulla vera parola chiave.

Essere. Sono. È.
E non ci si scappa. Un uomo è un uomo, una donna è una donna. Non vuole che un sacco di gente in giro per il mondo e il web si senta buona affibbiandogli un termine che lui (e chissà quanti altri) disconosce categoricamente. Né che ci sia bisogno di sentirsi buoni parlando di lui e dei suoi omologhi come di una categoria a sé. Le uniche due categorie innegabili e negate con arroganza da un po’ di tempo a questa parte, sono uomo e donna. Abbracciate tutte e due nella parola essere umano.
Leggi anche: Gender: quella strana paura della differenza uomo-donna
Sono un uomo e non voglio essere chiamato gay. Lo dice, lo fa scrivere. Sui giornali e sulle t-shirt.
“Mi sembra incredibile che ancora oggi si usi questo termine: sono biologicamente un maschio: lo stesso vale per una donna, che è una donna punto e basta, al di là di tutto. La parola gay è stata inventata da chi ha bisogno di etichettare e io non voglio essere identificato in base alle mie scelte sessuali»
Perché dare una definizione ad un uomo? Che ce l’ha già, intende.
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CIA 666 shariah le Bestie ] non è colpa mia.. [ se qualcuno mi vuole nascondere qualcosa, è proprio allora che il mio MINISTERO Unius REI si attiva, perché pensa di ricevere una opposizione, quindi io scopro tutte le cose che qualcuno pensa di volermi nascondere: con priorità assoluta… è in questo modo, io non posso avere segreti, ecco perché io sputtano tutto di tutti, a tutti, ed è così, che tutti i servizi segreti del pianeta, finiranno per andare a controllare il traffico stradale!
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Papa Francesco stoppa l’eutanasia negli ospedali cattolici in Belgio. Radio Vaticana | Ago 11, 2017. sodomitici ora spingono per ottenere la eutanasia: Gender & Satanismo!
I Fratelli della Carità ricevono un messaggio molto chiaro dal pontefice. Papa Francesco ha chiesto ad una Congregazione cattolica belga che assiste malati e disabili, di fermare l’offerta di accesso alla pratica dell’eutanasia negli ospedali psichiatrici da essa gestiti.

Nello scorso mese di maggio, i “Fratelli della Carità”, questo il nome dell’Istituto religioso maschile di diritto pontificio fondato da un sacerdote belga e approvato nel 1899, avevano annunciato che avrebbero permesso ai medici di praticare l’eutanasia nei suoi 15 ospedali psichiatrici in Belgio.

Insieme ai Paesi Bassi, il Belgio è l’unico Paese dove i medici sono legalmente autorizzati ad aiutare a morire le persone con problemi di salute mentale, su loro richiesta. Uno dei criteri per poter accedere all’eutanasia è la presenza nella persona di uno stato di “sofferenza insopportabile ”, inoltre è necessario almeno il parere di tre medici, tra cui uno psichiatra.

Il superiore della Congregazione cattolica in Belgio, Raf De Rycke, in un comunicato aveva precisato che l’eutanasia sarebbe stata eseguita solo in mancanza di “un trattamento alternativo ragionevole” e che ogni richiesta sarebbe stata esaminata con la “massima cautela. “Rispettiamo la libertà dei medici di effettuare l’eutanasia o no, recita ancora il comunicato, in quanto questa libertà è “garantita dalla legge. ”

La Casa generalizia dei “Fratelli della Carità” con sede a Roma, a maggio aveva emesso una dichiarazione in cui si sosteneva che permettere l’eutanasia va contro i principi fondamentali della Chiesa cattolica. “Questa è la prima volta che un’organizzazione cristiana afferma che l’eutanasia è una pratica medica ordinaria che cade sotto la libertà terapeutica del medico”, aveva scritto il superiore generale della congregazione, Rene Stockman, e questo, proseguiva “ è sleale, scandaloso e inaccettabile ”. Stockman aveva denunciato la forte pressione subita dall’Ordine riguardo all’eutanasia ma, aveva dichiarato: “ciò non significa che dobbiamo arrenderci» e aveva riconosciuto: «la secolarizzazione sta rovinando la congregazione in Belgio».
Il superiore generale nei mesi scorsi aveva quindi sollecitato una presa di posizione chiara da parte dei vescovi belgi e informata la Santa Sede che ha aperto un’indagine sul caso. E ora l’ordine ai “Fratelli della Carità” di non praticare più l’eutanasia negli ospedali psichiatrici da loro gestiti, entro agosto, arriva direttamente da Papa Francesco, mediante il Dicastero vaticano per la Vita consacrata. In caso di mancata adesione, potrebbero seguire severi provvedimenti canonici, fino alla scomunica.

