TURQUIA jihadismo Erdogan golpe shariah terrorista

alto tradimento e immigrazione clandestina, di migranti economici abusivi.. la speranza di questi ingressi deve essere stroncata! le ONG devono essere incriminate per cinismo e sfruttamento della schiavitù!
Migranti: Amnesty accusa governi Ue, Complici torture in Libia, Ong attacca Italia
BRUXELLES, 12 DIC – “I governi europei” ed “in particolare l’Italia” sono “consapevolmente complici delle torture e degli abusi su decine di migliaia di migranti detenuti dalla autorità libiche per l’immigrazione in orribili condizioni in Libia”. Lo scrive Amnesty International in un rapporto. “Non solo non sono stati pienamente consapevoli di questi abusi ma, sostenendo le autorità libiche nel fermare le traversate e tenere la gente in Libia, sono stati complici di questi crimini” ha detto il direttore John Dalhuisen.

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non c’é qualcuno che si può opporre ad una decisione sovrana! Gerusalemme capitale
La comunità internazionale ha respinto l’improvvida decisione del presidente Donald Trump di ordinare il trasferimento dell’ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme.

22/09/2017 11:55:00 #TURQUIA
En Estambul, arrestaron a 14 abogados que defendían a docentes presos y en huelga de hambre

Los letrados pertenecen al Departamento para los Derechos del Pueblo (HHB), y fueron incriminados con la acusación de terrorismo. Tendrían vinculaciones con el Frente Revolucionario de la Liberación Popular (DHKP-C), un grupo marxista que ha sido declarado ilegal. El arresto se produjo en la vigilia del proceso contra los dos docentes, marcando una coincidencia de tiempos que resulta “sospechosa”.

31/08/2017 14:10:00 TURQUIA
Las purgas de Erdogan abarrotan las cárceles: más de 22.000 detenidos duermen en el suelo

Por primera vez, la población carcelaria total supera los 224.000 habitantes. En la actualidad las cárceles turcas pueden alojar un máximo de 200.000 detenidos. El gobierno libera a presos comunes para recluir a presuntos “golpistas”. Los fondos destinados a las prisiones superan el presupuesto de muchos ministerios. Para fines de 2017 se dispondrá de 76 prisiones nuevas.

14/07/2017 14:16:00 TURQUIA
A un año del “golpe” arrestos y purgas en el reino del “sultán” Erdogan

Continúa la campaña de represión iniciada el día después del golpe de Estado del 15 de julio de 2016. Más de 50 mil arrestos, 120 mil detenciones, 170 mil personas investigadas. Licenciado también el piloto que había llevado a salvo al presidente en la noche del golpe. Iniciadas las celebraciones deseadas por el gobierno, la marca del nacionalismo y del culto de Erdogan.

23/05/2017 09:46:00 TURQUIA
Ankara, comienza el proceso contra 220 oficiales de alto rango del ejército

Incluso van tras las rejas 26 generales. Entre éstos figura Akin Ozturk, ex comandante de Aeronáutica y otrora fidelísimo del presidente. El fiscal pide la cadena perpetua. Afuera, grupos de manifestantes claman por la pena de muerte. El fin de semana pasado, Erdogan fue reelecto como guía del partido AKP.

18/07/2017 13:42:00 TURQUIA
Turquía: nueva ola de arresto de activistas pro-derechos humanos incluye a la directora de Amnesty

Un tribunal turco confirmó la cárcel para seis militantes, entre ellos, para Idil Eser. AI se refiere a la situación vigente en el país como un “simulacro de justicia”. También fueron llevadas a prisión dos personas que se desempeñaban en actividades de capacitación, un sueco y un alemán. Ellos habrían cometido “un delito” en nombre de una “organización terrorista” (el movimiento de Gülen) aunque “sin formar parte de la misma”.

TURKEY

Turkey, life sentence sought for three journalists accused of complicity in (failed) coup

Brothers Ahmet and Mehmet Altan and the 73-year-old columnist Nazli Ilicak. Judges rule they attempted to overthrow government and constitutional order and are guilty of complicity with a terrorist organization. Lawyers bail application denied. The government wants to build 228 new prisons in five years.

Istanbul (AsiaNews / Agencies) – A Turkish court has demanded a life sentence for three prominent journalists and intellectuals, accused of links with the masterminds that organized the (failed) July coup d’état. According to the official agency Anadolu, the brothers are Ahmet and Mehmet Altan, together with the famous 73-year-old chronicler and intellectual Nazli Ilicak.

The magistrates have ruled that they “tried to overthrow the government”, “attempted to overturn the constitutional order” and “committed a crime in the name of a terrorist organization”, without “being a member”.

The prosecutor has asked for life imprisonment – the maximum sentence, since there is no death penalty which, however, the Turkish president and large sections of the population want to restore – for each of the three counts of indictment.

At the conclusion of the indictment, the judges recessed the trial until February 12th and ordered the continuation of the precautionary custody in prison for the three defendants. Therefore, their lawyers bail requests submitted during the hearing were rejected.

Yesterday three others people were also threatened with life imprisonment during preliminary hearings: the former marketing director of the daily Zaman Yakup Simsek, the instructor of the police academy Sükrü Tugrul Özsengü and Zaman cartoonist Fevzi Yazici. It is a further confirmation of the crackdown imposed by Ankara on information and which places the country (according to Reporters Without Borders, RSF) at 155th place out of 180 for freedom of the press.

Just over one and a half years since the failed coup in Turkey during the night between July 14 and 15 2016, which has facilitated rather than undermined the total dominion of President Recep Tayyip Erdogan, the campaign of repression launched by the authorities against alleged accomplices or supporters continues. Among the accusations, most often pretentious, the affiliation to Kurdish “terrorist” groups or the belonging to the movement that belongs to the Islamic preacher Fethullah Gülen, in exile in Pennsylvania (United States).

According to Erdogan and leading authorities, he is the true mastermind of the coup in Turkey during which 270 people died and thousands were injured. The Ministry of the Interior issued a statement announcing that in the last week alone, the security forces carried out 1,323 operations, which resulted in the arrest of 4,062 suspects. In total, over 50 thousand people have been arrested, over 140 thousand suspended or driven from work , public or private.

Meanwhile, the Turkish government is continuing its plan to extend its prisons, which provides for the construction of 228 new structures within the next five years. In this way the overall capacity of the prison system should increase by almost 138 thousand. Today there are 384 prisons with a total capacity of 207,279 people. A number less than the total prison population that, in October 2017, had 228.983 prisoners. On completion, according to the government, the prisons will have a capacity of almost 350 thousand units.
Turchia, chiesto l’ergastolo per tre giornalisti accusati di complicità nel (fallito) golpe
Si tratta dei fratelli Ahmet e Mehmet Altan e della cronista 73enne Nazli Ilicak. Per i giudici avrebbero cercato di rovesciare governo e ordine costituzionale e sarebbero complici di una organizzazione terrorista. Respinta l’istanza di scarcerazione avanzata dai legali. Il governo vuole costruire 228 nuove carceri in cinque anni.