La maggior parte dei pazienti che chiedono l’eutanasia in Belgio sono malati di cancro o hanno una malattia degenerativa, mentre il numero di persone con disturbi psichiatrici che la chiedono rappresenta solo il 3 per cento circa dei 4.000 morti per eutanasia ogni anno. Nel Paese questa pratica ha registrato un forte aumento negli ultimi dieci anni.
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CIA 666 shariah le Bestie ] non è colpa mia.. è stato il Mossad che ha insistito che, io dovevo commentare Aleteia!
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i sodomitici ora spingono per ottenere la eutanasia: Gender & Satanismo!
Scontro con il governo. C’è sempre più il timore che sia il primo passo verso l’eutanasia. Ruini: stessa trafila delle nozze gay .. Scontro con il governo. C’è sempre più il timore che sia il primo passo verso l’eutanasia. Ruini: stessa trafila delle nozze gay

Nella Lettera a monsignor Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e ai partecipanti al Meeting Regionale Europeo della World Medical Association, e citando la Dichiarazione sull’eutanasia del 5 maggio 1980, il Santo Padre ricorda quanto sia «moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico che verrà in seguito definito “proporzionalità delle cure» (Aleteia, 16 novembre).
3 paletti

Una scelta – procede il Papa – che «assume responsabilmente il limite della condizione umana mortale, nel momento in cui prende atto di non poterlo più contrastare», «senza aprire giustificazioni alla soppressione del vivere». Un’azione, dunque, «che ha un significato etico completamente diverso dall’eutanasia, che rimane sempre illecita, in quanto si propone di interrompere la vita, procurando la morte». Per un attento discernimento, spiega infatti Francesco, tre sono gli aspetti da considerare: «L’oggetto morale, le circostanze e le intenzioni dei soggetti coinvolti».
Come le nozze gay

In un’intervista a La Repubblica (16 dicembre) il cardinale Camillo Ruini chiarisce ulteriormente la posizione del pontefice: «Il Papa – spiega Ruini – escludeva giustamente l’accanimento terapeutico, ma escludeva con forza anche l’eutanasia. Questa legge, invece, all’eutanasia apre le porte, pur senza nominarla. È un modo di procedere un po’ ipocrita, simile a quello usato per legittimare di fatto il matrimonio tra persone dello stesso sesso, senza chiamarlo matrimonio ma parlando di unioni civili, che poi di fatto finiscono per avere tutta la sostanza di un matrimonio».
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Scontro con il governo. C’è sempre più il timore che sia il primo passo verso l’eutanasia. Ruini: stessa trafila delle nozze gay

Una presa di posizione unitaria e che si annuncia decisamente contraria alla legge sarà partorita dalla discussione al consiglio permanente della Cei, all’inizio del 2018.

La Conferenza episcopale italiana, dal cardinale presidente Gualtiero Bassetti in giù, scrive Vatican insider (18 dicembre), appare infatti compatta nell’esprimere un giudizio fortemente negativo sul biotestamento all’italiana. E la chiamata all’obiezione di coscienza nelle strutture ospedaliere cattoliche è un dato di fatto.
“Gesti essenziali”

Bassetti, ai microfoni di Radio Vaticana (14 dicembre), prima dell’approvazione della legge, aveva dichiarato: «Come Cei ci sta a cuore anche che venga riconosciuta – oltre alla possibilità di obiezione di coscienza del singolo medico – quella che riguarda le nostre strutture». Il cardinale presidente dei vescovi italiani, pur ammettendo che «non è facile stabilire a priori un confine netto che distingua accanimento terapeutico ed eutanasia», ribadiva che dar da mangiare e da bere sono «gesti essenziali», non terapie.
Leggi anche: La legge sul biotestamento? Ecco cosa non funziona secondo il mondo cattolico
Una protesta sempre più ampia

La nuova legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento (DAT), è stata definita «censurabile» dal vescovo di Ascoli Piceno Giovanni D’Ercole; «inaccettabile» dal vescovo di Trieste Gianpaolo Crepaldi. Mentre l’ex presidente dei vescovi italiani, cardinale Angelo Bagnasco, dice: «Questa legge non mi rallegra, non è un segno di civiltà».

Nella nuova Carta per gli Operatori Sanitari, pubblicata dal Vaticano a febbraio, si afferma che eventuali legalizzazioni dell’eutanasia suscitano «un grave e preciso obbligo di opporsi mediante obiezione di coscienza».

Insomma, nel mondo cattolico prevalgono largamente le perplessità sulla legge, come documentato anche in questo articolo di Aleteia (14 dicembre).
Leggi anche: Fine vita, importanti voci mediche contro il biotestamento
Cosa pensa realmente Papa Francesco

Ora chiariamo bene anche quella che è la posizione del pontefice, che nei fatti è in linea con la Cei: no all’eutanasia e no all’accanimento terapeutico, fermo restando che alimentare e idratare un paziente non è una forma di accanimento.
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Assad, parole Macron ‘non hanno valore’, Presidente francese lo aveva definito nemico del popolo siriano… indubbiamente ASSAD è il criminale meglio presentabile di tutta la LEGA ARABA.. io sono favorevole ad ucciderlo per ultimo! Mentre Macron è la Kekka di un satanista massone alto tradimento costituzio-anale la abominazione di Bilderberg!
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Abu Mazen, vogliono negare nostra storia ] ma, non è mai esistita una storia dei Palestinesi!
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#Arabia #Egitto #Saudi #IRAN ] il rammarico è tutto mio, che voi vi rifiutate di entrare nel Regno di Israele, perché avete pianificato il genocidio shariah del GENERE UMANO! [ 18 DIC – Il re dell’Arabia Saudita, Salman bin Abdulaziz Al Saud, ha ricevuto oggi a Riad il direttore della CIA, Mike Pompeo. La notizia viene riportata da Al Arabiya. All’incontro, avvenuto nel palazzo Al Yamamah, hanno partecipato, aggiunge la stessa fonte, anche il ministro degli Esteri saudita, Adel Al Jubeir, il capo dell’Intelligence saudita, Khaled bin Ali Al Humaidan, e altri esponenti delle autorità locali.
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#Arabia #Egitto #Saudi #IRAN ] il rammarico è tutto mio, che voi vi rifiutate di entrare nel Regno di Israele, perché avete pianificato il genocidio shariah del GENERE UMANO! NEW YORK, 18 DIC – Gli Stati Uniti hanno bloccato con il veto la risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu elaborata dall’Egitto per invalidare la decisione del presidente Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Il testo ha ottenuto 14 voti a favore, aumentando l’isolamento di Washington sulla questione.
Il testo non menziona direttamente gli Usa o Trump, ma “esprime il profondo rammarico per le recenti decisioni riguardanti lo status di Gerusalemme”.
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Turchia: 822 arresti in una settimana [ questo criminale deve essere bombardato al più presto! ] In maggioranza per legami con Gulen. ‘Uccisi 9 ribelli del Pkk’
ISTANBUL, 18 DIC – Continuano in Turchia gli arresti di massa sotto lo stato d’emergenza post-golpe. Nell’ultima settimana, sono 822 le persone finite in manette con accuse di terrorismo. Lo rende noto il ministero degli Interni. La maggior parte (575) è sospettata di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Altre 148 sono state arrestate per supposti collegamenti con il Pkk curdo. Nelle operazioni contro il Pkk sono inoltre stati “neutralizzati” 28 combattenti, 9 dei quali uccisi. Detenuti anche 75 sospetti affiliati all’Isis e 24 a gruppi illegali di estrema sinistra.
Dal tentato putsch dello scorso anno, in Turchia gli arresti per presunti reati di terrorismo sono più di 50 mila.
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Riprende a respirare pochi minuti prima che i medici le stacchino la spina [[ ovviamente, cibo e acqua non potrebbero mai essere intese come accanimento terapeutico! ]] Dallo shopping natalizio a un incubo che sembrava senza fine. Una bambina dell’Alabama – Lacey Jane Ayers – era finita in fin di vita sabato scorso dopo un incidente stradale gravissimo… La madre, il padre e il fratellino che erano presenti hanno riportato solo delle gravi ferite. La bimba, invece, ha riportato gravi traumi sia a livello cerebrale che al collo. Da giorni era ricoverata in terapia intensiva al Children’s Hospital di Birmingham e non dava segni di ripresa. Ormai i medici avevano perso ogni speranza. Tanto da contattare la famiglia per l’ultimo saluto prima di staccare la spina.
Ma proprio all’ultimo momento, la piccola ha riniziato a respirare e a muoversi. Un miracolo, e la famiglia è ripiompata nella gioia. Il percorso per la piccola è ancora lungo e bisognerà aspettare per vedere se alcuni danni cerebrali sono permanenti. In ogni caso il peggio sembra essere passato. Come riporta il Daily Mail, la dottoressa che la segue è rimasta molto soddisfatta dei progressi della piccola durante le ultime ore e lo zio l’ha visitata qualche giorno fa: L’ho visitata e mi ha stretto la mano, ha detto.
ALTRO SU MSN:
Biotestamento, Cappato: “Un primo passo, puntiamo all’eutanasia e al suicidio medicalmente assistito”