Istanbul (AsiaNews/Agenzie) – Un tribunale turco ha chiesto l’ergastolo, in regime di carcere duro, per tre giornalisti e intellettuali di primo piano, accusati di legami con le menti che hanno organizzato il (fallito) colpo di Stato del luglio dello scorso anno. Secondo quanto riferisce l’agenzia ufficiale Anadolu, alla sbarra vi sono i fratelli Ahmet e Mehmet Altan, insieme alla nota cronista e intellettuale 73enne Nazli Ilicak.

Fra le accuse formulate dai giudici a loro carico aver “cercato di rovesciare il governo”, “tentato di ribaltare l’ordine costituzionale” e di aver “commesso un crimine in nome di una organizzazione terrorista”, senza però “esserne membri”.

Il procuratore ha chiesto l’ergastolo – il massimo della pena, non essendoci la pena di morte – che il presidente turco e ampi strati della popolazione vogliono ripristinare – per ciascuno dei tre capo di imputazione. A conclusione della requisitoria, i giudici hanno aggiornato il processo al prossimo 12 febbraio e disposto il proseguimento della custodia cautelare in carcere per i tre imputati. Respinte, dunque, le istanze di scarcerazione avanzate dai loro legali durante l’udienza.

Ieri alla sbarra vi erano altre tre persone, per le quali i giudici hanno chiesto il carcere a vita: si tratta dell’ex direttore marketing del quotidiano Zaman Yakup Simsek, l’istruttore dell’accademia di polizia Sükrü Tugrul Özsengü e il grafico di Zaman Fevzi Yazici. Una conferma del giro di vite imposto da Ankara sull’informazione e che pone il Paese (fonti di Reporter senza frontiere, Rsf) al 155mo posto su 180 per libertà di stampa.

A circa un anno e mezzo dal fallito golpe in Turchia, che nella notte fra il 14 e il 15 luglio 2016 ha visto vacillare, per alcune ore, il dominio del presidente Recep Tayyip Erdogan, prosegue la campagna di repressione lanciata dalle autorità contro presunti complici o sostenitori. Fra le accuse, il più delle volte pretestuose, l’affiliazione a gruppi “terroristi” curdi o l’appartenenza al movimento che fa capo al predicatore islamico Fethullah Gülen, in esilio in Pennsylvania (Stati Uniti). Secondo Erdogan e i vertici di governo, egli sarebbe la mente del colpo di Stato in Turchia in cui sono morte 270 persone, migliaia i feriti. Il ministero degli Interni ha emesso un comunicato in cui annuncia che nella sola ultima settimana le forze di sicurezza hanno realizzato 1.323 operazioni, conclusesi con l’arresto di 4.062 sospetti. In totale le persone arrestate sono oltre 50mila, quelle sospese o cacciate dal luogo di lavoro – pubblico o privato – più di 140mila.

Intanto il governo turco prosegue nel suo piano di ampliamento delle prigioni, che prevede la costruzione di 228 nuove strutture entro i prossimi cinque anni. In questo modo la portata complessiva del sistema carcerario dovrebbe aumentare di quasi 138mila unità. Oggi vi sono 384 prigioni con una capacità complessiva di 207.279 persone. Un numero inferiore al totale della popolazione carceraria che, a ottobre 2017, contava 228.983 detenuti. A conclusione dei lavori, secondo il governo le carceri avranno una capacità di quasi 350mila unità.

31/08/2017 11:06:00 TURKEY
Erdogan’s purges lead to overcrowded prisons: more than 22,000 detainees sleep on the ground

For the first time the total number of prison population exceeds 224 thousand. To date, Turkish jails can accommodate up to 200,000 detainees. The government frees common detainees to close the alleged “coup”. The funds allocated to prisons exceed the budget of many ministries. By the end of 2017, 76 new prisons ready.

23/05/2017 10:16:00 TURKEY
Ankara, 220 senior army officers on trial

There are also 26 generals. These include Akin Ozturk, former air force commander and president. The prosecutor asks for life imprisonment. Outside groups of protesters invoke the death penalty. Erdogan re-elected on the weekend at the helm of the Akp party.

07/06/2017 10:02:00 TURKEY
Amnesty International President arrested, suspected of being a Gulen supporter

Taner Kilic and 22 activists and lawyers arrested. Birol Erdem, Prime Minister Yildirim’s advisor, and the ex-vice-premier Bülent Arın’s son-in-law also targeted. Over 120,000 people detained in government purge.

16/01/2017 15:15:00 TURKEY
Turkey’s parliament takes first step in favour of a presidentialist constitution

A second vote is scheduled for this week, to be followed by a referendum for final approval. The ruling party obtained the required three fifths needed thanks to the support of a far-right party. Kurdish MPs boycotted the vote. In recent days, MPs clashed in parliament.

16/07/2016 14:57:00 TURKEY
Military coup fails in Turkey: after faltering Erdogan announces crackdown

The Turkish president is back in Istanbul, met by supporters. For hours he flew over the country, waiting to see the situation evolve. Mystery surrounds the coup attempt, and its masterminds. About 90 people die in clashes and 1,200 are wounded. Some 200 soldiers who took part in the operation are arrested. International community is concerned.

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12/12/2017 – BANGLADESH – USA

L’attentatore di Times Square, un bengalese ‘radicalizzato negli Usa’

Akayed Ullah ha 27 anni e proviene dal distretto di Chittagong. È entrato negli Stati Uniti sette anni fa e ha lavorato come autista di taxi. “Si è radicalizzato guardando video di propaganda islamica su internet”.

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12/12/2017 – TURCHIA

Turchia, chiesto l’ergastolo per tre giornalisti accusati di complicità nel (fallito) golpe

Si tratta dei fratelli Ahmet e Mehmet Altan e della cronista 73enne Nazli Ilicak. Per i giudici avrebbero cercato di rovesciare governo e ordine costituzionale e sarebbero complici di una organizzazione terrorista. Respinta l’istanza di scarcerazione avanzata dai legali. Il governo vuole costruire 228 nuove carceri in cinque anni.

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11/12/2017 – VATICANO

Papa: per il cristiano la persona malata è al centro dell’attenzione della sanità

Messaggio di Francesco per la 26ma Giornata mondiale del malato, che si celebrerà l’11 febbraio 2018. “L’immagine della Chiesa come ‘ospedale da campo’, accogliente per tutti quanti sono feriti dalla vita, è una realtà molto concreta”.

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11/12/2017 – COREA

Aiuti ai malati di tbc in Corea del Nord: curare ‘non ha confini’

La “Eugen Bell Foundation” fornisce cure e cibo a 1.500 malati in 12 centri. Da più di 20 anni, “padre nonno” Hammond e l’ong aiutano i malati nordcoreani.

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11/12/2017 – INDONESIA

Jakarta, terrorismo: massima allerta nel periodo natalizio

Oltre 20mila poliziotti di pattuglia a Jakarta tra il 23 dicembre ed il 1 gennaio. Luoghi di culto cristiani ed edifici governativi nel mirino dei terroristi. Nel 2000, attacchi contro 11 chiese hanno fatto 13 vittime e ferito 100 persone. Le iniziative delle due maggiori organizzazioni islamiche moderate per la sicurezza dei cristiani.