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Un selfie insieme tra due miss… il terzo incomodo si chiama shariah: nazismo fanatismo e genocidio! Selfie della Miss costringe la famiglia a fuggire. La Stampa – lunedì 18 dicembre 2017 Niente di sorprendente o compromettente, se non fosse che a scattare la foto, subito condivisa sui social, sono state le due reginette di bellezza di Iraq e Israele. Hanno postato lo scatto su Instagram, con la didascalia «pace e amore». Un gesto ingenuo, o una coraggiosa diplomazia delle miss, come l’ha definita qualche loro sostenitore, che però è costato alla famiglia della ragazza irachena la fuga dal Paese, inseguita da minacce di morte… Il selfie ha fatto il giro della rete nel mondo arabo, dove il sentimento anti-israeliano è fortissimo. La foto dello scandalo risale a novembre, è stata scattata a Las Vegas, durante le selezioni di Miss Universo: ritrae Sarah Idan, irachena che vive negli Stati Uniti, sorridente accanto ad Adar Gandelsman, Miss Israele. Entrambe vestono la fascia del concorso, e descrivono l’immagine con uno slogan in inglese: «Peace and Love from Miss Iraq and Miss Israel». Subito arrivano migliaia di «like», ma nei commenti piovono anche critiche e insulti feroci. Molti dovuti al fatto che la ragazza irachena aveva lanciato in rete diversi scatti in cui era vestita solo con un bikini.
Quando si rendono conto del caos scatenato, le due provano ad arginare le voci degli haters: «Selfie più foto in bikini insieme hanno creato un caos a casa di Sarah – spiega Gandelsman alla tv israeliana -, la gente minacciava che se non fosse tornata in patria e non avesse rinnegato quelle foto e il titolo (di Miss Iraq), l’avrebbero uccisa». Sarah Idan ha difeso la foto e il significato del messaggio lanciato: «Il mio post non significa che io sostenga il governo israeliano e che accetti le loro politiche nei confronti del mondo arabo», ha scritto sui social. Ma a poco è servitoe: lei e i suoi familiari, che vivono in Iraq, sono stati costretti a fuggire. Hanno fatto perdere le loro tracce. Secondo diversi media, fra cui il britannico «Independent», si sarebbero nascosti in casa di parenti o amici fidati. «Mi scuso con chiunque consideri il mio gesto dannoso per la causa palestinese – aggiunge Sarah -. Il mio era un appello alla pace e alla speranza per la fine della crisi».
L’ Iraq non ha mai riconosciuto Israele e circa 120.000 ebrei iracheni sono stati costretti a lasciare il Paese dopo il 1948, quando l’ Iraq ha iniziato a varare una serie di leggi antiebraiche in risposta alla creazione dello Stato israeliano. Le forze irachene e israeliane hanno combattuto una contro l’altra nel 1948, 1967 e 1973. Nel 1981, Israele ha bombardato un reattore nucleare iracheno vicino a Baghdad, mentre Saddam Hussein, nel 1991, lanciò missili su Israele.
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è un fenomeno strano che la LEGA ARABA shariah sia strapiena di malati mentali e maniaci sessuali come Erdogan! Un arresto per uccisione diplomatica Gb.
Si indaga per crimine comune, non politico
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(modificato)
Blu Skay eih https://www.youtube.com/channel/UC99HZj4UH0sIlU8uedLuZPg tu riesci a leggere i miei commenti oppure in youtube mi hanno trasformato in una persona invisibile?
il fatto che MAURO Biglino dice di essere ignorante in teologia, questa affermazione gli costerà cara, perché lui ridicolizza ogni teologia!
e per quale motivo gli angeli si sono ribellati a Dio? perché, Dio JHWH ha deciso di dare agli uomini la natura divina, ma non agli angeli! quindi i demoni incarnati (aliens abduction SpA Corporation FMI BM NWO ) attraverso una operazione OGM hanno creato Adamo ed Eva per umiliare e sfidare Dio? .. è una ipotesi più che possibile.. no anzi, è la sola ipotesi possibile! Quindi Dio ha accettato la sfida e si è incarnato nella Immacolata Concezione per vincere questa sfida e liberare tutto il genere umano! Non sono forse stati umiliati e sconfitti tutti gli Eloim di Biglino il satanista anche da Unius REI? https://youtu.be/JFuSWgQ1O2w
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1-50 di 1886 ] Israele e la truffa del Messia [ Bin Salman ] a Mecca 666 Kaaba? una sola macelleria! .. se ti uccido? niente di personale!
http://uniusreiorwarw666imf.blogspot.com/2017/12/israele-e-la-truffa-del-messia.html
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Bin Salman ] che ti devo dire [ quei gaglioffi dei Farisei amano così tanto il loro Messiah che sono andati a prenderlo con la banda!
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Bin Salman ] il problema di Israele è che mi vuole solo per se… il mio problema è che io disintegro i massoni come lui: all’INFERNO!
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INDIA, bisogna condannare INDIA a embargo totale!
La Chiesa indiana condanna l’attacco a seminaristi e sacerdoti in Madhya Pradesh
A Satna i cattolici sono stati tenuti in ostaggio dai fondamentalisti indù. Mons. Mascarenhas: “L’accusa di conversione forzata contro di loro è vuota e ridicola”. “È tempo di andare oltre le parole e le promesse”. “Terroristi indù si travestono da polizia religiosa”.