11/12/2017 – CINA

Le false promesse di Xi Jinping e la cacciata della ‘popolazione più bassa’ da Pechino di Willy Wo-Lap Lam

Decine di migliaia di migranti e le loro famiglie sono stati espulsi e mandati via dalla capitale. Eppure al recente Congresso del Partito, il presidente Xi ha promesso sostegno e aiuti contro la povertà. Nessuna ricompensa e nessun aiuto legale o caritativo per gli sfollati. Esiste nel Paese un “darwinismo sociale”, che condanna all’emarginazione le classi rurali e fa godere di privilegi e aiuti le classi cittadine. Per gentile concessione della Jamestown Foundation.

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abbiamo buone notizie per gli amici di Aleteia! La Conferenza Episcopale Spagnola ha appena assegnato il suo prestigioso premio “¡Bravo! 2017 per le Nuove Tecnologie” ad Aleteia.

Nello stesso anno, l’Associazione Cattolica della Stampa di Stati Uniti e Canada ha riconosciuto Aleteia “Miglior sito web” nella categoria generale degli editori.

Questi due riconoscimenti da parte di pastori della Chiesa e dei più prestigiosi comunicatori cattolici ci esortano a continuare a lavorare con umiltà ed entusiasmo perché il messaggio del Vangelo possa continuare a risuonare nel mondo digitale.

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Mirko Testa
Responsabile dell’edizione italiana di Aleteia

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» 09/12/2017, 09.38

RUSSIA
Al parlamento russo si lotta contro maghi, sciamani, guaritori Vladimir Rozanskij
Oltre 10 mila siti russi propongono servizi miracolosi a pagamento. Si offrono operazioni di stregoneria, maledizione, liberazione dal malocchio e altri servizi legati a incantesimi e protezioni magiche. Un cittadino russo su cinque si è rivolto a indovini o taumaturghi almeno una volta nella vita. Una bozza di legge propone pene da uno a tre anni per i truffatori. La condanna della Chiesa ortodossa. La superstizione e il post-comunismo.
俄罗斯
俄罗斯国会拟立法针对魔法师、巫师和奇迹治疗者欺诈案 Vladimir Rozanskij

超过一万个俄罗斯网站提供了收费的奇迹治疗。黑魔法、诅咒、消除邪恶之眼和其他相关法术和魔法保护的服务。5分之1的俄罗斯公民,在他们有生之年,最少有1次转向算命者或阅读塔罗牌的人。法律草案对欺诈者提出1至3年的徒刑。东正教教会的谴责。迷信和后共产主义。

莫斯科(亚洲新闻) – 俄罗斯国家杜马(国会)代表希望以更系统的方式处理有关精神、宗教和人口道德行为的问题。去年,针对耶和华见证人、科学神教(Scientology)、浸信会等拒绝登记的「极端主义」和危险的各种社会活动采取了一系列措施后,现在法律草案针对魔法师、巫师和奇迹治疗师,他们是俄罗斯民间传说的特点。

俄罗斯基督宗教的起源,远远超过了地中海和欧洲的古代人民,它与截然不同的异教和迷信形式并存,这种形式从来没有被彻底根除过,甚至没有被苏联的无神论所束缚。这是俄罗斯「双重信仰」的历史现象,即使在圣堂、寺院和党总部,也存在着各种各样的隐匿和逆转的做法。

该法案的起草人沃斯特里索夫(Sergej Vostretsov)说明了一系列数据,据此,一万多个俄罗斯网站提供了收费的奇妙服务。有些甚至与客户签订合约,没有任何名称,这使得在没有结果的情况下,不可能退还金钱,巫术、诅咒、消除邪恶之眼和其他与魔法和黑魔法有关的服务。

他告诉《Rossiijskaja Gazeta》刊物称,他担心国民遭受困苦,因为绝望而不知该向谁求助,他们觉得自己必须得到这样的做法:「即使我们的电视节目是超感官专家,转向超自然的力量去解决似乎没有答案的问题,很多人希望得到治愈、或家庭关系的和解,这是利用人的弱点,累积不成比例的利润的毫无意义的可耻的方式。」

根据这些数据显示,俄罗斯5分之1的公民,一生中最少有1次光顾了一些占卜者或算命先生。举例来说,沃斯特里特索夫称有位现在处于住房困难中老妇人给了巫师170多万卢布(差不多3.5万欧元),希望她的孩子为这个家庭买了一套公寓。拟议的法律规定了严格的处罚,单独的骗子从1年到3年刑期,有组织的团体则由5年到10年。

Mosca (AsiaNews) – I deputati della Duma di Stato, il parlamento russo, vogliono occuparsi in modo sempre più sistematico di questioni inerenti la spiritualità, le religioni e i comportamenti morali della popolazione. Nell’ultimo anno, dopo una serie di provvedimenti contro l’attività di varie comunità ritenute “estremiste” e pericolose, come i Testimoni di Geova, Scientology e i battisti che rifiutano la registrazione, ora è stato presentato un progetto di legge contro i maghi, gli sciamani e i guaritori, da sempre una caratteristica del folclore russo.

Fin dalle sue origini, come e più di quello antico degli altri popoli mediterranei ed europei, il cristianesimo russo ha convissuto con forme molto diversificate di paganesimo e superstizione, mai del tutto estirpate neppure dal rigido ateismo sovietico. È il fenomeno storico della “doppia fede”, la dvoeverie russa, per cui perfino nelle chiese, nei monasteri e prima anche nelle sedi del partito, convivevano e convivono pratiche occulte e apotropaiche di ogni genere.

Sergej Vostretsov, l’autore del progetto di legge ha illustrato una serie di dati secondo cui oltre 10 mila siti russi propongono servizi miracolosi a pagamento. Alcuni addirittura stipulano contratti con i clienti, senza averne alcun titolo, che rende impossibile la restituzione delle somme versate per le operazioni di stregoneria, maledizione, liberazione dal malocchio e altri servizi legati a incantesimi e protezioni magiche, in assenza di risultati. Vostretsov ha dichiarato alla “Rossiijskaja Gazeta” di essere preoccupato per i cittadini in sofferenza, che non sapendo a chi rivolgersi, per disperazione ritengono di dover accedere a questo tipo di pratiche: “Perfino alla nostra televisione si mostrano programmi di specialisti extrasensoriali, che si rivolgono a forze soprannaturali per risolvere i problemi per cui sembra non ci sia risposta. Molti sperano nella guarigione, o nella riconciliazione delle relazioni familiari. È un modo vergognoso di approfittarsi della debolezza delle persone, accumulando guadagni spropositati senza alcun senso”, ha spiegato il deputato.

Secondo i dati esposti, un cittadino russo su cinque si è rivolto almeno una volta nella vita a qualche indovino o taumaturgo. a mo’ di esempio, Vostretsov ha citato il caso di una donna anziana che ha dato ai maghi oltre 1.700.000 rubli (quasi 35.000 euro) che i suoi figli avevano messo da parte per acquistare un appartamento per la famiglia, e ora si trovano in difficoltà abitative. La legge proposta prevede pene severe, da uno a tre anni per i singoli truffatori e da 5 a 10 anni per i gruppi organizzati.