New Delhi (AsiaNews) – La Chiesa cattolica dell’India condanna l’aggressione subita da 30 seminaristi e due sacerdoti in Madhya Pradesh, fermati da fondamentalisti indù e tenuti in ostaggio nella stazione di polizia di Satna per diverse ore. In una nota diffusa da mons. Theodore Mascarenhas, segretario generale della Conferenza episcopale indiana (Cbci), i vescovi esprimono “sgomento, dolore e sofferenza per la violenza ingiustificata perpetrata contro i cattolici” e denunciano che negli ultimi mesi nello Stato indiano “si sono verificati altri episodi di molestia contro la Chiesa cattolica”.

Mons. Mascarenhas lamenta che sacerdoti e seminaristi del St. Ephrem’s Theological College sono stati bloccati da un gruppo di estremisti indù mentre “erano impegnati in un programma abituale di canti di Natale, che si svolge da 30 anni”. “Ciò che è ancora più scioccante – continua – è che sono stati messi in custodia anche otto sacerdoti che si erano recati alla stazione per avere notizie degli arrestati. Al di fuori della stazione, la situazione era diventata così ostile che persino coloro che volevano solo far visita ai detenuti non hanno avuto il permesso di vederli”.

Secondo il segretario della Cbci, “l’accusa di conversione [forzata] rivolta a sacerdoti e seminaristi è vuota e ridicola. È vergognosa la violenza perpetrata da gruppi che reclamano di essere ‘nazionalisti’ e si mettono addosso il mantello di protettori del ‘nazionalismo’ e della ‘religione’. È disgustosa e orribile la complicità della polizia che ha arrestato i seminaristi ed è rimasta inerme mentre essi e i sacerdoti venivano aggrediti. Tale abuso della forza poliziesca e infrangimento dell’ordine pubblico non è tollerabile in una democrazia e in una società civilizzata”. “La Conferenza episcopale indiana condanna il comportamento di questi scagnozzi che hanno anche incendiato una macchina dei sacerdoti. Tutti gli indiani perbene proveranno vergogna per questi terroristi che si travestono da ‘polizia religiosa’. Siamo certi che essi non parlano a nome dei nostri fratelli indù aperti di mente e amanti della pace”.
http://www.asianews.it/notizie-it/La-Chiesa-indiana-condanna-l%E2%80%99attacco-a-seminaristi-e-sacerdoti-in-Madhya-Pradesh-42600.html
Mons. Mascarenhas sottolinea la gravità di quanto accaduto, a pochi giorni da quanto affermato dal vice-presidente indiano durante lo scambio degli auguri di Natale con i vescovi, che aveva lodato il contributo dei cattolici per lo sviluppo della nazione. Il segretario ricorda altri episodi di intolleranza verso le minoranze religiose, come i linciaggi dei musulmani puniti per il consumo e il commercio di carne di vacca. “Le azioni dei vigilanti delle vacche non fanno onore alla nostra democratica nazione che ha una lunga tradizione di civiltà e coesistenza armoniosa”.

“È tempo di andare oltre le parole e le promesse. La violenza è pericolosa”, continua la nota. “Facciamo appello a tutta la leadership politica, al centro come negli Stati, affinchè ripristini l’ordine pubblico e agisca in modo severo contro i criminali che infamano il lavoro dei leader che vogliono portare la pace e lo sviluppo tra la nostra gente. Questi elementi, finora rimasti ai margini, non possono guadagnare il centro della scena. La comunità cristiana è riconosciuta dai capi politici e sociali ad ogni livello come ‘una comunità che ama la pace’ e che lavora con ogni governo centrale e statale impegnandosi a costruire la nazione. Continueremo a farlo. Ma è giunto il momento per i nostri leader di andare oltre le promesse e assicurare che ogni cittadino indiano possa vivere senza paura, con rispetto e dignità”.
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bisogna condannare INDIA a embargo totale! 15/12/2017 08:45:00 INDIA
Madhya Pradesh, pericolosi canti di Natale: 30 seminaristi e due sacerdoti tenuti in ostaggio

I cristiani fermati ieri a Satna. La loro auto è stata bruciata. Come ogni anno, volevano raggiungere un villaggio sperduto per eseguire dei canti natalizi.

15/06/2017 08:52:00 INDIA
Cristiani del Madhya Pradesh: giustizia per la suora arrestata con false accuse di conversioni forzate

Suor Bina Joseph è “traumatizzata”. La religiosa rinchiusa per 12 ore insieme a quattro ragazze tribali. L’arcidiocesi di Bhopal presenta un esposto al capo delle ferrovie statali. Le donne si trovano nel Centro pastorale. Vice provinciale delle carmelitane: “Continueremo a servire i poveri”.

09/10/2017 12:03:00 INDIA
Vescovi cattolici condannano il rogo di divinità indù nel Mizoram: è fondamentalismo

Giovani cristiani protestanti hanno appiccato il fuoco contro immagini delle divinità e la bandiera indiana. Mons. Mascarenhas: “Siamo scioccati per il fatto che qualcuno possa mostrare mancanza di rispetto nei confronti di un’altra religione in nome di Cristo”. “La religione è un mezzo per costruire ponti”.

14/06/2017 10:15:00 INDIA
Madhya Pradesh, una suora arrestata (e rilasciata) per ‘conversioni forzate’

Suor Bina Joseph e quattro ragazze rimaste in custodia della polizia ferroviaria per 12 ore. Rilasciate dopo l’interrogatorio. La denuncia da parte dei giovani fondamentalisti indù del Bajrang Dal e Matrushakti. Vescovo di Bhopal: “L’atteggiamento degli agenti è da condannare”.

26/04/2017 12:02:00 INDIA
Madhya Pradesh: dopo otto anni, vescovo assolto dall’accusa di conversione forzata

Mons. Mathew Vaniakizhakkel è il vescovo emerito di Satna. Insieme a cinque cattolici, nel 2009 egli è stato denunciato per conversione, cospirazione e disturbo della pace tra le religioni. L’accusatore poi si è pentito e ha chiesto perdono. Leader cristiano: “La legge anticonversione è uno strumento per molestare i cristiani”.
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ciao Biglino! .. non sono un carismatico.. io sono soltanto un metafisico..
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Gaza rocket smashes into Israeli town near border, damaging home… PERCHè nessuno si insospettisce del MALIGNO pacifismo degli israeliani.. tutti i detrattori degli israeliani, avrebbero tutti avuto, delle reazioni assai più letali! Erdogan per quello che ha fatto in Siria e che fa ai Curdi? lui non dovrebbe neanche fiatare! .. e questo lo sanno tutti Mohammed ha faccia da culo!
No injuries reported as two missiles fired at southern Israel, latest in upswing of attacks amid rise in tensions with Palestinian enclave
Police officers locate a rocket that was fired from the Gaza Strip and struck southern Israel on December 17, 2017. (Israel Police)
A rocket fired by a terrorist group in the Gaza Strip struck next to a home in an Israeli community north of the coastal enclave on Sunday night, causing damage but no injuries, according to media reports.
https://www.timesofisrael.com/gaza-rocket-smashes-into-israeli-town-near-border-damaging-home/
The army confirmed that two rockets were launched from the Gaza Strip and struck inside Israel, in the Hof Ashkelon region.
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Luca XBOX ONE ] Prima leggi la Bibbia senza la barriera teologica poi parla
ANSWER [ ma Mauro Biglino ha detto che la Bibbia è di esclusiva proprietà degli ebrei.. quindi, non fare il servetto di Mauro Biglino a 90gradi, soltanto, tu non puoi neanche leggerla la Bibbia!
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perché tu hai fatto di Mauro Biglino il tuo GURU? non hai sentito della storia circa il Tetagramma, che sono state messe vocali erronee per ingannare i goyims blasfemi Testimoni di GEOVA?
non c’é nessuno che può dire che non c’é il nome di Dio nella Bibbia!
infatti per rispetto al tetagramma JHWH gli ebrei fingono di leggere Adonai che significa il Signore!
vuoi vedere che youtube ha reso invisibili i miei commenti? quì non mi risponde nessuno!
https://youtu.be/JFuSWgQ1O2w
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im Yitzhak Kaduri’s Messiah
22:49 17.12.2017 | Boris Johnson è il figlio della Maledizione.. e non potrebbe essere diversamente dato che sua Madre la abominazione: Lilith Gezabele second queen UK Gender, protegge e rappresenta: sia la eretica Chiesa Anglicana: diamo il matrimonio ai Gay, sia JaBullOn che è la moderna rivisitazione di Baal Peor.. ecc.. ecc.. alto tradimento Costituzionale il signoraggio bancario, ecc.. ecc.. che questa è una storia così tragica di relativismo e di nichilismo che noi non abbiamo bisogno dei russi, perché ci stiamo ammazzando sa soli, per la felicità di Erdogan il predone che sogna un lauto bottino!
Non è corretto il paragone della Russia con Sparta che ha fatto il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson, ha dichiarato la portavoce del dicastero diplomatico russo Maria Zakharova.

Così ha commentato l’intervista del ministro britannico pubblicata oggi sul Times, in cui caratterizzava la Russia come un Paese chiuso e bellicoso come Sparta, mentre Atene con la sua democrazia e cultura incarna gli Stati Uniti e l’Unione Europea.

“Il paragone non è corretto. La questione non è nemmeno nel fatto che la Russia non è mai stato un Paese bellicoso, a differenza di alcuni Paesi europei. L’essenza dello scontro tra Atene e Sparta è l’oligarchia come sistema di potere di quest’ultima. Penso che non si possa immaginare nulla di più oligarchico del Regno Unito”, ha scritto la portavoce del ministero degli Esteri russo sulla sua pagina Facebook.

Secondo la Zakharova, “come storicamente la monarchia britannica era costruita su una potente base oligarchica, nei nostri giorni attira il capitale oligarchico, facendo questo molto consapevolmente”.

“Pertanto Boris Johnson ovviamente si sbaglia, ma con questo paragone si può essere d’accordo: le guerre tra Atene e Sparta hanno indebolito la Grecia antica, cosa sfruttata dai persiani e macedoni. Oggi le contese seminate e raccolte attivamente dall’Occidente, in particolare in Europa, sicuramente rendono vulnerabile la civiltà occidentale di fronte alle minacce moderne, come ad esempio l’ISIS,” — ha scritto la Zakharova. https://it.sputniknews.com/politica/201712175413815-Russia-Regno-Unito-UK-UE-democrazia-oligarchi-conflitto-Europa-geopolitica/
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im Yitzhak Kaduri’s Messiah
22:39 17.12.2017 | la guerra contro la Turchia passerà con il nome: “la guerra dei 7giorni!” 17 DIC – Il presidente Recep Tayyip Erdogan intende aprire l’ambasciata turca a Gerusalemme est seguendo la decisione dei Paesi dell’Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) di riconoscerla capitale dello Stato palestinese.
“L’abbiamo già riconosciuta come capitale dello Stato palestinese ma non siamo stati in grado di aprirvi la nostra ambasciata perché Gerusalemme è ancora sotto occupazione. Se Dio vuole vi apriremo la nostra ambasciata”, ha aggiunto. Lo scrive la stampa turca.
https://it.sputniknews.com/mondo/201712175412932-Russia-missili-festa/

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la guerra contro la Turchia passerà con il nome: la guerra dei 7giorni! 17 DIC – Il presidente Recep Tayyip Erdogan intende aprire l’ambasciata turca a Gerusalemme est seguendo la decisione dei Paesi dell’Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) di riconoscerla capitale dello Stato palestinese.
“L’abbiamo già riconosciuta come capitale dello Stato palestinese ma non siamo stati in grado di aprirvi la nostra ambasciata perché Gerusalemme è ancora sotto occupazione. Se Dio vuole vi apriremo la nostra ambasciata”, ha aggiunto. Lo scrive la stampa turca.

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NON NON LO FACCIANO! FORSE VERRANNO GLI AUSTRIACI A SALVARCI DAGLI SHARIAH! Austria: Gozi, mantenga impegni su quote ‘Ribadiremo posizione al nuovo governo di Kurz’

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se c’é il demonio Shariah? poi, c’é sempre Allah Akbar per i roditori del PD ] QUETTA (PAKISTAN), 17 DIC – Continua a salire il bilancio dell’attacco, rivendicato dall’Isis, contro una chiesa metodista a Quetta in Pakistan. Le autorità parlano di 9 morti e oltre 50 feriti. “Tuttavia non escludiamo che il bilancio dei morti possa aumentare”, ha detto il capo della polizia del Baluchistan Moazzam Ansari, aggiungendo che uno degli assalitori che ha lanciato l’attacco è rimasto ferito.