La Chiesa ortodossa da anni condanna le pratiche magiche, e invoca interventi pubblici contro sciamani e fattucchiere. La diffusione delle pratiche superstiziose avvelena in effetti la rinascita religiosa della Russia post-comunista, attirando anche le critiche del mondo intellettuale e accademico. Le arti magiche sono molto diffuse, tra l’altro, nel mondo degli sportivi; di fronte alle clamorose accuse di doping di questi ultimi mesi, che hanno portato addirittura all’esclusione della Russia dalle Olimpiadi invernali in Corea, molti atleti si sono difesi affermando di “doversi difendere dalle magie dei cinesi”, ricorrendo a sostanze proibite e incantesimi difensivi.

01/03/2017 11:24:00 RUSSIA
The majority of Russians do not want to fast during Lent

Only 2% is willing to engage in ascetic practices of the 40 days. 30% try to limit alcohol consumption; 15% are willing to stop sexual relations; 19% to give up social media and online entertainment. Orthodox Lent requires a strict vegan diet: complete abstinence from all animal food. Belonging to Orthodoxy is seen as of socio-cultural and religious value.

19/08/2016 11:13:00 INDIA
Doubts surround death of a Protestant pastor healer, accused of black magic

His center organized prayers and healings. Last February the manager was arrested , but the pastor had fled

18/05/2017 16:33:00 RUSSIA
Sokolovskij’s conviction and the crime of atheism

A court sentences the young man to three and a half years in prison for offending religious feelings. He had played Pokemon Go in a church and said he was atheist. Famous TV personality Vladimir Pozner reacts to the controversy. After the of Pussy Riots incident, a 2013 law criminalises offending religious beliefs. The case has embarrassed the Orthodox Church.

21/02/2017 14:18:00 RUSSIA
Thousands in procession for the return of St. Isaac’s Church to the Moscow Patriarchate

The building had been seized in 1917 and used as a museum. Spokesman for Patriarch Kirill: The church “should first of all be a place of prayer.” Opponents: Giving the management to the Church risks opening the path to “wild provincialism”. Putin among the opponents. Kirill: A sign of reconciliation.

The Russian parliament wages war on magicians, shamans, healers Vladimir Rozanskij

Over 10 thousand Russian sites offer miracle cures for a fee. Black magic, curses, removal of evil eye and other services related to spells and magical protections. One in five Russian citizens turn to fortune tellers or tarot card readers at least once in their lifetime. A draft law proposes sentences of one to three years for fraudsters. The condemnation of the Orthodox Church. Superstition and post-communism.

Moscow (AsiaNews) – Deputies of the State Duma, the Russian parliament, want to deal with issues concerning spirituality, religion and the moral behavior of the population in an increasingly systematic way. In the last year, after a series of measures against the activities of various communities deemed “extremist” and dangerous, such as Jehovah’s Witnesses, Scientology and the Baptists who refuse registration, now a draft law has been presented against magicians, shamans and healers always a characteristic of Russian folklore.

From its origins, and more than the ancient Mediterranean and European peoples, Russian Christianity has coexisted with very different forms of paganism and superstition, which was never completely eradicated,not even by the rigid Soviet atheism. It is the historical phenomenon of the “double faith”, the Russian dvoeverie, for which even in churches, monasteries and party headquarters, occult and apotropaic practices of every kind coexisted.

Sergej Vostretsov, the author of the bill, illustrated a series of data according to which over 10 thousand Russian websites offer miraculous services for a fee. Some even enter into contracts with customers, without any title, which makes it impossible to return the sums paid for witchcraft, curses, removal of the evil eye and other services related to spells and black magic, in the absence of results. Vostretsov told the “Rossiijskaja Gazeta” that he was worried about suffering citizens, who did not know who to turn to because of desperation they felt they had to access this kind of practices: “Even our television shows programs of extra-sensory specialists, who turn to supernatural forces to solve problems for which there seems to be no answer. Many hope for healing, or reconciliation of family relationships. It is a shameful way of taking advantage of people’s weakness, accumulating disproportionate profit without any meaning”, explained the deputy.

According to the data, at least once in their lifetime one in five Russian citizens has turned to some soothsayer or fortune teller. By way of example, Vostretsov cited the case of an elderly woman who gave witches over 1,700,000 rubles (almost 35,000 euros) that her children had set aside to buy an apartment for the family, and now they are in housing difficulties. The proposed law provides for severe penalties, from one to three years for individual scammers and from 5 to 10 years for organized groups.

23/10/2017 09:10:00 RUSSIA
Moscow, the proposal of the orthodox state marriage

Deputy Vladimir Sysoev attempts to introduce confessional elements into legislation. Doubts of the Orthodox Patriarchate. In the past, the USSR considered the family a wreck to abandon. Today in Russia religious marriages are 70% of unions. But as in the past, divorces and abortions are widespread.
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05/05/2011 RUSSIA
L’82 per cento dei russi crede in Dio
La Russia è uno dei Paesi più religiosi in Europa. Il 50% dei credenti si dice ortodosso; il 4% musulmano. Pochi cattolici, protestanti, ebrei, buddisti.

18/05/2017 13:02:00 RUSSIA
La condanna di Sokolovskij e il delitto di ateismo

Il giovane è stato condannato a tre anni e mezzo di prigione per aver offeso i sentimenti religiosi. Ha giocato a Pokemon Go in una chiesa e si è dichiarato ateo. La polemica di Vladimir Pozner, noto conduttore televisivo. Una legge del 2013 (dopo l’episodio delle Pussy Riots) dà valore penale alle offese contro i sentimenti religiosi dei credenti. L’imparazzo della Chiesa ortodossa.

19/08/2016 11:02:00 INDIA
Dubbi sulle cause della morte di un pastore protestante guaritore, accusato di magia nera

Il suo centro organizzava preghiere e guarigioni. Lo scorso febbraio era stato arrestato il manager, ma il pastore era fuggito.

07/10/2010 RUSSIA
Il Patriarcato di Mosca ringrazia i cattolici per il sostegno agli ortodossi all’estero
Il metropolita Hilarion, responsabile dei rapporti esterni, apprezza il sostegno offerto dalle altre comunità cristiane: importante la disponibilità a offrire chiese e assistenza agli ortodossi all’estero. Ma se gli uniati non rinunciano all’espansione, il dialogo ecumenico non sarà proficuo.

28/12/2011 RUSSIA
Vescovo di Mosca: senza fede la Russia è insignificante per il mondo
Mons. Pezzi parla del senso del Natale nella comunità russa, in un momento di grandi cambiamenti sociali, fa il punto sul dialogo ecumenico con la Chiesa ortodossa e invia i suoi auguri ai fratelli ortodossi.

18/05/2017 16:44:00 RUSIA
La condena de Sokolovskij y el delito de ateísmo

El joven fue condenado a 3 años y medio de prisión por haber ofendido lo sentimientos religiosos. Jugó a Pokemon Go en una iglesia y se declaró ateo. La polémica de Valdimir Pozner, conocido conductor televisivo. Una ley del año 2013 (después del episodio de las Pussy Riots) da valor penal a las ofensas contra los sentimientos religiosos de los creyentes. La vergüenza de la Iglesia ortodoxa.

04/12/2013 RUSIA
Rusia: en un año, siete iglesias quemadas en Tatarstan
Líderes políticos y espirituales preocupados por el aumento del fundamentalismo en la república autónoma rusa, a mayoría musulmana. Líderes espirituales invitan a no ceder a las provocaciones. Sacerdote local: “Los wahabitas son los culpables”.

23/10/2017 11:33:00 RUSIA
Moscú, la propuesta del matrimonio ortodoxo de Estado

El diputado Vladimir Sysoev trata de introducir elementos confesionales en la legislación. Dudas de parte del Patriarcado ruso. En el pasado la Urss consideró a la familia como un elemento que había que abandonar. Hoy en Rusia los matrimonios religiosos son el 70% de las uniones. Pero, como en el pasado, están m uy difundido los divorcios y los abortos.

21/02/2017 12:54:00 RUSIA
Miles de personas en procesión por el regreso de la iglesia de San Isaac al Patriarcado de Moscú

El edificio había sido secuestrado en 1917 y utilizado como museo. El portavoz del Patriarca Kirill: La iglesia “en primer lugar debe ser un lugar de oración.” Oponentes: Dada la gestión de la Iglesia se corre el riesgo de un “provincianismo salvaje”. Putin estaría entre los opositores. Kirill: Un signo de reconciliación.

13/11/2017 12:26:00 RUSIA
Revolución de Octubre: la memoria de los mártires y el destino del mausoleo de Lenin

Metropolita Hilarión: La Iglesia ortodoxa rusa canonizó a más de 2.000 mártires del comunismo. “Eran simples fieles, monjes y monjas, sacerdotes y obispos, casi todos fusilados por la policía soviética”. Se espera la beatificación de los mártires católicos, siendo el primero entre todos, Konstantin Budkiewicz, fusilado en la noche de Pascua de 1923. La sepultura de Lenin divide los ánimos. RUSIA

En el Parlamento ruso se lucha contra magos, chamanes, curanderos Vladimir Rozanskij

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09/12/2017 – PAKISTAN

Lahore, rilasciato un pastore accusato di blasfemia. È innocente di Kamran Chaudhry

Il rev. Babu Shahbaz era in carcere da un anno. Un gruppo di musulmani lo accusava di aver strappato pagine del Corano. Il giudice: “Le prove non sono valide”. Avvocato: “Potrà festeggiare il Natale in famiglia”.

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11/12/2017 – IRAQ

Il premier irakeno annuncia la fine della guerra contro l’Isis. Ma resta l’ideologia jihadista

Al-Abadi conferma che le forze irakene “hanno assunto il completo controllo” del confine fra Iraq e Siria. Egli parla di vittoria frutto di “unità e determinazione” e ottenuta “in poco tempo”. In precedenza la Russia aveva definito “compiuta” la missione in Siria contro il Califfato. La vittoria militare non implica però lo sradicamento della dottrina fondamentalista.

Más de 10.000 sitios rusos proponen servicios milagrosos con una tarifa. Se ofrecen operaciones de brujerías, maldiciones, liberaciones del mal de ojo y otros servicios relacionados con encantamientos y protecciones mágicas. Uno de cada cinco ciudadanos rusos reconoce haber ido a adivinos o taumaturgos al menos una vez en la vida. Un proyecto de ley propone penas que van de uno a tres años para los estafadores. La condena de la Iglesia ortodoxa rusa. La superstición y el post- comunismo.

Moscú (AsiaNews)- Los diputados de la Duma, el Parlamento ruso, quieren ocuparse en modo siempre más sistemático de cuestiones relacionadas con la espiritualidad, las religiones y los comportamientos morales de la población. En el último año, después de una serie de decisiones contra la actividad de varias comunidades consideradas “extremistas” y peligrosas, como los Testigos de Jehová, Scientology y los bautistas que rechazan la registración, ahora han presentado un proyecto de ley contra los magos, chamanes y curanderos, que desde siempre han sido una característica del folklore ruso.

Ya desde sus orígenes, al igual que o incluso más que el más antiguo de los otros pueblos mediterráneos y europeos, el cristianismo ruso ha convivido con formas muy diversificadas de paganismo y superstición, jamás del todo extirpadas ni siquiera por el rígido ateísmo soviético. Es el fenómeno histórico de la “doble fe”, la “dvoeverie” rusa, por la cual hasta dentro de las iglesias, en los monasterios y antes también en las sedes del partido, convivían y conviven prácticas ocultas y apotropaicas de todo tipo.

Sergej Vostretsov, el autor del proyecto de la ley ilustró una serie de datos según los cuales, más de 10.000 sitios rusos proponen servicios milagrosos pagos. Algunos, incluso estipulan contratos con los clientes, sin tener ningún título, lo que hace imposible la restitución de las sumas dadas para las operaciones de brujerías, maldiciones, liberación de mal de ojo y otros servicios relacionados con los encantamientos y protecciones mágicas, en caso de no haber resultados. Vostretsov declaró a la “Rossijskaja Gazeta” que está preocupado por los ciudadanos que están sufriendo, que no sabiendo a quien recurrir, por desesperación consideran justo acceder a este tipo de prácticas: “Hasta en nuestra televisión existen programas de especialistas extrasensoriales, que se dirigen a fuerzas sobrenaturales para resolver los problemas para los cuales parecería no existir otra respuesta. Muchos esperan ser curados o lograr la reconciliación en las relaciones familiares. Es un modo vergonzoso de aprovecharse de la debilidad de las personas, acumulando ganancias desproporcionadas sin ningún sentido”, explicó el diputado.

Según los datos expuestos, uno de cada cinco ciudadanos rusos declara que al menos una vez en la vida se dirigió a algún adivino o taumaturgo. A modo de ejemplo, Vostretsov citó el caso de una mujer anciana que dio a los magos más de 1.700.000 rublos (casi 35.000 euros) que sus hijos habían ahorrado para comprarse un departamento para la familia y ahora atraviesan dificultades de habitacionales. La ley propuesta prevé penas severas, de uno a tres años para los individuos estafadores y de 5 a 10 años para los grupos organizados.

La Iglesia ortodoxa desde hace años condena las prácticas mágicas e invoca la intervención pública contra los chamanes y las brujas. La difusión de las prácticas supersticiosas envenena de hecho el renacimiento religioso de la Rusia post-comunista, provocando también las críticas del mundo intelectual y académico. Las artes mágicas están muy difundidas, entre otros, en el mundo deportivo; frente a la clamorosa acusación de doping de estos últimos meses, que incluso han llevado a la exclusión de Rusia de las Olimpíadas invernales en Corea, muchos atletas se defendieron afirmando que “deben defenderse de las magias de los chinos, y por eso recurren a utilizar substancias prohibidas y brujerías defensivas.

Il premier irakeno annuncia la fine della guerra contro l’Isis. Ma resta l’ideologia jihadista

Al-Abadi conferma che le forze irakene “hanno assunto il completo controllo” del confine fra Iraq e Siria. Egli parla di vittoria frutto di “unità e determinazione” e ottenuta “in poco tempo”. In precedenza la Russia aveva definito “compiuta” la missione in Siria contro il Califfato. La vittoria militare non implica però lo sradicamento della dottrina fondamentalista.