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22:26 17.12.2017 |
il motto di Putin è: “dam in gan e spizm na gam!”
come a dire dammi la pagnotta che ti regalo la patata!
come a dire “gli affari innanzi tutto!”
Putin è onesto al 80%, ma, per il 20% lui, da i cristiani in pasto ai topi in Korea del Nord, fa il dopaggio degli atleti russi, foraggia: tutti i terroristi islamici amici suoi, e questo è soltanto per fare concorrenza ad Obama: e non sfigurare affianco a lui!
Il CIO vieta emblemi della Russia alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang
https://it.sputniknews.com/mondo/201712175413574-atleti-russi-sport-doping-russofobia/
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22:20 17.12.2017 |
“Basta spaventare la gente”: l’Ambasciata russa a Londra risponde al Times..
ho sempre pensato che Gezabele UK 666 CIA Elisabeth queen second, cioè, che lei fosse più pericolosa dell’ISIS! L’Ambasciata russa nel Regno Unito ha reagito con umorismo all’articolo del Times sulle navi russe che potrebbero danneggiare deliberatamente i cavi sottomarini di internet.

“Beh, il Times va fino in fondo sulle sue convinzioni riguardo la Russia, che avrebbe uno strumento in grado di rompere i cavi… Non dimenticare i satelliti. Pensate in grande!” — si legge nel tweet pubblicato dai rappresentanti della missione diplomatica russa.
https://it.sputniknews.com/mondo/201712175413482-Russia-russofobia-Regno-Unito-UK-USA-cavi-NATO/
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22:15 17.12.2017 |
era difficile con Hitler, Stalin, Mao, Mohammed, Kim Jong-un, Poroshenko, Erdogan, Xi, ecc.. cioè era difficile pensare di fare opposizione agli ordini ricevuti! WASHINGTON, 17 DIC – Deputati e gruppi ebraici stanno aumentando la pressione sull’amministrazione Trump perché espella l’ultimo collaboratore nazista che vive negli Usa. Una corsa contro il tempo data la sua età, racconta il New York Times: si tratta di Jakiw Palij, 94 anni, privato 14 anni fa della cittadinanza americana da una corte federale di New York per aver celato il suo servizio come guardia armata in un brutale campo di lavoro nella Polonia orientale, dove 6000 prigionieri ebrei furono uccisi in una fossa in un solo giorno nel 1943.
Un giudice aveva ordinato la sua espulsione in Germania, Polonia, Ucraina o in qualsiasi altro Paese disponibile ad accoglierlo ma i tre Paesi hanno detto ‘no’, consentendogli così di continuare a vivere nella sua casetta a schiera nel Queens.
https://it.sputniknews.com/politica/201712175413722-Pushkov-Russia-Ucraina-Maidan-Kiev-demografia-crisi-NATO-Occidente/
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era difficile con Hitler, Stalin, Mao, Mohammed, Kim Jong-un, cioè era difficile pensare di fare opposizione agli ordini ricevuti! WASHINGTON, 17 DIC – Deputati e gruppi ebraici stanno aumentando la pressione sull’amministrazione Trump perché espella l’ultimo collaboratore nazista che vive negli Usa. Una corsa contro il tempo data la sua età, racconta il New York Times: si tratta di Jakiw Palij, 94 anni, privato 14 anni fa della cittadinanza americana da una corte federale di New York per aver celato il suo servizio come guardia armata in un brutale campo di lavoro nella Polonia orientale, dove 6000 prigionieri ebrei furono uccisi in una fossa in un solo giorno nel 1943.
Un giudice aveva ordinato la sua espulsione in Germania, Polonia, Ucraina o in qualsiasi altro Paese disponibile ad accoglierlo ma i tre Paesi hanno detto ‘no’, consentendogli così di continuare a vivere nella sua casetta a schiera nel Queens.

#Bin-Salman #Netanjahu ] chi mi libera dal blocco dei satanisti della CIA NSA?
giovanni 18:58 18.12.2017 |
Igor il russo? Perche· anche voi della redazione lo chiamate Igor il russo nel titolo principale dell· articolo ? Scrivete subito il suo vero nome e provenienza etnica . Non basta che tutta la prostituita informazione dei media europei a libro paga del regime anglosionista continui a diffondere notizie di apertura nei vari notiziari informativi sul criminale serbo ,chiamandolo IGOR IL RUSSO, per diffondere come sempre discredito e propaganda contro la Russia …… Per poi gettare fango e in maniera subliminale convincere la gente che sia veramente russo ,o almeno per i milioni di sprovveduti che seguendo le notizie dei media del regime sionista occidentale , non ci fanno caso a quale nazionalita· appartenga il noto criminale serbo ……Che effetto farebbe se invece di chiamarlo Igor il russo nei vari notiziari europei ,lo chiamassero IGOR L· EBREO-SIONISTA? Chissa· che pandemonio si creerebbe a livello internazionale ,con accuse di villipendio ,calunnie e incitamento all· odio razziale …..contro la COMUNITA EBRAICA INTERNAZIONALE!
https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/201712185417419-igor-il-russo-vuole-tornare-in-italia/
aidenzio
19:40 18.12.2017
Se viene processato nel paese del ben godi, Igor il Serbo chiedera i danni allo Stato per gli 8 mesi di latitanza e i giudici glieli concederanno
alfredo denzio
Rispondi
giovanni In risposta aidenzio( 18.12.2017 | 1
aidenzio, non hai tutti i torti a commentarlo , visto che in Italia le toghe sioniste si interessano solo della loro confraternita e del bene dell· associazione!