Baghdad (AsiaNews/Agenzie) – Il Primo Ministro irakeno Haider al-Abadi ha annunciato la fine della guerra, durata tre anni, delle forze di sicurezza per cacciare le milizie dello Stato islamico (SI, ex Isis) dal Paese. La comunicazione ufficiale è giunta il 9 dicembre scorso, durante la quale il premier ha sottolineato che “le nostre forze hanno assunto il completo controllo del confine fra Iraq e Siria” mettendo fine alla “guerra contro Daesh [acronimo arabo per lo SI]”.

Durante una conferenza stampa al-Abadi ha affermato che il “nemico” voleva “uccidere la nostra civiltà”, ma “abbiamo vinto grazie alla nostra unità e alla nostra determinazione”. Egli ha quindi sottolineato che “abbiamo trionfato in poco tempo”.

Le milizie del Califfato, comparse per la prima volta nell’estate del 2014, hanno conquistato gran parte dei territori fra Siria e Iraq, arrivando a controllare fino alla metà dei due Paesi nel momento di massima estensione. Sotto il loro dominio si sono consumate alcune fra le più gravi atrocità della storia recente, in particolare contro la minoranza musulmana yazidi.

Nell’ottobre dello scorso anno il governo irakeno, sostenuto da una coalizione internazionale a guida Usa, ha lanciato una imponente offensiva contro Mosul, roccaforte del Califfato in Iraq. Dopo circa un anno la coalizione anti-jihadista ha confermato la liberazione dell’area. Nel fine settimana la dichiarazione finale del Primo Ministro, che parla di “buona novella: la liberazione da parte delle forze irakene di tutto il confine fra Siria e Iraq”. Il premier non ha citato il grande contributo alla liberazione di Mosul dato dalle truppe peshmerga curde, ora intensione con il governo centrale dopo il referendum per l’indipendenza del Kurdistan.

L’annuncio ufficiale di al-Abadi giunge a due giorni di distanza dalla nota dell’esercito russo, che ha definito “compiuta” la missione di combattere l’Isis nella vicina Siria. Tuttavia, analisti ed esperti sottolineano che la vittoria militare non implica anche la sconfitta definitiva dell’ideologia jihadista nell’area, ormai radicata in una parte della popolazione. Un pericolo evidenziato anche da sacerdoti della piana di Ninive, nel nord dell’Iraq, interpellati da AsiaNews secondo cui resta presente la “minaccia”.
Turquía, piden cadena perpetua para tres periodistas acusados de complicidad en el fallido golpe

Se trata de dos hermanos Ahmet y Mehemet Altan y de la cronista de 73 años Nazli Ilicak. Para los jueces habrían tratado de derrocar el gobierno y el orden constitucional y habrían sido cómplices de una organización terrorista. Rechazada la instancia de excarcelación presentada por sus abogados. El gobierno quiere construir 228 nuevas cárceles en 5 años.

Estambul (AsiaNews/Agencias)- Un tribunal turco pidió la cadena perpetua, con un régimen de cárcel duro, para 3 periodistas e intelectuales de primer plano, acusados de ligámenes con las mentes que han organizado el fallido golpe de Estado de julio del año pasado. Según lo que refiere la agencia oficial Anadolu, están encarcelados los hermanos Ahmet y Mehemet Altan, junto a la cronista e intelectual de 73 años Nazli Ilicak.

Entre las acusaciones formuladas por los jueces contra ellos es la de haber “intentado derrocar al gobierno”, “intento de alterar el orden constitucional”, pero sin “ser miembros”.

El fiscal pidió cadena perpetua- el máximo de la pena, no existiendo la pena de muerte-que el presidente turco y amplios sectores de la población quieren restaurar- para cada uno de los 3 el cargo de imputación. Concluida la investigación, los jueces han fijado el proceso el proceso para el próximo 12 de febrero y dispuesto la continuación de la custodia cautelar en la cárcel para los 3 imputados. Por lo tanto, rechazan las instancias de excarcelación presentadas por sus abogados durante la ausencia.

Ayen en la cárcel había otras 3 personas, para los cuales los jueces han pedido la condena de por vida: se trata de exdirector marketing del cotidiano Zaman, Yakup Simsek, el instructor de la academia de policía Sükrü Tugrul Özsengü y el gr´fico de Zaman, Fevzi Yazici. Esto demuestra las restricciones impuestas por Ankara sobre la información y que pone al país (fuentes del Reporter sin fronteras) en el 155 puesto sobre 180 por la libertad de prensa.

A cerca de un año y medio del fallido golpe en Turquía, que en la noche entre el 14 y el 15 de julio de 2016 vio vacilar por unas horas, el dominio del presidente Recep Tayyip Erdogan, continúa la campaña de represión lanzada por las autoridades contra los presuntos cómplices y seguidores. Entre las acusaciones, el más de las veces inventadas, como la afiliación a grupos “terroristas” kurdos o la pertenencia al movimiento que tiene como jefe al predicador islámico Fethullah Gülen, exilado en Pennsilvania (EEUU). Según Erdogan y los dirigentes del gobierno, él sería la mente del golpe de Estado en Turquía en el cual murieron 270 personas, miles de heridos. El ministerio del Interior emitió un comunicado en el cual anuncia que en la sola semana las fuerzas de seguridad realizaron 1.323 operaciones, que concluyeron con el arresto de 4.062 sospechosos. En total las personas arrestadas son más de 50 mil, las suspendidas o expulsadas del trabajo- público o privado- más de 14 mil.

Mientras tanto el gobierno turco continúa en su plan de ampliación de las prisiones, que prevé la construcción de 228 nuevas estructuras dentro de los próximos años. De este modo la portada total del sistema carcelario debería aumentar de casi 138 mil unidades. Hoy hay 384 cárceles con capacidad para 207.279 personas. Un número inferior al total de la población carcelaria que, en octubre de 2017, contaba con 228.983 detenidos. Concluidos los trabajos, según el gobierno las cárceles tendrán la capacidad de casi 350 mil unidades.

22/09/2017 08:59:00 TURCHIA
Istanbul, arrestati 14 avvocati: difendevano due insegnanti incarcerati e in sciopero della fame

I legali appartengono al Dipartimento per i diritti del popolo (Hhb) e sono stati incriminati con l’accusa di terrorismo. Essi sarebbero legati al Fronte Rivoluzionario della liberazione popolare (Dhkp-C), gruppo marxista fuorilegge. L’arresto è avvenuto alla vigilia del processo a carico dei due insegnanti, con un tempismo “sospetto”.

31/08/2017 08:55:00 TURCHIA
Le purghe di Erdogan hanno affollato le carceri: oltre 22mila detenuti dormono per terra

Per la prima volta il totale della popolazione carceraria supera quota 224mila. Ad oggi le galere turche possono ospitare un massimo di circa 200mila detenuti. Il governo libera i detenuti comuni per richiudere i presunti “golpisti”. I fondi stanziati per le carceri superano il budget di molti ministeri. Entro la fine del 2017 pronte 76 nuove prigioni.

14/07/2017 11:39:00 TURCHIA
A un anno dal “golpe” arresti e purghe nel regno del “sultano” Erdogan

Prosegue la campagna di repressione avviata all’indomani del colpo di Stato del 15 luglio 2016. Oltre 50mila arresti, 120mila fermi, 170mila persone indagate. Licenziato anche il pilota che ha portato in salvo il presidente nella notte del golpe. Iniziate le celebrazioni ufficiali volute dal governo, all’impronta del nazionalismo e del culto di Erdogan.

Quelle verità nascoste
sui cecchini di Maidan

Quelle verità nascoste sui cecchini di Maidan


Chi ha massacrato oltre ottanta fra dimostranti e poliziotti riuniti a Maidan Nezalezhnosti, la Piazza dell’indipendenza di Kiev cuore e simbolo – fino a quel fatidico 20 febbraio 2014 – delle manifestazioni a favore dell’accordo di associazione all’Unione europea? L’opposizione anti russa fattasi governo dopo la cacciata del presidente filo russo Viktor Yanukovych ha sempre puntato il dito contro le forze speciali del deposto presidente accusandole di aver mandato una squadra di cecchini a sparare sui manifestanti per affogare la protesta in un bagno di sangue. Già allora però molti sollevavano dubbi e perplessità.

Il primo a contestare quella versione è stato il ministro degli esteri estone Urmas Paet. Rientrato da un viaggio a Kiev compiuto solo 5 giorni dopo il massacro riferisce in una telefonata alla commissaria agli esteri dell’Unione Europea Catherine Ashton, le rivelazioni ottenute da una dottoressa ucraina che ha esaminato i cadaveri di Piazza Maidan. La telefonata intercetta e diffusa dai media russi è sconcertante.
“La cosa più inquietante – spiega Paet – è che tutte le evidenze dimostrano che le persone uccise dai cecchini – sia tra i poliziotti, sia tra la gente in strada – sono state uccise dagli stessi cecchini…”. Davanti alla perplessità di una Ashton visibilmente imbarazzata il ministro cita la testimonianza della dottoressa ucraina. “Lei parla come medico dice che si tratta della stessa firma, dello stesso tipo di proiettili. È veramente inquietante che ora la nuova coalizione – ribadisce Paet – si rifiuti di indagare su cosa è realmente successo. C’è una convinzione molto forte che dietro i cecchini ci siano…. Che non ci sia Yanukovich, ma qualcuno della nuova coalizione…”

23/05/2017 08:57:00 TURCHIA
Ankara, al via il processo contro 220 alti ufficiali dell’esercito

Alla sbarra anche 26 generali. Fra questi Akin Ozturk, ex comandante dell’aeronautica e un tempo fedelissimo del presidente. Il pubblico ministero chiede il carcere a vita. All’esterno gruppi di manifestanti invocano la pena di morte. Erdogan rieletto nel fine settimana alla guida del partito Akp.

18/07/2017 08:57:00 TURCHIA
Turchia: nuovi arresti di attivisti pro diritti umani, anche la direttrice di Amnesty
gli orrori che avvengono ad ANKARA, annebbiano ogni dignità presunta in Europa e nella NATO!

Un tribunale turco ha confermato il carcere per sei militanti, fra cui Idil Eser. AI parla di “simulacro di giustizia” in atto nel Paese. In cella anche due formatori, uno svedese e un tedesco. Essi avrebbero commesso “un crimine” in nome di una “organizzazione terrorista” (il movimento di Gulen) “senza farne parte”.
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Sequestrata e violentata per 24 ore da due tunisini ad Asti dicembre 12, 2017
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Quelle verità nascoste, sui cecchini di Maidan. Nov 16, 2017 Chi ha massacrato oltre ottanta fra dimostranti e poliziotti riuniti a Maidan Nezalezhnosti, la Piazza dell’indipendenza di Kiev cuore e simbolo – fino a quel fatidico 20 febbraio 2014 – delle manifestazioni a favore dell’accordo di associazione all’Unione europea? L’opposizione anti russa fattasi governo dopo la cacciata del presidente filo russo Viktor Yanukovych ha sempre puntato il dito contro le forze speciali del deposto presidente accusandole di aver mandato una squadra di cecchini a sparare sui manifestanti per affogare la protesta in un bagno di sangue. Già allora però molti sollevavano dubbi e perplessità.

Il primo a contestare quella versione è stato il ministro degli esteri estone Urmas Paet. Rientrato da un viaggio a Kiev compiuto solo 5 giorni dopo il massacro riferisce in una telefonata alla commissaria agli esteri dell’Unione Europea Catherine Ashton, le rivelazioni ottenute da una dottoressa ucraina che ha esaminato i cadaveri di Piazza Maidan. La telefonata intercetta e diffusa dai media russi è sconcertante.

“La cosa più inquietante – spiega Paet – è che tutte le evidenze dimostrano che le persone uccise dai cecchini – sia tra i poliziotti, sia tra la gente in strada – sono state uccise dagli stessi cecchini…”. Davanti alla perplessità di una Ashton visibilmente imbarazzata il ministro cita la testimonianza della dottoressa ucraina. “Lei parla come medico dice che si tratta della stessa firma, dello stesso tipo di proiettili. È veramente inquietante che ora la nuova coalizione – ribadisce Paet – si rifiuti di indagare su cosa è realmente successo. C’è una convinzione molto forte che dietro i cecchini ci siano…. Che non ci sia Yanukovich, ma qualcuno della nuova coalizione…”.

A quattro anni dall’inizio nel novembre 2013 delle manifestazioni di Maidan noi siamo in grado di descrivere un’altra verità, completamente diversa da quella ufficiale. La nostra storia inizia verso la fine dell’estate 2017 a Skopye la capitale della Macedonia. Lì dopo lunghi e complessi preliminari riusciamo ad incontrare Koba Nergadze e Kvarateskelia Zalogy due georgiani protagonisti e testimoni di quella tragica sparatoria e del successivo massacro.

Sia Nergadze sia Zalogy sono legati all’ex presidente georgiano Mikhail Saakashvili, protagonista nell’agosto 2008 di una breve, ma sanguinosa guerra con la Russia di Vladimir Putin. Nergadze, come dimostra un tesserino identificativo rimasto in suo possesso, è stato membro di un servizio di sicurezza agli ordini del presidente. Zalogy è un ex attivista del partito di Saakashvili. “Ho deciso di venire a Skopije per raccontarvi tutto quello che sappiamo su quel che è successo….io e il mio amico l’abbiamo deciso assieme, bisogna far luce su quei fatti” – ripete Nergadze. Lo stesso dirà qualche mese più tardi Alexander Revazishvilli, un ex tiratore scelto dell’esercito georgiano protagonista della sparatoria di Maidan, incontrato in un altro Paese dell’Est Europa. Tutti e tre i nostri protagonisti raccontano di esser stati reclutati alla fine del 2013 da Mamuka Mamulashvili, un consigliere militare di Saakashvili che dopo i fatti di Maidan si sposterà nel Donbass per guidare la cosiddetta Legione Georgiana negli scontri con gli insorti filo russi. “Il primo incontro è stato con Mamulashvili all’ufficio del Movimento Nazionale – racconta Zalogy – la rivolta Ucraina nel 2013 era simile alla “Rivoluzione rosa” avvenuta in Georgia anni prima. Dovevamo indirizzarla e guidarla applicando lo stesso schema utilizzato per la “Rivoluzione Rosa”.