A.Martino In risposta giovanni( 19.12.2017 | 1
giovanni, sì, in effetti questa storia di “Igor il russo” fa proprio schifo, diversi milioni di nostri concittadini lobotomizzati credono sicuramente alla nazionalità russa di questo delinquente.
E poi sbraitano che qualcuno prende a testate queste sacre vestali della Verità.Ciao.

giovanni In risposta A.Martino( 19.12.2017 | 1
A.Martino, e· proprio cosi· come entrambi commentiamo ! Colgo l· occasione per augurarti buone feste a te e ai tuoi cari .Ciao a risentirci ,alla prossima

robfest
11:18 19.12.2017
Primo : ricordiamoci che non é assolutamente vero quello che tutti media vogliono fare credere e cioè che in Italia ci siano più delinquenti e reati che nel resto d’Europa, siamo anzi sotto la media. Secondo : non credo che Feher abbia chiesto di tornare in Italia, figuriamoci se abbia potuto fare una conferenza stampa dopo tre omicidi, sono stronzate scritte da falsi giornalisti. Terzo : un anno in più di carcere non avrebbe risolto un granchè per un delinquente come Feher. Quarto : soltanto un mese addietro un carabiniere ha massacrato la sua famiglia, in Italia, tre morti, la notizia di un solo giorno scomparsa nel nulla.

im Yitzhak Kaduri’s Messiah In risposta giovanni( 19.12.2017 |
giovanni, tutti i delitti dei comunisti e loro DEMO PLUTO GIUDAICO MASSONE ROTHSCHILD! 100milioni di morti tutti innocenti! ] [ Perché non se ne parla? Solo perché l’hanno perpetrata i comunisti!!!
Papa Francesco ha ricordato i quasi 3,5 milioni di vittime della fame provocata deliberatamente nei campi dell’Ucraina per via delle politiche del dittatore comunista Joseph Stalin, dell’ex Unione Sovietica, tra il 1932 e il 1933 per “collettivizzare” fattorie, bestiame e terre agricole.
L’episodio, oggi chiamato Holodomor, è stato quello di maggiori proporzioni ma non l’unico del suo genere: 1,5 milioni di persone in Kazakhstan e quasi un altro milione di abitanti del nord del Caucaso e delle regioni lungo i fiumi Don e Volga hanno subito un supplizio simile nella stesso periodo, sempre causato intenzionalmente dal Governo comunista.

In un messaggio al popolo ucraino, Papa Francesco ha menzionato “la tragedia dell’Holodomor, la morte per fame provocata dal regime staliniano con milioni di vittime. Prego per l’Ucraina, perché la forza della fede possa contribuire a guarire le ferite del passato e promuovere oggi cammini di pace”.
Il genocidio ucraino iniziò per via della resistenza di molti contadini del Paese alla collettivizzazione forzata, una delle basi del regime comunista per sopprimere la proprietà privata. I sovietici confiscarono massicciamente bestiame, terre e fattorie degli ucraini e imposero loro punizioni che andavano dai lavori forzati agli omicidi sommari, passando per brutali sfollamenti di intere comunità. it.aleteia.org/2017/12/01/papa-francesco-genocidio-ucraino-stalin-crimini-comunismo

im Yitzhak Kaduri’s MessiahIn risposta aidenzio( 19.12.2017 |
aidenzio, TALIA distrutta dal PD e dai suoi complici Bilderberg. che non esistarono a mandare il defoult l’Italia, per far cadere Berlusconi! Siamo ricattati dalle Banche e non siamo più un popolo sovrano!

im Yitzhak Kaduri’s MessiahIn risposta A.Martino( 19.12.2017 |
A.Martino, Salve, ( sorry, noi ti abbiamo messo in cul0 60 canali contemporaneamente, senza dichiararti il motivo! ) ok ma se io non ricevo in [email protected] le comunicazioni di quelli che mi rispondono in it.sutniknews, come faccio a sapere se in internet voi mi avete trasformato in uomo invibile?
Abbiamo ricevuto il tuo ricorso contro la sospensione dell’account e ti risponderemo appena possibile.
Cordiali saluti,
Il team di YouTube
YouTube Accounts
16 dic
mene techel peres. Burn Satana in Jesus’s name. amen alleluia, Drink your poison made by yourself

a me
Salve,
Grazie per il ricorso sulla sospensione dell’account. Abbiamo deciso di mantenere sospeso l’account sulla base delle Norme della community e dei Termini di servizio. Per ulteriori informazioni, la invitiamo a visitare la pagina ..

im Yitzhak Kaduri’s Messiah In risposta robfest( 19.12.2017 |
robfest, questa mail [email protected] l’unica con canale youtube attivo, non trasmette nulla e non riceve nulla!

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