La versione di Alexander non è diversa. “Mamuka per prima cosa mi chiese se ero stato veramente un tiratore scelto – ricorda Alexander – subito dopo mi disse che aveva bisogno di me a Kiev per scegliere alcune postazioni”. I nostri protagonisti, aggregati a vari gruppi di volontari tra il novembre 2013 e il gennaio 2014, ricevono dei passaporti con nomi falsi e un anticipo in denaro. “Siamo partiti il 15 gennaio e sull’aereo – ricorda Zalogy – ho ricevuto il mio passaporto e un altro con la mia foto, ma con nome e cognomi differenti. Poi ci hanno dato mille dollari a testa promettendo di darcene altri cinquemila più in là”.

Una volta a Kiev i nostri tre protagonisti incominciano a comprendere meglio i motivi per cui sono stati reclutati. “Il nostro compito – spiega Alexandere – era organizzare delle provocazioni per spingere la polizia a caricare la folla. Fino alla metà di febbraio però non c’erano molte armi in giro. Si utilizzavano al massimo le molotov, gli scudi e i bastoni”. A metà febbraio però gli scontri intorno a Maidan incominciano a farsi più pesanti. “Intorno al 15 e il 16 febbraio – ricorda Nergadze – la situazione ha incominciato a farsi ogni giorno più seria. Ormai era fuori controllo. E intanto si sentivano i primi spari.” Con il crescere della tensione entrano in gioco nuovi protagonisti

“Un giorno intorno al 15 febbraio – rammenta Alexander – Mamualashvili visitò personalmente la nostra tenda. Con lui c’era un altro tipo in uniforme. Ce lo presentò e ci disse che era un istruttore, un militare americano”. Il militare americano si chiama Brian Christopher Boyenger ed è un ex ufficiale e tiratore scelto della 101esima divisione aviotrasportata statunitense. Dopo Maidan si sposterà sul fronte del Donbass dove combatterà tra le fila della Legione Georgiana al fianco di Mamulashvili.

“Eravamo sempre in contatto con questo Bryan – spiega Nergadze – lui era un uomo di Mamulashvili. Era lui che ci dava gli ordini. Io dovevo seguire tutte le sue istruzioni”.

I primi sospetti sulla presenza di armi da fuoco tra le fila dei dimostranti coinvolgono Serghey Pashinsky, un leader di Piazza Maidan diventato, dopo la caduta di Yanukovych, presidente del parlamento di Kiev. Il 18 febbraio – come dimostra un filmato girato quel giorno – dal bagagliaio di un’ auto bloccata dai dimostranti spunta un fucile mitragliatore. Pochi secondi dopo Pashinsky si avvicina e ordina di lasciarla andare. Il giorno dopo alcune borse piene di armi vengono distribuite ai gruppi di militanti georgiani e lituani che risiedono nell’Hotel Ucraina, l’albergo affacciato sulla piazza usato come quartier generale dall’opposizione

“In quei giorni Pashinsky e altre tre persone – tra cui anche Parasyuk – hanno portato all’hotel le borse con le armi Sono stati loro a farle arrivare nella mia stanza” – racconta Nergadze. Volodymyr Parasyuk è uno dei leader della protesta di piazza Maidan. Dopo la strage di dimostranti diventerà famoso per un ultimatum in cui minaccerà di usare le armi per cacciare il presidente Viktor Yanukovych.

“Il 18 febbraio – rammenta Zalogy – qualcuno ha portato delle armi anche nella mia stanza. Nella stanza con me c’erano due lituani, le armi se le sono prese loro”. “In ogni borsa – ricorda Nergadze – c’erano pistole Makarov , mitragliatori Akm, carabine. E poi c’erano pacchi di cartucce. Quando le ho viste sulle prime non ho capito…. Quando è arrivato Mamulashvili l’ho chiesto anche a lui. “Cosa sta succedendo – gli ho detto – a che servono queste armi? E’ tutto a posto? “Koba le cose si stanno facendo complicate, dobbiamo incominciare a sparare – mi ha risposto – non possiamo andare alle elezioni presidenziali anticipate …” “Ma a chi dobbiamo sparare? E dove?- gli ho chiesto – Lui mi ha risposto che il dove non importava, bisognava sparare da qualche parte… tanto per seminare un po’ di caos”.

Mentre Nergadze e Zalogy assistono alla distribuzione delle armi all’hotel Ucraina Alexander Revazishvilli e altri volontari raggiungono il Conservatorio, un altro palazzo che domina la piazza. “Sarà stato il 16 febbraio…Pashinsky ci ordinò di raccogliere le nostre cose e ci portò dentro ….Poi arrivò altra gente, erano quasi tutti mascherati. Dalle borse ho capito… portavano armi…. Le hanno tirate fuori e le hanno distribuite ai vari gruppi.. Parlava solo Pashinsky… “Era lui a dare gli ordini. A me chiese da che parte dovevamo sparare” . “Nel frattempo – spiega Nergadze – anche all’hotel Ucraina i capi della rivolta sottolineano l’ipotesi di ricorrere alle armi. “Ci hanno spiegato di sparare per creare caos e confusione. Non dovevamo fermarci. Non importava se sparavamo ad un albero, a una barricata o a chi tirava le molotov. L’importante era seminare il caos”. Il 20 mattina le armi entrano in azione. “Doveva essere l’alba – ricorda Zalogy – quando ho sentito il rumore degli spari … non erano raffiche, erano colpi singoli … venivano dalla stanza accanto. In quello stesso momento i lituani hanno aperto la finestra. Uno di loro ha sparato un colpo, mentre l’altro ha chiuso la finestra. In tutto avranno sparato tre o quattro volte”. Alexander pur ammettendo di esser stato coinvolto nella sparatoria dal palazzo del Conservatorio sostiene di aver compreso ben poco. “Tutti hanno incominciato a sparare due o tre colpi alla volta. Non avevamo molta scelta. Ci era stato ordinato di sparare sia sui Berkut, la polizia, sia sui dimostranti, senza far differenza. Ero totalmente esterrefatto. È andata avanti per quindici minuti…forse venti. Io ero fuori di me, agitato, sotto stress, Non capivo niente. Poi all’improvviso dopo 15, 20 minuti gli spari son cessati e tutti hanno messo giù le armi”. Mentre feriti e morti arrivano nel salone dell’Hotel Ucraina i cecchini fuggono dalle stanze. E così le vittime si ritrovano accanto ai loro assassini. “Dentro – ricorda Nergadze – c’era il caos, non capivi chi fossero gli uni e gli altri . La gente correva avanti e indietro. Qualcuno era ferito… qualcuno era armato. Fuori era anche peggio. Nelle strade c’erano tanti feriti. E morti tutt’attorno”. Alexander dice di essersene andato di tutta fretta. “Qualcuno gridava che c’erano dei cecchini, sapevo bene di cosa parlavano – spiega – il mio unico pensiero è stato scomparire, prima che si accorgessero di me. Altrimenti mi facevano a pezzi. In quel momento non ho realizzato poi però – spiega – l’ho capito. Siamo stati usati. Usati e incastrati”. http://www.occhidellaguerra.it/ucraina-le-verita-nascoste-parlano-cecchini-maidan/
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seigniorage, seigniorage

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drink your POISON, made by yourself, amen ] C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Benedetto C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana Non mi persuaderai di cose vane S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo I.V. B. Ipsa Venena Bibas Bevi tu stesso i tuoi veleni ESORCISMO : (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!

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